DEL VECCHIO (PD). La drammatica perdita che ha colpito il contingente italiano costringe una volta di più a ribadire le ragioni della presenza delle truppe italiane in Afghanistan e la natura della missione. È indiscutibile che la presenza italiana in quei territori non corrisponde ad un atto di aggressione, ma deriva da una decisione assunta in sede ONU e che le modalità operative, che vedono un forte impegno militare, sono condizionate dalla reazione di quanti in quel contesto si oppongono alla realizzazione del percorso di pacificazione. L'ipotesi di un disimpegno anticipato, a fronte di una recrudescenza dell'azione delle forze eversive afgane e nell'attuale impreparazione delle forze di sicurezza nazionali a fronteggiarla autonomamente, appare quanto mai inopportuna. In merito alle misure da assumere per garantire la sicurezza dei militari italiani, sarebbe opportuno che il Governo confermasse la felice scelta di non armare gli aerei italiani con bombe, per scongiurare il rischio di vittime nella popolazione civile, che vanificherebbero la credibilità acquisita nel tempo dal contingente italiano sotto il profilo umano e rischierebbero di isolarlo in quel già difficile contesto esponendolo a pericoli ancora maggiori. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).