BERTOLASO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, sono qui a riferire in merito alle conseguenze generate dall'eccezionale evento meteorologico che il 1° ottobre dell'anno scorso ha colpito la Provincia di Messina, con particolare riferimento al Comune di Messina, alle località di Giampilieri, Molino, Altolia, Pezzolo, Santa Margherita Marina, i Comuni di Scaletta Zanclea e Itala, determinando gravi conseguenze che hanno richiesto l'attivazione massiccia del servizio nazionale di protezione civile per contrastare quello che ho già riferito davanti a questa Assemblea il 6 ottobre dell'anno scorso.
Voglio ricordare quanto il fenomeno in oggetto - quello del 1° ottobre del 2009 - sia stato caratterizzato da eccezionali precipitazioni e si sia manifestato davvero con una violenza straordinaria, determinando, oltre al drammatico e luttuoso evento che ha coinvolto purtroppo 37 persone, movimenti franosi, colate detritiche, esondazioni di fiumi e torrenti, allagamenti di abitazioni e di insediamenti produttivi.
Ricordo inoltre di aver riferito come in quell'occasione il Servizio nazionale di protezione civile, sotto la mia personale supervisione in loco, abbia funzionato con tempestività ed efficacia, sia nell'elaborazione degli avvisi meteorologici da parte del Dipartimento, sia per quanto riguarda il ruolo delle strutture regionali e locali di protezione civile, impegnate a fronteggiare nel modo migliore gli eventi, nel pieno rispetto delle diverse competenze.
Per quanto riguarda i provvedimenti adottati successivamente a quella tragedia, il Governo, onde garantire la realizzazione dei primi interventi finalizzati al soccorso della popolazione e alla rimozione delle situazioni di pericolo, dichiarò già il 2 ottobre 2009 lo stato di emergenza nel territorio della Provincia di Messina. Il termine dell'emergenza fu fissato allora al 31 ottobre prossimo venturo. La proroga ovviamente è stata già richiesta dall'autorità competente, in particolare dal commissario delegato, presidente della Regione, e domani, in occasione della riunione del Consiglio dei ministri, sarà sottoposta al parere dello stesso la proroga per un ulteriore anno.
A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza sono state emanate poi una serie di ordinanze di protezione civile, in particolare tre, specificamente dedicate alla problematica, di cui riferirò, oltre ad una serie di altre disposizioni che sono state inserite di volta in volta su richiesta del commissario delegato nell'ambito di alcune ordinanze di protezione civile.
Con l'ordinanza n. 3815 del 10 ottobre 2009, dopo nove giorni dalla tragedia, venivano affidati al Presidente della Regione Siciliana, in qualità di commissario delegato, compiti relativi al rimborso delle spese per i primi interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, accertamento dei danni, rimozione delle situazioni di pericolo e, soprattutto, la predisposizione di un piano di interventi relativi al ripristino degli edifici e dei beni mobili privati distrutti o danneggiati. Sempre al commissario veniva inoltre affidato l'incarico, sentite le comunità locali coinvolte e interessate, di definire le condizioni per il ripristino e la ricostruzione di edifici, compresa l'eventuale delocalizzazione degli immobili, nel rispetto delle esigenze di economicità degli interventi e di quelle relative al mantenimento della coerenza edilizia complessiva dell'area colpita. Il commissario veniva anche incaricato di definire il fabbisogno delle risorse finanziarie occorrenti per la concessione di contributi a favore delle popolazioni interessate. In particolare, come ormai è consuetudine, il commissario veniva autorizzato ad assegnare contributi per l'autonoma sistemazione a quei nuclei familiari, rimasti senza casa, in condizioni di reperire comunque in modo autonomo una soluzione alloggiativa temporanea.
Con una successiva altra ordinanza del 27 novembre dell'anno scorso - l'ordinanza n. 3825 - venivano introdotte una serie di misure per quanto riguarda il tessuto economico e produttivo della Provincia. In particolare, per favorire la ripresa delle attività produttive ed economiche, sono stati previsti diversi contributi ai titolari di attività ubicate in edifici o aree sgombrate, per i danni subiti dagli impianti di produzione, dalle strutture lavorative, compresi i macchinari e le attrezzature necessarie, nonché per il ripristino delle scorte delle materie prime e dei prodotti che erano già stati lavorati e che sono andati distrutti a causa degli eventi alluvionali. Sono poi state emanate disposizioni in materia previdenziale e assistenziale e sono state fornite indicazioni per l'erogazione di contributi per la riparazione delle unità immobiliari che erano state danneggiate e la definizione degli interventi per consentire il rientro nelle unità immobiliari che erano state danneggiate.
Per gli adempimenti in materia tributaria sono state poi previste precise disposizioni in un'altra ordinanza di fine 2009, precedute da un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze recante la "sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari a favore di quei soggetti colpiti dall'alluvione residenti nei Comuni della Provincia di Messina".
