D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Signor Presidente, sottoscriveremo la mozione presentata dai colleghi del Partito Democratico.
Mi permetto però di fare due considerazioni aggiuntive. La prima riguarda la seguente circostanza. Poiché la materia del bilancio dello Stato è riservata dalla Costituzione alla competenza del Parlamento, l'idea che ciò possa essere sottratto attraverso l'elusione della nuova legge che regola la stesura degli atti fondamentali della finanza pubblica statale - perché di questo si tratta - è inaccettabile. Infatti, che il Governo presenti la Decisione di finanza pubblica con 15 giorni di ritardo rispetto al tempo assegnato dalla legge che tutti insieme abbiamo approvato l'anno scorso, per poi giustificare la circostanza di adottare il disegno di legge di stabilità prima che il Senato si pronunci sulla Decisione di finanza pubblica (cioè sull'atto di indirizzo generale cui il Governo si deve uniformare nella stesura della legge di stabilità) adducendo che deve rispettare il termine, è singolare, ridicolo ed offensivo nei confronti del Parlamento. Questa è una giustificazione che non accettiamo, e il Governo non può sostenere ‑ così come ha fatto oggi alla riunione dei Capigruppo ‑ questa tesi ridicola, che non fa onore al Parlamento e al Governo. Non può dire che presenta in ritardo la Decisione di finanza pubblica e poi affermare che presenta la legge di stabilità il 15 ottobre per rispettare il termine, comprimendo il tempo assegnato al Parlamento per decidere sugli indirizzi di politica economica e finanziaria del Paese. Questo è vergognoso.
Allora, anche dal punto di vista politico, abbiamo chiesto che il Parlamento sia messo nelle condizioni di svolgere una discussione vera sulle questioni economiche, anche alla luce di quanto sta avvenendo in Europa in questi giorni. Abbiamo quindi chiesto di inserire in calendario la mozione di cui è primo firmatario il collega Rutelli. Ma se ciò non avverrà, alla prossima riunione dei Capigruppo voteremo contro ogni calendario, da qui fino alla fine dell'anno. Non intendiamo, infatti, accedere alla tesi che la discussione pubblica sul bilancio dello Stato e sulla politica economica e finanziaria del Paese si faccia nei talk show e non in Parlamento. (Applausi dal Gruppo PDe del senatore Bruno). Non bisogna tralasciare poi la circostanza che siamo in presenza non solo di una legge ordinaria, ma di una legge che dà attuazione ad un principio cardine della nostra Costituzione, il quale assegna al Parlamento il compito di approvare e redigere il bilancio dello Stato.
Si tratta di un atto gravissimo che nasconde l'incapacità politica di questo Governo di dirci cosa vuole fare in materia di politica economica e finanziaria e che non può passare sotto silenzio. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE e. PD).