CARDIELLO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:
la giovane I. G., non vedente dalla nascita affetta da una gravissima malattia con invalidità del 100 per cento è iscritta al quinto anno dell'Istituto tecnico per il turismo di Montesano sulla Marcellana (Salerno), risultando tra i banchi di scuola una delle migliori con voti tra il 7 e l'8 in tutte le materie;
l'Azienda sanitaria locale (ASL) di competenza ha riconosciuto il diritto ad usufruire di un insegnante di sostegno per 18 ore settimanali, mentre il Provveditorato di Salerno, in contrasto con tale decisione, ha dimezzato le ore;
a nulla sono servite le richieste inviate dalla stessa con raccomandate e fax all'Ufficio scolastico provinciale per capire il motivo di tale decisione,
si chiede di sapere quali utili interventi il Ministro in indirizzo intenda adottare per concedere il diritto alla giovane di essere assistita per le 18 ore stabilite, e se nel contempo ci siano state omissioni da parte del Provveditorato di Salerno.
(4-03820)
CARDIELLO - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
lo snodo ferroviario di Battipaglia (Salerno) riveste un'importanza strategica sia da un punto di vista commerciale che per il flusso notevole di passeggeri, ed è stato inserito nel progetto esecutivo dell'alta velocità;
da circa sei anni sono in corso i lavori di restyling, con la totale chiusura di una sala d'attesa, ma si nota anche l'assoluta mancanza di passaggi per i disabili che per raggiungere i binari sono costretti ad attraversare un sottopasso in condizioni proibitive;
la chiusura della biglietteria costituisce un serio problema per gli studenti ed i pendolari che si servono di detta stazione,
si chiede di sapere quali utili interventi il Ministro in indirizzo intenda adottare per ripristinare in toto i servizi presso detta stazione ferroviaria e quali siano i tempi per l'ultimazione dei lavori e l'inizio dell'esecutività del progetto dell'alta velocità.
(4-03821)
VALDITARA - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
la brutale aggressione compiuta a Milano domenica 10 ottobre 2010 nei confronti del taxista Luca Massari è stata seguita da una serie di atti di intimidazione e di violenza nei confronti di cose e persone che hanno coinvolto alcuni residenti nel quartiere in forma diretta ovvero in appoggio o sostegno alle azioni violente;
siffatti episodi si aggiungo ad una sempre più numerosa serie di fatti di violenza ed intimidazione avvenuti in alcune aree cittadine;
tutto ciò evidenzia il radicarsi di sacche di criminalità che mirano a controllare il territorio contando su appoggi di tipo omertoso,
si chiede di sapere:
quali provvedimenti il Ministro in indirizzo intenda adottare per un più efficacie controllo del territorio;
se non ritenga utili ripetute, continue perquisizioni negli stabili ove si annidano probabili spacciatori e nuclei familiari collegati ad ambienti malavitosi, al fine di rendere sempre più difficile l'esercizio delle attività criminali che stanno alla base delle azioni di violenza ed intimidazione;
se non ritenga opportuna una più visibile presenza delle Forze dell'ordine nelle aree interessate dai fenomeni suddetti;
quali esiti abbia dato l'istituzione del cosiddetto poliziotto di quartiere.
