PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-01582 sulla crisi di Fincantieri e iniziative in favore dell'industria cantieristica italiana.
Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
VICECONTE, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, la cantieristica è il comparto che presenta il più elevato e il più articolato grado d'interrelazione con il resto del sistema produttivo nazionale, il che le conferisce un valore strategico di rilievo, proprio perché essa si configura come una delle poche branche industriali italiane in grado di competere con forza ed efficienza sui mercati internazionali.
Nel 2009 il forte impatto negativo della crisi globale di fine 2008 ha colpito in misura superiore alla attese il settore della navalmeccanica.
Tale crisi ha determinato, infatti, un significativo rallentamento dei traffici marittimi, con una riduzione del 10 per cento nel 2009 rispetto al 2008, cui si è accompagnato un crollo degli ordini per nuove unità navali a livello mondiale e la cancellazione di ordini già emessi.
La riduzione della domanda di nuove unità navali nel 2010 è stata drastica, con un calo degli ordini del 71 per cento rispetto al 2008 e dell'86 per cento rispetto al 2007.
Ciò ha determinato un livello degli ordinativi attestatosi ai minimi storici rispetto alla crisi della metà degli anni '80.
La contrazione risulta evidente in termini di valore degli investimenti in nuove navi, che nel 2009 sono diminuiti dell'88 per cento rispetto al 2008.
Tale andamento sta determinando un riassetto del settore della navalmeccanica, costringendo numerosi player al ridimensionamento strutturale o alla chiusura, con forti tagli ed un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali che vanno ad impattare su più del 20 per cento dell'occupazione del settore.
Si segnala che, a oggi, a livello europeo sono stati persi circa 40.000 posti di lavoro nel comparto citato.
La situazione attuale, inoltre, ha portato alcuni operatori alla riconversione dei propri stabilimenti, come nel caso del cantiere tedesco Nordseewerke, che ha orientato la produzione verso la costruzione di componenti per parchi eolici offshore, con inevitabili ricadute negative sui livelli occupazionali.
Altri player versano in estrema difficoltà in quanto si ritrovano senza commesse o con portafogli ordini esigui, come nel caso della cantieristica turca, con la quasi totalità dei cantieri che esaurirà il carico di lavoro entro il 2011.
In altri casi si registrano situazioni in cui le società si trovano in uno stato d'insolvenza o sono state messe in vendita dallo Stato (come, ad esempio, in Croazia e Polonia).
In merito alla situazione di Fincantieri, a giugno 2010, sono stati perfezionati due nuovi ordini per la costruzione di navi da crociera, commissionate dalla Carnival, il più grande operatore del settore.
La situazione appare molto critica per quanto riguarda la costruzione dei traghetti e dei mega-yacht, rispetto ai quali il mercato globale è ancora fermo.
Tale stato di cose si riflette sull'operatività di alcuni siti produttivi di Fincantieri, in particolare quelli di Castellammare di Stabia, di Palermo e di Ancona, dove nell'ultimo periodo si è fatto ampio ricorso alla cassa integrazione.
Per sostenere la ripresa del settore, in particolar modo nei cantieri in maggiore difficoltà, il 18 dicembre 2009 è stato firmato un accordo tra Ministero dello sviluppo economico, Fincantieri e le istituzioni locali, che riassume gli impegni di tutti i sottoscrittori dell'accordo.
In particolare, si fa presente che per le due navi della capitaneria di porto è in corso di espletamento la gara di aggiudicazione, premesso che, in fase di prequalifica, Fincantieri è risultata essere l'unica società qualificata per accedere al bando di gara, mentre per il finanziamento di due navi multiruolo, l'articolo 4 del decreto-legge n. 40 del 2010 permette lo stanziamento necessario per l'avvio di tale programma oltre che per l'avvio delle attività in altri settori ritenuti di grande rilevanza per lo sviluppo del Paese.
Per quanto riguarda, infine, l'adeguamento infrastrutturale dei siti produttivi di Fincantieri, sono stati attivati specifici tavoli tecnici con le Regioni e gli enti locali interessati, per definire gli investimenti necessari alla loro realizzazione.
Si segnala che il Ministero dello sviluppo economico ha l'obiettivo di consolidare il sistema produttivo italiano, orientando il sistema di incentivazione alle imprese che consentono di mantenere sul territorio nazionale le attività a maggior valore aggiunto e meno aggredibili dalla concorrenza internazionale.
In questa direzione si è orientato il Programma industria 2015 e, in particolare, il Progetto sulla mobilità sostenibile, che ha destinato circa 200 milioni di euro a questa finalità.
Attraverso il citato bando sono stati assegnati circa 2,6 milioni di euro a due progetti in cui Fincantieri è capofila. Questi riguardano investimenti innovativi sui sistemi d'impianti di bordo e sullo sviluppo di un nuovo vaporetto con trazione elettrica a fuel cell.
Per ciò che attiene alle azioni connesse con il Programma industria 2015, le risorse ad esse destinate sono confluite, come noto, nel fondo strategico per il Paese a sostegno dell'economia reale, istituito presso la Presidenza del Consiglio.
Qualora, fatte salve le esigenze di contenimento della spesa pubblica, si rendessero disponibili ulteriori risorse, il Governo, come ha già fatto, individuerà i possibili finanziamenti infrastrutturali necessari allo sviluppo delle iniziative del settore.
