GARAVAGLIA Massimo (LNP). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GARAVAGLIA Massimo (LNP). Signor Presidente, aggiungiamo qualche considerazione alle puntuali osservazioni del presidente Azzollini in merito alla procedura, consapevoli, certo, di trovarci in una situazione a dir poco anomala. Le nostre sono considerazioni di sostanza, ben sapendo che la forma ha comunque una sua rilevanza.
Ebbene, il punto chiave è proprio quello dei saldi. I saldi, quelli sono e quelli rimangono. Quindi, avendo noi oggi all'approvazione una risoluzione sostanzialmente identica a quella della Camera - dove i saldi quelli sono e quelli rimangono - il punto chiave non viene viziato, a maggior ragione andando più nella sostanza del dibattito che ci interesserà da qui ai mesi successivi, avendo di fronte un documento finanziario elaborato dal Governo essenzialmente tabellare. Quindi, abbiamo come base di tabelle dei saldi. Cosa vuol dire tutto questo? Tutto bene? Certo che no.
Noi siamo consapevoli che la situazione, per come si è evoluta, non è delle migliori. Tuttavia, assolutamente e opportunamente la Conferenza dei Capigruppo ha all'unanimità proceduto verso il completamento dell'iter dell'approvazione della DFP e non poteva essere diversamente. Così come è oltremodo opportuno questo dibattito, perché rappresenta un momento di responsabilità collettiva: e qui vengo ad un tema che è di sostanza, lasciando per un momento da parte la forma. Poteva il Governo non procedere all'approvazione della legge finanziaria violando esso stesso la legge, perché poi c'erano dei termini da rispettare? Certo che no. Poteva il Governo non procedere all'approvazione della finanziaria per aspettare il Senato, rischiando di avere turbolenze sui mercati finanziari, cosa di cui sicuramente oggi non abbiamo bisogno? Certo che no. Con il senno di poi, giovedì scorso abbiamo mancato tutti - ci mettiamo dentro anche noi, sia pur in minima parte - di un minimo di sano buon senso. Sarebbe stato sufficiente autoridursi i tempi delle dichiarazioni di voto e completare l'iter giovedì: così facendo, sicuramente avremmo reso un servizio al Paese e anche all'istituzione Senato che - come è stato fatto giustamente rilevare - ha una sua rilevanza, un suo peso; e il Parlamento serve per decidere essenzialmente i numeri.
Purtroppo non è andata così. Però, vediamola in positivo: abbiamo l'occasione di rimediare molto bene, proprio per come è attualmente organizzata la sessione di bilancio in relazione alla nuova sessione di bilancio europea, dove andiamo ad approvare una finanziaria che è puramente tabellare, dove di fatto abbiamo già discusso perché, come è scritto nella DFP, la finanziaria l'abbiamo già fatta a giugno. Il tema vero, tutto politico e di sostanza, è di lavorare insieme, magari con un po' più di buon senso di giovedì, nell'interesse del Paese per redigere un secondo documento. Quest'ultimo deve contenere il programma di riforme, indicando cioè come dare competitività al nostro sistema Paese, dato che i numeri quelli sono e quelli rimangono, e il nostro problema è recuperare ulteriori risorse e competitività per il sistema Paese. Abbiamo l'occasione di farlo anche approfittando dell'errore che abbiamo commesso lo scorso giovedì - ripeto, un po' tutti - nell'utilizzare con poco buon senso il poco tempo che avevamo a disposizione. Grazie. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Congratulazioni).