(4-03822)
FERRANTE - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che:
in carcere e di carcere si continua purtroppo a morire. L'ultima drammatica vicenda riguarda un uomo in carcere per una rapina, rinchiuso dal 29 settembre 2010. Durante la mattina del 12 ottobre 2010 ha deciso di uccidersi, si è tolto la vita impiccandosi. L'uomo, 42 anni originario di Gela e con un passato anche da collaboratore di giustizia, è il 54esimo detenuto che si toglie la vita dall'inizio dell'anno. Lo hanno trovato gli agenti attorno alle ore 8 del mattino. La Uil Pa Penitenziari, nel diramare la notizia di questo ennesimo suicidio in carcere, denuncia ancora una volta il sovraffollamento delle carceri italiane, a partire proprio da quello di Ravenna, al nono posto nella classifica dei più affollati in Italia, con 143 detenuti contro una capienza massima prevista di 59 unità;
"Sarà pur vero che è difficile dimostrare il nesso tra le condizioni detentive e la decisione di evadere dalla propria vita, ma quando ciò capita in un istituto come Ravenna questo nesso rappresenta una quasi certezza", commenta Eugenio Sarno, segretario generale del sindacato di categoria, ricordando che "in quella struttura l'affollamento medio si attesta attorno al 145-150 per cento. Potrebbe contenere al massimo 59 detenuti ma le presenze sono sempre molte di più. Nell'ultima rilevazione eseguita il 29 settembre se ne contavano 143";
inoltre, il contingente di personale è ridotto all'osso e i servizi sono organizzati in maniera da non poter garantire i livelli minimi di sicurezza. A fronte di un contingente previsto di 78 unità ne risultano in servizio solo 52. Una carenza organica di circa il 34 per cento che rischia di paralizzare l'intera organizzazione;
la situazione in Italia tra chi muore a poche ore dal fermo e chi si suicida in carcere è diventata oramai drammatica, anche alla luce di questi ultimi drammatici episodi, per un Paese civile;
nelle carceri italiane, alla luce di quanto sta accadendo in questi ultimi mesi, si può affermare, senza paura di smentita, che oramai è in corso una drammatica e inesorabile strage silenziosa;
a questo punto non è più differibile, oltre alla realizzazione di nuove strutture carcerarie, l'avvio immediato di un piano per la riduzione dell'affollamento delle carceri e il ricorso, ove possibile, a pene alternative;
per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza c'è bisogno di fondi adeguati e volontà politica, di certo non di un piano carceri che giunge, a giudizio dell'interrogante, colpevolmente in ritardo e che si intende realizzare in spregio alle procedure ordinarie;
le direttive che, ancora oggi, starebbero per essere emanate dall'amministrazione penitenziaria per supportare psicologicamente alcuni detenuti sono sicuramente da considerare in modo positivo, ma sono misure che appaiono palliative, tenuto conto del trend che ha portato la popolazione carceraria a oltre 70.000 detenuti;
l'interrogante ha già presentato dieci atti di sindacato ispettivo, 3-01079, 4-02449, 4-02254, 4-02496, 4-02584, 4-02781, 4-02920, 4-02974, 4-03616 e 4-03801, e firmato una mozione, 1-00227, nei quali si denuncia, oramai da troppi mesi, oltre all'assordante silenzio del Presidente del Consiglio dei ministri, lo stato di degrado, di mancanza di diritti umani e di suicidi sospetti nelle carceri e nei Centri di identificazione ed espulsione (CIE) italiani e nei quali si chiede quanti suicidi ancora debbano avvenire affinché il Presidente del Consiglio dei ministri si decida a riferire sulla reale consistenza del fenomeno delle morti in carcere e nei CIE, in modo che possano essere concretamente distinti i suicidi dalle morti per cause naturali e da quelle, invece, avvenute per cause sospette,
si chiede di conoscere:
se il Presidente del Consiglio dei ministri non intenda urgentemente attuare iniziative di competenza per supportare e sostenere concretamente, anche attraverso l'avvio di un'indagine, l'individuazione delle responsabilità nella morte del detenuto nel carcere di Ravenna;
se non si ritenga oramai indifferibile riferire sulla reale consistenza del fenomeno delle morti in carcere e nei CIE, in modo che possano essere concretamente distinti i suicidi dalle morti per cause naturali e da quelle, invece, avvenute per cause sospette;
se non si ritenga necessaria e indifferibile, proprio per garantire i diritti fondamentali delle persone, la creazione di un osservatorio per il monitoraggio delle morti che avvengono in situazioni di privazione o limitazione della libertà personale anche al di fuori del sistema penitenziario, osservatorio in cui siano presenti anche le associazioni per i diritti dei detenuti e degli immigrati;
se non si intenda immediatamente stanziare fondi per migliorare la vita degli agenti penitenziari e dei detenuti in modo che il carcere non sia solo un luogo di espiazione e di dannazione, ma diventi soprattutto un luogo in cui i detenuti, attraverso la promozione di attività culturali, lavorative e sociali, possano avviare un percorso concreto per essere reinseriti a pieno titolo nella società;
se non sia indispensabile e urgente ricorrere a forme di pene alternative per garantire un'immediata riduzione dell'affollamento delle carceri italiane;
se non si dubiti sul fatto che, all'interno delle carceri e dei CIE, siano garantiti i diritti fondamentali della persona.