Infine, si segnala che gli strumenti finanziari e assicurativi per l'internazionalizzazione applicati nel nostro Paese sono regolati dagli accordi internazionali concordati in sede OCSE, il cosiddetto Consensus, in forza del quale vengono applicate le stesse condizioni agevolative a tutte le imprese esportatrici dei Paesi aderenti a detto accordo.
Per quanto concerne la Fincantieri spa, si fa presente che detta azienda, nel periodo 2005-2010, ha beneficiato, per 12 operazioni riguardanti la fornitura di navi, dell'intervento pubblico, a valere sul Fondo n. 295 del 1973 (sostegno dei crediti all'export nella forma di contributo agli interessi).
Si tratta di commesse acquisite in Paesi diversi (Panama, Bermuda, Finlandia, Regno Unito, Cipro e Isole Marshall), che prevedevano condizioni di pagamento dilazionato a fronte delle quali la società Fincantieri ha usufruito del sostegno statale previsto per la stabilizzazione del tasso, su un credito capitale complessivo di oltre 3 miliardi di euro.
Il Governo e, in particolare, il Ministero dello sviluppo economico hanno seguito e continueranno a seguire con grande attenzione l'evolversi della situazione, con riferimento sia alle commesse internazionali, che a quelle nazionali, e per tale motivo riconvocherà un tavolo per il 28 ottobre prossimo con Fincantieri, le parti sociali e le istituzioni locali interessate.
ARMATO (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMATO (PD). Signor Presidente, voglio ringraziare il Sottosegretario di essere qui a rappresentare il Governo e anche il Ministero competente, che non è qui stasera. Ringraziamo il Sottosegretario anche per le informazioni che ha dato, che però, mi permetta di dire, non ci tranquillizzano, e credo non tranquillizzeranno, per ora, neanche i lavoratori dei tanti cantieri, dei tanti stabilimenti che in Italia interessano numerosi siti e città, da Trieste a Castellammare di Stabia, a Marghera, a Sestri Levante e Sestri Ponente, a Muggiano, ad Ancona, a Palermo, e riguardano 8.500 addetti ed oltre 18.000 persone che lavorano nell'indotto e nei servizi esternalizzati.
Certo, la crisi che lei ci ha rappresentato, che il Governo ci ha raccontato è nota a tutti e negli ultimi anni si è effettivamente aggravata. Tuttavia, vorrei sottolineare che, dopo l'accordo a cui lei faceva riferimento, quello del 18 dicembre 2009, l'allora Ministro dello sviluppo economico aveva assicurato un impegno straordinario ed un sostegno finanziario a tante iniziative commerciali di Fincantieri, attraverso commesse pubbliche e la loro immediata cantierabilità.
Malgrado questo, e sebbene lo stesso amministratore delegato della Fincantieri, in un'audizione svolta qualche mese fa in 10a Commissione, abbia evidenziato la solidità del bilancio della società e abbia confermato - in caso di acquisizione di nuove commesse - l'impegno a mantenere l'attuale assetto produttivo e la volontà di ripartire equamente i carichi di lavoro su tutti i cantieri (in particolare, a una mia specifica domanda, rispose che il cantiere di Castellammare non verrà mai chiuso), la verità è che i cantieri sono in grande difficoltà. C'è la cassa integrazione in tanti di essi e gli operai vivono una situazione di grave incertezza, per un futuro che appare buio, tant'è vero che sia quelli di Castellammare che quelli di Genova - è di oggi la notizia - si sono rivolti direttamente al Presidente della Repubblica per avere una risposta positiva in ordine alle loro esigenze di occupazione e di lavoro. Finora, però, non c'è stata alcuna risposta di questo tipo.
Per quanto riguarda la Fincantieri in Liguria, a Riva Trigoso c'è l'unico cantiere militare, che è all'avanguardia e potrebbe anche aumentare i propri ordini. In quel cantiere, trovano occupazione circa 2.000 persone: quindi, se venisse trasferito - come è stato detto - a Muggiano, oltre a perdere un sito produttivo ben funzionante e ottime qualifiche operaie, si andrebbe a minare un territorio.
Chiediamo inoltre quali nuove commesse si intenda assegnare al cantiere di Palermo, per impedire che d'un tratto questo si blocchi per assenza di lavoro, e se gli investimenti promessi, specialmente in innovazione tecnologica, si faranno o non si faranno.
Insomma, sul piano che prevede un ridimensionamento netto dei posti di lavoro, annunciato, poi smentito e successivamente di nuovo annunciato, si può fare chiarezza?
Lei, giustamente, dice che la cantieristica per il nostro Paese ha un valore strategico, ed è vero. Se tale settore ha questo valore strategico, allora il 28 ottobre si diano le garanzie richieste. Ad esempio, per quel che riguarda Castellammare, si preveda il finanziamento - previsto alcuni anni fa - della costruzione del bacino di carenaggio. Non ci si fermi alla proposta del Governo di assegnare la commessa per la costruzione di due battelli militari, che darebbe lavoro soltanto per pochi mesi, ma si apra effettivamente un tavolo istituzionale e si arrivi - lo ripeto - alla realizzazione del bacino e all'aumento delle commesse.
PRESIDENTE. Lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno è così esaurito.