Con riferimento ai numeri, sulla base dei dati forniti dal soggetto attuatore - che, ricordo, affianca il commissario Presidente della Regione - vale a dire il sindaco del Comune di Messina, ad oggi risultano ancora 2.054 le persone evacuate, delle quali 1.365 per il Comune di Messina ( 980 delle quali solo da Giampilieri Superiore), 460 nel Comune di Scaletta Zanclea e 229 nel Comune di Itala. Usufruisce ancora dei contributi per le autonome sistemazioni circa il 94 per cento delle persone attualmente evacuate, mentre meno del 4 per cento degli sfollati è ospitato in alberghi o in strutture sanitarie ed assistenziali.
Come primo intervento è stato predisposto il piano per la definizione delle aree a rischio e per l'allertamento di nuove situazioni che possono riguardare quel territorio. Nelle more degli interventi strutturali, il commissario delegato, coadiuvato da un comitato tecnico-scientifico da lui nominato, costituito da esperti docenti delle università di Catania e Firenze, ha predisposto una mappatura delle zone di Giampilieri, Itala e Scaletta Zanclea, nella quale è possibile diversificare il territorio in base al rischio per la popolazione.
È uno studio che rientra tra le misure di prevenzione che risultano preliminari a qualsiasi intervento strutturale per la messa in sicurezza definitiva di questo territorio.
La classificazione realizzata, dunque, va nel senso della individuazione delle zone rosse, costituite dai territori le cui infrastrutture andranno delocalizzate, e delle zone verdi, nelle quali è possibile prevedere il rientro delle persone nelle proprie abitazioni, a seguito delle opportune verifiche da parte delle amministrazioni competenti e della definizione di un piano speditivo di protezione civile integrato da un piano di allertamento.
Per tutte queste iniziative il Dipartimento della protezione civile ha fornito, soprattutto tramite l'Istituto per la ricerca e la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche ed il Dipartimento di scienze della terra dell'università di Firenze, un contributo sostanziale. È stato definito il piano speditivo per l'allertamento e l'informazione della popolazione per il rischio idrogeologico, di fatto predisposto dal Dipartimento regionale delle protezione civile, quale attività di prevenzione, non strutturale, finalizzata ad evitare che si ripetano le tragedie dello scorso anno.
Il piano integra le procedure operative di intervento stabilite dal piano comunale di Messina, dal piano speditivo redatto dal centro coordinamento soccorsi nell'immediatezza dell'evento, nonché da un piano emergenziale di attivazione dei presidi territoriali e dei cancelli redatto in funzione del fatto che, con il ripetersi di fenomeni del genere, siano diffuse informazioni per l'allertamento e l'informazione della popolazione.
Il piano in questione prevede un sistema di allerta mediante l'attivazione di un allarme sonoro, per garantire la percezione immediata dello stato di pericolo. Un ulteriore elemento di informazione per gli abitanti del posto è costituito da un'apposita cartellonistica informativa e ho notizia che tale piano è stato attivato anche recentemente in occasione di un evento meteo-idrologico serio che si è registrato su quel territorio lo scorso 13 ottobre.
A seguito di tali eventi, lo scorso 18 ottobre la prefettura di Messina ha promosso una delle tante riunioni tecniche con le autorità locali, ad alcune delle quali nel corso dei mesi precedenti ho partecipato personalmente, per definire ancora le situazioni più problematiche che riguardano il territorio, tenendo conto dei lavori già avviati e che vedono 50 cantieri che sarebbero già stati aperti nell'ambito dei Comuni interessati.
Con riferimento alla situazione finanziaria, procederò all'elenco delle risorse finanziare messe a disposizione dal Ministero dell'economia e delle finanze per il commissario delegato. Si evidenzia un quadro migliore di quanto non fosse nel 2007, in questo caso garantendosi lo stanziamento di una somma pari a 139 milioni di euro così ripartiti: l'articolo 4 della prima ordinanza n. 3815 del 2009 pone nella disponibilità del commissario delegato 60 milioni di euro, di cui 20 milioni rivenienti da risorse assegnate alla Regione Siciliana nell'ambito dei fondi FAS 2000-2006, 20 milioni dai fondi del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e 20 milioni dalle risorse del fondo della Protezione civile.
Ulteriori stanziamenti sono stati previsti dall'ordinanza successiva n. 3865, all'articolo 9: 45 milioni di euro sul fondo FAS 2007-2013, approvato con delibera della Giunta regionale siciliana, destinati al proseguimento delle iniziative di somma urgenza e al conseguente ritorno alle condizioni di normalità. Per queste stesse finalità, sempre in favore del commissario, è stata stanziata una ulteriore somma di 10 milioni di euro a valere sulle risorse derivanti da sanzioni amministrative irrogate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato versate entro il 31 ottobre 2009 e, all'entrata del bilancio dello Stato alla data di entrata in vigore della legge finanziaria 2010, non ancora riassegnate alle pertinenti unità previsionali di base.