(4-03823)
POLI BORTONE - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per le politiche europee - Premesso che nei giorni scorsi l'Assessore all'agricoltura e pesca della Regione Puglia, in merito alle nuove norme comunitarie riguardanti la pesca nel Mediterraneo, entrate in vigore il 1° giugno 2010 (regolamento CE 1967/2006), ha rilevato che non occorre anticipare la pianificazione, sulla quale il Governo nazionale risulta essere in grave ritardo,
si chiede di sapere quali siano i motivi del ritardo e se possano essere rimossi, e in quanto tempo, al fine di dare impulso al settore e consentire, peraltro, alla Regione di svolgere le attività e le funzioni di competenza.
(4-03824)
POLI BORTONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per le politiche europee - Premesso che:
alla data del 31 agosto 2010 l'Italia si è collocata al terz'ultimo posto in Europa per l'utilizzo delle risorse del Fondo agricolo di sviluppo rurale (FEASR), con una capacità di spesa del 20,7 per cento;
ammontano, infatti, a 400 milioni di euro le risorse del FEASR, da spendere da questo momento alla fine dell'anno, pena la loro restituzione a Bruxelles;
per il periodo di programmazione 2007-2013 il Fondo europeo agricolo ha a disposizione, dopo le ulteriori assegnazioni del 2009 della Commissione europea, 17,6 miliardi di euro comprensivi del cofinanziamento nazionale, di cui 8,3 miliardi di euro al Centro-Nord (il 46,9 per cento del totale) e 9,3 miliardi di euro al Mezzogiorno (il 52,7 per cento del totale);
il FEARS è programmato attraverso 21 Programmi operativi regionali e il programma "Rete rurale nazionale" al di fuori, ma in coerenza con il Quadro strategico nazionale 2007-2013, a seguito della scelta della Commissione europea di programmare i fondi strutturali attraverso il metodo "monofondo";
al 31 agosto 2010 lo stato di avanzamento del FEASR è al 16,7 per cento del totale della programmazione, con 2,9 miliardi di euro spesi. Percentuale, questa, che al Centro-Nord sale al 21,3 per cento (1,8 miliardi di euro spesi), mentre scende al 12,6 per cento nel Mezzogiorno (1,2 miliardi di euro finora spesi);
i bandi emessi dalle regioni sono 881 con punte di 165 in Emilia-Romagna, 102 in Veneto e soltanto 2 in Molise;
nel Mezzogiorno nessuna regione ha raggiunto il livello di spesa per evitare il disimpegno automatico a fine anno. In forte ritardo il programma operativo della Puglia dove lo stato di avanzamento è fermo al 7 per cento, nonostante i 49 bandi emessi, con una spesa da fare nei prossimi mesi di oltre 118 milioni di euro da certificare se si vuol evitare il disimpegno. Non va meglio in Calabria con uno stato di attuazione al 9,7 per cento (circa 105 milioni di euro da spendere nei prossimi mesi e 65 bandi pubblicati); così come in Campania, con un livello di avanzamento al 10,9 per cento e con 62 milioni di euro ancora da spendere;
tenendo conto di questi dati, il "piano per il Mezzogiorno", più volte annunciato dal Governo, non è più rinviabile. È indispensabile, e quanto mai urgente, mettere in moto tutti i processi per assicurare la velocità della spesa concentrando le risorse su pochi e selettivi interventi e con un forte coordinamento con le politiche ordinarie,
si chiede di sapere:
se il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro in indirizzo stiano già affrontando il problema con le Regioni interessate, in particolare con la Puglia e le altre Regioni meridionali, per evitare il disimpegno;
se non intendano dar vita ad un immediato coordinamento delle Regioni meridionali, dotandole di efficaci supporti tecnici, per accelerare la spesa e snellire la burocrazia, considerato che è ormai prioritario un forte impegno nazionale a favore delle politiche agricole, in quanto una migliore programmazione degli interventi e delle risorse contribuirebbe in modo significativo anche a ridurre il divario fra il Sud ed il resto del Paese.
