AZZOLLINI (PdL). È vero che formalmente la legge di stabilità dovrebbe essere varata dal Governo dopo l'approvazione da parte del Parlamento della risoluzione sulla Decisione di finanza pubblica e dei relativi saldi finanziari, cui la legge di stabilità è tenuta a conformarsi. Tuttavia, nella sostanza, al momento del varo della legge di stabilità (che il Governo era tenuto a presentare entro il 15 ottobre) la Decisione di finanza pubblica era già stata approvata dalla Camera ed era già stata presentata in Senato la risoluzione di maggioranza che confermava i medesimi saldi approvati dalla Camera; il Governo pertanto conosceva i saldi finanziari cui era tenuto a conformarsi. Si tenga inoltre presente che, presso la Camera dei deputati, la pronuncia del Presidente della Camera in merito alla corrispondenza tra i saldi contenuti nella legge di stabilità e quelli contenuti nella DFP è stata giustamente sospesa in attesa della definitiva approvazione della risoluzione del Senato. Non è stata assolutamente lesa, né lo sarà, l'autonomia del Parlamento nelle decisioni di bilancio e si possono quindi respingere le obiezioni sollevate, sia pure con argomenti rilevanti, dagli esponenti dell'opposizione. (Applausi dal Gruppo PdL).