D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Signor Sottosegretario, ho ascoltato con attenzione la sua informativa e, con la franchezza che credo possa comprendere, le dirò che non la ringrazierò per quel che ha detto, e ciò per due ragioni specifiche. La prima é che lei ha tradito l'impegno che ha assunto in quest'Aula un anno fa di occuparsi in prima persona del problema di Messina. Fin quando questo impegno lo ha assunto il Presidente del Consiglio e lo ha disatteso, poiché siamo abituati agli spot e alle promesse non mantenute dell'onorevole Berlusconi, a noi poco importa. Ma quando lei, che è uno stimato professionista e tecnico della materia, assume un impegno, siamo abituati a vederlo mantenuto.
Non la ringrazierò anche per un'altra ragione. Questo è tempo di bilanci, e nella vicenda di Giampilieri ha pesato molto, più di quanto lei non immagini, la sua dichiarazione iniziale sull'abusivismo nella nostra città. Questo ha infatti fornito - e lei ne è stato strumento inconsapevole - l'alibi a tanti, a cominciare dal Ministro dell'ambiente, per sostenere che, poiché la città di Messina e quei territori avevano realizzato abusivamente delle opere, se la dovevano vedere loro, perché tutto questo era responsabilità di chi aveva consentito quell'attività abusiva.
Questo è stato l'alibi che ha determinato, a distanza di un anno, il risultato che è sotto gli occhi di tutti, quando in realtà (come lei sa, e lo ha detto anche nella parte finale della sua informativa), con riferimento alla città di Messina, e in particolar modo a Giampilieri e nelle altre zone che sono state ferite dall'alluvione di un anno fa, non vi sono insediamenti edilizi abusivi, meno che mai vi sono costruzioni negli alvei torrentizi, come peraltro certificato dell'Ufficio del genio civile di Messina che, fino a prova contraria, mi sembra sia assolutamente attendibile. E lo è a tal punto, se dobbiamo cominciare a tirare un bilancio dei fatti amministrativi e tecnici, che tale Ufficio ha redatto 36 progetti esecutivi e cantierabili per un importo complessivo di 157 milioni di euro. Di questi 36 progetti, solo 21 sono stati autorizzati e finanziati, per un importo di 65 milioni di euro. I restanti 92 milioni di euro non si sa che fine abbiano fatto. Se poi guardiamo al ruolo che altri soggetti attuatori hanno in questa partita, dalla Protezione civile regionale alla Provincia regionale di Messina, al consorzio autostradale per la parte che riguarda la Provincia di Messina e a Rete ferroviaria italiana, compartimento di Messina, le somme complessivamente necessarie per gli interventi già programmati ammontano a circa 190 milioni di euro, dei quali non vi è alcuna traccia.
Se ampliamo ancora di più lo spettro di azioni e ci riferiamo alle tragedie che sono avvenute dopo Giampilieri, nel febbraio 2010, a Caronia, a Sant'Angelo di Brolo, a Castell'Umberto, a San Fratello (e potrei citare tanti e tanti Comuni della zona tirrenica e di quella ionica della Provincia di Messina, nonché di altri territori della Sicilia), le risorse complessivamente necessarie sono pari a circa 460 milioni di euro, di cui, per oltre il 50 per cento, non si ha traccia. A tal proposito la situazione è paradossale. Infatti, sebbene - come abbiamo detto un anno fa - le risorse non ci fossero e non fossero state previste se non in parte, nel momento in cui si è fatta la scelta (che posso comprendere, anche se credo sia mortificante per questi territori) di utilizzare le provvidenze comunitarie funzionali alla coesione sociale, quindi a investimenti di natura infrastrutturale, per riparare i danni derivanti dalle alluvioni, non è possibile che quelle risorse non vengano neanche assegnate per un capriccio - sì, per un capriccio! - del Ministro dell'economia, il quale non si rende conto di cosa sta avvenendo sul nostro territorio, e per questioni che con le esigenze ambientali e territoriali della Sicilia e della provincia di Messina non hanno niente a che vedere. Sono questioni che invece attengono a conflitti politici interni alla maggioranza di questo Governo, ai rapporti fra lo Stato e la Regione, ai conflitti politici tra il Governo centrale e quello regionale. Il fatto che di tutto ciò debbano pagarne le conseguenze i cittadini della provincia e della città di Messina è veramente vergognoso! Questa è l'altra ragione per la quale, signor Sottosegretario, le dico che non ci è piaciuto il suo intervento di oggi, che ci è sembrato obiettivamente lacunoso.
Concludo con un'altra considerazione. La situazione viene ulteriormente incancrenita dalle nuove norme, che so che non le sono piaciute (ne abbiamo discusso in quest'Aula), con le quali sono stati previsti, al Ministero dell'ambiente, i commissari straordinari per la protezione dell'ambiente. Quindi, non bastano la Protezione civile, nazionale e regionale, la Provincia e gli altri enti attuatori: adesso c'è pure il Ministro dell'ambiente che da qualche mese, con i suoi commissari, anche nella Provincia di Messina, drena risorse che in una logica di priorità dovrebbero essere destinate agli interventi programmati dal Comune di Messina, dagli enti locali e dai soggetti a ciò preposti con la prima ordinanza di protezione civile.
Questa è un'altra vergogna, che va a sommarsi alla circostanza che il 17 dicembre 2009, a due mesi dalla disgrazia di Giampilieri, il CIPE ha assegnato 213 milioni di euro all'ANAS per la ricapitalizzazione della società Stretto di Messina spa e 117 milioni a RFI. Inoltre, con la legge finanziaria del 2010, sono stati assegnati 470 milioni di euro per la realizzazione del ponte sullo Stretto e per la ricapitalizzazione della stessa società. Alla luce dei fatti che sono successi e di ciò che sta accadendo, signor Sottosegretario, considerato che una settimana fa (e non un mese o un anno fa) l'autostrada Messina-Palermo è stata chiusa per tre giorni a causa di altre frane, questi sono atti criminali, che non possono più essere accettati e che non fanno onore, non solo al Governo, ma neanche a lei, che io continuo a stimare ed apprezzare.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mura. Ne ha facoltà.