(4-03825)
PINOTTI, LUSI, VITA - Al Ministro dello sviluppo economico -
(4-03826)
(Già 3-01086)
CABRAS, SANNA, SCANU, FINOCCHIARO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
a partire dalle ore 15 del giorno 11 ottobre 2010, nel centro di prima accoglienza (CPA) di Elmas Cagliari situato entro il perimetro dell'aeroporto militare, una manifestazione di protesta dei migranti irregolari ospitati ha indotto la direzione dell'aeroporto a disporre la sospensione dei voli civili per motivi di sicurezza;
la sospensione dei voli ha determinato la cancellazione e/o il dirottamento di numerosi voli programmati con grave disagio dei passeggeri in attesa di arrivo o partenza;
altri episodi di protesta in precedenza verificatisi avevano già evidenziato i problemi connessi alla localizzazione del CPA nelle adiacenze delle piste aeroportuali di atterraggio e decollo,
si chiede di conoscere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda promuovere affinché siano rimosse in primo luogo le cause che hanno prodotto l'esasperazione delle persone ospitate nel CPA tanto da indurle a tale pericolosa, per loro e per gli altri, forma di protesta e successivamente per individuare un altro sito più idoneo a svolgere in sicurezza le funzioni che la legge assegna ai centri di prima accoglienza.
(4-03827)
GRAMAZIO, CIARRAPICO, CALIGIURI, PARAVIA, TOTARO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
a seguito dei gravi incidenti avvenuti nella serata del 12 ottobre 2010 a Genova durante e dopo la partita di calcio Italia-Serbia provocati da circa mille ultrà serbi esagitati, i quali, dopo la sospensione ed il conseguente annullamento della partita, si sono scatenati in una vera e propria guerriglia urbana per le vie del capoluogo ligure, gli interroganti chiedono di sapere:
come sia stato possibile che bande di tifosi organizzati in gruppi entrassero nello stadio e che lanciassero indisturbati in campo numerosi fumogeni e petardi, oltre a devastare l'intero quadrante dell'impianto sportivo loro assegnato;
quali controlli, ed in che modo siano stati effettuati poiché, come risulta dalle immagini televisive e dalle numerose foto apparse sui vari quotidiani nazionali, gli ultrà erano in possesso di armi improprie e di diversi oggetti contundenti portati all'interno dello stadio, con gravissimo rischio per quanti cittadini avevano intenzione di partecipare ad una festa dello sport ed applaudire la nazionale italiana.
(4-03828)
LAURO - Ai Ministri della salute e dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Considerato che:
ormai da diversi anni si sta diffondendo, anche tra i bambini e gli adolescenti il cosiddetto fenomeno del multitasking cioè il contemporaneo svolgimento, agevolato dall'uso degli strumenti informatici, di molteplici attività (utilizzo del telefono, invio di sms, controllo della posta elettronica, consultazione di siti Internet, scambio di messaggi su facebook);
come hanno rilevato illustri studiosi, tra cui Frank Schirrmacher, dover fare più cose allo stesso tempo induce a vivere costantemente con la sensazione di perdere o dimenticare un'informazione, senza essere più in grado di selezionare ciò che è importante e ciò che non lo è, accrescendo notevolmente il livello di distrazione;
il nostro sistema nervoso, modellato da millenni di evoluzione, si sta ristrutturando sotto l'impulso "martellante" del sovraccarico informativo, al punto che l'essere umano, distratto da troppi stimoli, fa sempre più fatica a ignorare un messaggio, a seguire un dialogo o a leggere un libro;
il multitasking appare la versione aggiornata e personalizzata del taylorismo, vale a dire la tecnica di organizzazione del lavoro che imperversava nelle fabbriche del secolo scorso. Esso frammenta la vita, disarticola il tempo, comprime la capacità di pensare e, lungi dall'aumentare l'efficienza, riduce la concentrazione e massimizza la probabilità di errore;
si determinano, come conseguenza della diffusione degli strumenti informatici, gravi forme di dipendenza da Internet, al punto che, in un grande ospedale di Roma, il Policlinico Gemelli, è stato istituito, per curare questa patologia, il primo ambulatorio psichiatrico, strutturato come un day hospital, che offre la consulenza di specialisti e prevede l'adozione di protocolli di intervento;
l'uso disordinato di Internet e degli altri strumenti informatici, soprattutto nei bambini e negli adolescenti, influisce negativamente sul riposo notturno, provocando gravi disturbi della concentrazione, della memoria, del rendimento scolastico e, nel caso degli adulti, delle performance nella vita professionale;
la presenza in casa di strumenti informatici di ogni tipo incide negativamente sulla vita privata delle famiglie e sulla stessa intimità delle coppie, alterando la vita sessuale e moltiplicando ansie e nevrosi,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano valutare l'opportunità dell'istituzione urgente di un comitato scientifico paritetico interministeriale per studiare possibili soluzioni a tale grave problema sociale e individuare strategie sanitarie ed educative per ridurre i rischi connessi all'uso disordinato della tecnologia informatica.
