GRANAIOLA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANAIOLA (PD). Signora Presidente, chiedo nuovamente di intervenire sul caso di Daniele Franceschi, il ragazzo di Viareggio morto nel carcere di Grasse, dove era detenuto dal febbraio scorso in attesa di essere processato con l'accusa di aver usato al casinò una carta di credito falsa. Dopo quel decesso, causato con molta probabilità da una scarsa considerazione delle condizioni del ragazzo, che aveva supplicato per iscritto, addirittura in francese, di essere visitato per i forti dolori al petto e alla spalla, è stato un susseguirsi di eventi a dir poco sconcertanti: dopo l'autopsia, addirittura ci si dimentica di mettere il corpo in frigorifero. Su quel corpo, al quale sono state effettuate molteplici amputazioni, compresi gli occhi, in stato avanzato di decomposizione, come e con quali risultati potrà essere eseguita quella nuova autopsia ottenuta con grande fatica dagli avvocati e autorizzata finalmente dalla procura di Lucca?
Ho posto dei quesiti al ministro Frattini tramite il presidente Schifani, che ringrazio. Ho chiesto alla Commissione d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, ove possibile, di intervenire per fare chiarezza sulla vicenda. Mi auguro che tutto il Senato, al di là degli schieramenti, faccia propria l'esigenza di fare il prima possibile luce sull'accaduto, senza attendere che sia solo un intervento di Carla Bruni - peraltro auspicabile e gradito - a smuovere le autorità giudiziarie francesi. Occorre chiedere che sia fatta giustizia: eventi terribili come quello di Daniele Franceschi non devono mai più accadere.
Domani vedrò il ministro Frattini: vorrei aggiungere alla mia determinazione e a quella del console generale di Nizza Agostino Chiesa Alciator quella di tutti i colleghi. È il minimo che possiamo fare per una madre che, per aver protestato, sia pure violentemente, davanti al carcere per non poter dare l'ultimo saluto al figlio, è stata arrestata e buttata a terra, con conseguente frattura delle costole. È il minimo che possiamo fare, per la dignità di ogni essere umano, anche se ha sbagliato, anche se è detenuto. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Lannutti).