GIAMBRONE (IdV). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Sottosegretario, troppe parole sono state pronunciate da un anno a questa parte. Anche oggi ne sono state pronunciate troppe, a fronte di pochi numeri, signor Sottosegretario.
Abbiamo ascoltato la sua relazione piena di tante parole e di pochi numeri.
Parlare di emergenza in gran parte del territorio del Messinese è, ormai, insufficiente. Siamo di fronte a un vero dramma che ogni giorno che passa si trasforma in tragedia (è già trascorso un anno, signor Sottosegretario). Una tragedia che abbiamo già vissuto all'inizio dell'anno e che ancora leggiamo negli occhi degli abitanti di quelle zone di fronte agli ulteriori segnali preoccupanti di questi giorni, caratterizzati da altre frane, altri pericolosi smottamenti del terreno.
Siamo chiamati tutti (lo dico con grande senso di responsabilità) alla responsabilità e alla verità, anche a distanza di un anno. Non vogliamo fare polemiche dinanzi a quanto stanno patendo intere famiglie private di una qualsiasi sicurezza riguardo al proprio futuro. Responsabilità e verità, signor Sottosegretario, che non scorgiamo nell'azione del Governo e nelle sue parole, nelle sue troppe parole, che a volte risultano persino imbarazzanti.
Sento parlare di quanto si è fatto e di quanto si sta facendo. Ma non sento pronunciare una frase, la più importante e cioè che non deve accadere più: questo è il tema.
Molti paesi sono in ginocchio, intere realtà sono state dichiarate ad alto rischio. La situazione, ormai gravissima, comporta conseguenze che potrebbero essere irreversibili sul piano sociale ed economico.
È necessario agire subito. Siamo troppo in ritardo. Non possiamo fermarci a provvedimenti tampone. Dobbiamo pensare a programmare interventi strutturali, pensare una programmazione seria degli interventi necessari perché vicende simili non si ripetano. Quello che è accaduto - lo ripeto - non deve più ripetersi, signor Sottosegretario.
Le abbondanti piogge che si sono riversate nella provincia di Messina, in particolare nella zona dei Nebrodi, hanno provocato un'altra serie di frane e di smottamenti in conseguenza dei quali numerose arterie stradali sono impercorribili, immagino lei lo sappia. Ciò ha creato problemi alla viabilità e nuove emergenze idrogeologiche in prossimità dei centri abitati.
Ciò che chiediamo è un impegno di pianificazione, l'impegno a stanziare adeguate risorse finanziarie per la messa in sicurezza dell'intero territorio interessato cosa che non riusciamo a riscontrare nell'azione di questo Governo, vogliamo dirlo con grande chiarezza.
È opinione comune di molti esperti che per salvaguardare l'incolumità degli abitanti bisogna riuscire a prevedere i fenomeni alluvionali con un anticipo di ore che consentirebbe l'evacuazione dei centri colpiti. Si sa che la provincia di Messina, oltre ad essere una delle più ricche in termini di attrattive turistiche, è anche la più piovosa a causa della complessa geomorfologia dell'area Nebrodi-Peloritani.
Per fare ciò occorre approntare senza indugio la rete di monitoraggio meteorologico. È fondamentale. Non vogliamo solo sentirne parlare; vogliamo vedere gli effetti positivi di tale rete.
In sostanza, ciò che la stessa Protezione civile, ossia lei, signor Sottosegretario, auspica, e cioè la creazione di un efficace sistema di allertamento e di sorveglianza dei fenomeni e la messa a punto di una pianificazione di emergenza volta a coordinare in modo efficace la risposta delle istituzioni agli eventi, è rimasto lettera morta. Non vorrei che lei, signor Sottosegretario, abbia preso il vizio del suo Presidente del Consiglio: molti annunci, molte promesse, ma nulla di fatto.
Siamo ancora vittime indifese, signor Sottosegretario, della forza della natura senza un organico ed efficiente sistema di prevenzione degli eventi catastrofici che conosciamo. Sono morte 37 persone nel nubifragio che ha colpito tantissimi paesi del Messinese. L'elenco è lungo e lo conosciamo tutti: San Fratello, Caronia, Sant'Angelo di Brolo, Raccuja, Giampilieri e tanti altri. Un desolante elenco. Paesi che rischiano di diventare fantasmi. Dobbiamo attendere altri morti?
In queste ore si ha chiara l'impressione che non s'è fatto nulla di quanto necessario. Non basta affrontare 1'immediata emergenza. Dobbiamo pensare al dopo e al sempre. Le alluvioni fanno scempio anche e soprattutto per colpa dell'uomo e lo sappiamo. Scempio del territorio e abusivismo sono all'origine di crolli, alluvioni, frane e smottamenti. La cementificazione selvaggia non è una prerogativa della Sicilia, a causa di Governi, partiti e maggioranze che hanno guardato solo ad interessi economici voluti dalla mafia, supportate da un intrigo perverso di uomini delle istituzioni e della pubblica amministrazione con criminalità organizzata e massoneria: questa è una questione nazionale. Eppure, non è all'ordine del giorno di questo Governo e di questa maggioranza. Ci si preoccupa di altro, salvo poi accorrere, con giornalisti e telecamere al seguito, nei luoghi dove si consumano tragedie e lutti, a promettere miracoli e mirabilie.
Solo l'uomo può intervenire, almeno in parte, a ripristinare quanto distrutto e, intanto, cercare di prevenire nuovi lutti e nuove distruzioni. Soltanto chi ha responsabilità di governo - e voi dovete dimostrare di sapervi far fronte - può e deve fare subito, senza rimandare, perché ogni rinvio potrebbe essere foriero di altre lacrime e di altro dolore.
Noi siamo vicini alle popolazioni del Messinese. Saremo giovedì prossimo a Messina, noi dell'Italia dei Valori, insieme al presidente Di Pietro, per stare accanto a questa popolazione e verificare tutti insieme quello che è stato fatto e quello che non è stato fatto.
Signor Sottosegretario, siamo molto preoccupati per quello che avete messo in campo e per quello che dovreste mettere in campo e non riuscite a fare.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Digilio. Ne ha facoltà.