L'articolo 1, comma 1, dell'ordinanza n. 3886 del 2010 ha disposto che, al fine di accelerare le iniziative per il superamento dell'emergenza, le risorse finanziarie assegnate e ripartite dall'Accordo di programma stipulato tra il Ministero dell'ambiente e la Regione Siciliana ai sensi della legge 26 febbraio 2010, n. 26, siano trasferite nella contabilità speciale intestata al commissario straordinario delegato nominato per l'applicazione dei piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a più elevato rischio idrogeologico, secondo quanto previsto dall'articolo 17 del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, con esclusione di 24 milioni di euro per gli interventi da realizzare proprio in località Giampilieri, nonché di altri 18 milioni di euro assegnati per gli interventi nel Comune di San Fratello gestiti sempre dal commissario delegato Presidente della Regione Siciliana.
Contemporaneamente, al fine di velocizzare l'attuazione degli interventi, il commissario straordinario delegato, ai sensi del richiamato articolo 17, ingegner Santi Muscarà, è divenuto il soggetto attuatore del commissario delegato - Presidente della Regione Siciliana per gli altri interventi previsti nel territorio di competenza.
Questa disposizione dell'ordinanza del luglio scorso costituisce il collegamento operativo e funzionale tra le due figure attualmente attive in Sicilia: il commissario per Giampilieri, che è il Presidente della Regione, ed il commissario per gli interventi di messa in sicurezza del territorio, che è l'ingegner Santi Muscarà, nominato dal Ministro per l'ambiente, così come previsto dalla legge.
Questa disposizione costituisce, dunque, il collegamento tra queste due attività, che possono sembrare essere conflittuali o in sovrapposizione, alla luce del sistema che è stato organizzato di intesa con il Presidente della Regione, si è fatto in modo che vi sia un ruolo primario sia per il Presidente della Regione che per l'ingegnere Muscarà per utilizzare parte dei fondi, che fanno parte di questo stanziamento di 1 miliardo e 100 milioni di euro per la messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale, anche per quello che riguarda l'attività di messa in sicurezza nel territorio della provincia di Messina.
Segnalo a maggior chiarimento che la legge n. 26 del 2010 ha disposto questo piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio e la riduzione del rischio idrogeologico. In considerazione della necessità di intervenire nelle situazioni a maggior rischio per quello che riguarda il territorio del nostro Paese, sono stati stanziati 1 miliardo e 100 milioni che, con delibera CIPE del 6 novembre 2009, sono stati ripartiti per le necessità delle Regioni interessate.
In particolare tali risorse possono essere utilizzate anche tramite accordo di programma sottoscritto dalla Regione interessata, quella Siciliana, e il Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare. Tali ulteriori finanziamenti sono stati destinati proprio al territorio della provincia di Messina (24 milioni).
Nonostante tutta questa somma segnalata, con nota del 19 ottobre, così come previsto dall'ordinanza dell'anno scorso, il commissario delegato, Presidente della Regione Siciliana, ha avanzato una ulteriore richiesta di risorse economiche, sulla base del piano degli interventi che lui stesso ha predisposto. Ha segnalato il Presidente della Regione commissario che dei 139 milioni che ho detto, 115 sono stati già interamente impegnati per interventi infrastrutturali, mentre 22,5 milioni di euro sono stati utilizzati per l'assistenza alla popolazione, e che le somme rimaste a disposizione a suo giudizio consentono di continuare a garantire l'assistenza alla popolazione dei 2.054 sfollati, di cui ho detto prima.
La somma totale necessaria per l'intero programma degli interventi viene valutata dal commissario pari a 320 milioni di euro, evidenziandosi quindi un'esigenza ulteriore di 181 milioni di euro. Il commissario ha chiesto la possibilità di stornare 70 milioni di euro dai fondi PAR-FAS 2007-2013 previsti per la Regione Siciliana, affinché possano essere utilizzati per questo genere di attività. La richiesta ci è appena giunta e ovviamente abbiamo trasmesso al competente Ministero dell'economia e delle finanze questa esigenza affinché sia quel Ministero a valutarne la possibilità e la relativa utilizzazione, che verrà poi inserita, se del caso, in ordinanze di protezione civile.
