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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 440 del 19/10/2010


CECCANTI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

le nuove regole varate per i concorsi che si stanno svolgendo in questo periodo si rivelano, a giudizio dell'interrogante, inutilmente farraginose, sia per le disposizioni legislative sia per le interpretazioni burocratiche suggerite dal Ministero;

in particolare, da parte dei commissari di un concorso a ricercatore, si segnala l'inserimento a verbale delle notazioni seguenti, che sembrano essere del tutto generalizzabili al di là del concorso in questione e che per questo l'interrogante ritiene opportuno riportare per esteso: "Preliminarmente, la Commissione esprime il proprio disappunto e la propria indignazione per l'assurdità dei nuovi criteri concorsuali. Essi costringono i commissari a copiare manualmente le centinaia di titoli e pubblicazioni prodotte, le quali non sono corredate da supporti informatici; a ricercare nelle biblioteche le pubblicazioni non inviate personalmente dai candidati, oppure a fotocopiare le stesse e riportarle nelle sedi di provenienza per poterle leggere, oppure al medesimo fine a soggiornare per giorni nella sede di concorso, con gravi oneri per l'erario e in spregio ai principi di buon andamento, efficienza ed efficacia della Pubblica amministrazione. Evidenzia che i plichi debbono essere aperti solo dopo i colloqui, impedendo quindi ai commissari di poter procedere anticipatamente alla lettura delle pubblicazioni (salvo reperirli nelle biblioteche sulla base dell'elenco presentato). La Commissione reputa inoltre priva di ogni senso logico la valutazione analitica dei titoli e delle pubblicazioni, atteso che i candidati presentano decine di titoli irrilevanti ai fini delle procedure concorsuali, sui quali nulla c'è da dire (es.: maturità classica, o partecipazione "passiva" a un convegno, o membro di una associazione), e pubblicazioni di poche righe, come cronache o simili, che assumono un senso per la valutazione dei candidati solo in un contesto complessivo, ma su tutti i quali ciascun commissario deve scrivere un giudizio completo e la commissione redigere un giudizio collegiale. Infine, ritiene incomprensibili le ragioni per cui i colloqui debbano svolgersi sui titoli ("ci racconti di quella volta che è stato a un convegno a Teramo"?), e non sulle pubblicazioni. Stabilisce di inserire a verbale la presente dichiarazione",

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario dover predisporre innovazioni normative o comunque interpretative in modo da evitare il ripetersi di tali gravi problemi, che danneggiano sia i candidati sia gli esaminatori.

(4-03868)