Il programma degli interventi predisposto dal commissario delegato per questi 320 milioni di euro prevederebbe: 20 milioni di euro per i rimborsi alla popolazione ed alle attività produttive; 25 milioni di euro per il rimborso agli edifici danneggiati; 10 milioni di euro per la costruzione degli alloggi; 15 milioni di euro per le opere di urbanizzazione e gli impianti a rete; circa 23 milioni di euro per ulteriori spese di assistenza alla popolazione; una serie di altre spese per pagare vari enti che hanno garantito interventi nel corso della prima emergenza, e poi una serie di interventi di messa in sicurezza pari a 212 milioni di euro. A queste somme che ci ha indicato il commissario debbo aggiungere l'esigenza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che ha presentato una richiesta per il pagamento di spese sostenute e attività prestate superiore ai 20 milioni di euro, che, nella prima ordinanza per la quale avevamo ottenuto l'intesa del Presidente della Regione, era previsto fossero pagati dal Presidente commissario a valere sui fondi che erano stati stanziati. Ci risulta che, ad oggi, nonostante ripetute sollecitazioni. questo pagamento al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che ha svolto un'opera eccezionale, dai primi minuti, sotto la supervisione ed il coordinamento del sottoscritto, in particolare a Giampilieri, ancora non sia stato garantito.
Il commissario, utilizzando gli stanziamenti fino ad ora assegnati, ha promosso interventi per il riassetto idrogeologico e per il ripristino delle funzionalità idrauliche dei torrenti locali e, in particolare, ha previsto e realizzato interventi di somma urgenza per la rimozione dei detriti, per mitigazione per il rischio frane, di messa in sicurezza dei versanti, di sistemazione idraulica, di realizzazione degli impianti di raccolta delle acque, di contenimento di colate detritiche, per interventi su sbocchi a mare di alcuni torrenti, per interventi a salvaguardia dei centri abitati, di pulizia di alvei e per lavori di rifacimento di condotte fognarie.
Questo, per quel che riguarda i lavori. Attualmente ce ne sono in corso 20, sempre di somma urgenza; altri 18 sono in fase di completamento, mentre 30 sono stati appaltati.
In conclusione, debbo sottolineare il ruolo svolto dal commissario, dal sindaco di Messina, che svolge il compito di soggetto attuatore, dal prefetto di Messina e da tutte le strutture, che hanno svolto un ruolo sicuramente importante. Oggi il commissario, anche tramite accordi con l'Ordine dei geologi e con le altre comunità scientifiche della Regione, sta portando avanti questo lavoro di messa in sicurezza e di soluzione delle varie problematiche. Tuttavia, del tema della sicurezza e della salvaguardia dei cittadini dalle conseguenze dei rischi naturali ne abbiamo più volte parlato anche in quest'Aula: io stesso ho sollevato il problema. Ricordo l'esigenza di intervenire in modo definitivo su quelli che sono gli effetti disastrosi di eventi di particolare intensità di carattere meteorologico.
È difficile immaginare, per quello che riguarda il futuro, che i fenomeni che si sono verificati il 1° ottobre non possono ripetersi se non si porterà avanti questo lavoro di messa in sicurezza di tutto il territorio, non solo della provincia di Messina, ma del nostro Paese, che finalmente oggi può essere avviato, anche con questo stanziamento di 1.100 milioni di euro. Parlai allora di abusivismo, il che è stato ripreso più volte degli organi di stampa: lo feci ovviamente senza alcuna intenzione polemica, traducendo in parole ciò che l'osservazione delle immagini dei palazzi di recente costruzione distrutti dalle ondate di acqua e di fango suggeriva a chiunque. Non si trattava di edifici medievali: le foto e i filmati girati, in particolare a Scaletta Zanclea, e non a Giampilieri, davano chiare informazioni sulle date recenti in cui era stato commesso un evidente abuso, andando oltre ciò che il territorio può sopportare senza che pratiche edilizie disinvolte si trasforminoin un rischio mortale.
Quando ho parlato di una "mazzata" che avrebbe dovuto fermare l'abusivismo, intendevo riferirmi non a coloro i quali sono stati coinvolti in questa tragedia, ma al monito che a tutti dovrebbe essere rivolto sulla base dell'esperienza negativa vissuta a seguito di questa tragedia.
Credo, signor Presidente, che i dati più importanti siano quelli che ho esposto. In ogni caso, è a disposizione la relazione, che è molto più ampia e contiene una serie di documentazioni fotografiche e indicazioni sulle attività di messa in sicurezza, fermo restando che lo sforzo del Governo (ma non solo del Governo) adesso deve essere finalizzato ad individuare le ulteriori poste economiche che sono state richieste, da un lato, per continuare l'attività di messa in sicurezza e, dall'altro, per garantire che i 2.054 sfollati possano, nel più breve tempo possibile, avere l'opportunità di rientrare nelle loro abitazioni, qualora siano individuate nelle zone verdi, oppure di avere delle alternative rispetto ad abitazioni non più riutilizzabili perché insistenti nelle zone rosse individuate e perimetrate dallo stesso commissario.