(4-03829)
MASSIDDA - Al Ministro dell'interno - Premesso che il Centro di prima accoglienza (CPA) di Elmas, in provincia di Cagliari, è una struttura - situata nell'area militare adiacente allo scalo civile aeroportuale internazionale di Cagliari "Mario Mameli"- destinata al primo soccorso degli immigrati in attesa di essere trasferiti nei centri di identificazione ed espulsione dislocati in Sardegna;
considerato che:
il 12 ottobre 2010 all'interno del citato CPA intorno alle ore 14,30 è scoppiata una violenta rivolta innescata dal tentativo di fuga di circa 40 immigrati (di questi 9 sono evasi e 4 sono riusciti perfino a scavalcare la recinzione metallica che separa il centro dalla prima pista dell'aeroporto "Mario Mameli");
tali fatti hanno provocato la chiusura dell'aeroporto, la cancellazione di 12 voli e il dirottamento in altri scali di ulteriori 4 velivoli, cagionando enormi disagi ai passeggeri e al personale in servizio;
considerato, inoltre, che:
all'esterno del CPA prestavano servizio di vigilanza solo cinque agenti;
la cattura degli evasi ed il ripristino del controllo all'interno del centro di accoglienza sono stati possibili solo grazie all'intervento sinergico della Polaria (Polizia di frontiera) e delle Forze di polizia e carabinieri;
considerato, infine, che:
a novembre del 2008 si era già verificato un episodio analogo che aveva indotto le autorità aeroportuali a chiudere lo scalo civile di Elmas;
solo il 1° ottobre 2010 gli ospiti del CPA di Elmas avevano appiccato un incendio a materassi, cuscini e arredi al secondo piano dell'edificio dopo aver manomesso le telecamere di videosorveglianza;
analogamente quattro giorni dopo il primo piano del sopracitato edificio veniva devastato e reso inagibile dai rivoltosi;
i sindacati di polizia avrebbero lamentato più volte la carenza del personale di sorveglianza presso il centro di accoglienza cagliaritano,
l'interrogante chiede di sapere:
se al Ministro in indirizzo risulti quanto sopra riportato;
se intenda intervenire al fine di potenziare l'organico di polizia in servizio presso il citato CPA di Elmas al fine di evitare che episodi simili abbiano a ripetersi;
se ritenga opportuno trasferire il CPA sardo presso un'altra località al fine di evitare che la eccessiva vicinanza del centro di accoglienza con l'aeroporto possa incidere sul traffico aereo soprattutto internazionale;
se e quali ulteriori provvedimenti intenda porre in essere al fine di garantire la sicurezza dei cittadini extracomunitari e del personale presenti nel centro di accoglienza e dei cittadini che transitano presso lo scalo aeroportuale internazionale di Elmas.
(4-03830)
DIVINA - Ai Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'interno - Premesso che:
con la revisione del codice della strada (attraverso la legge n. 120 del 2010) si è innovato in merito alla circolazione con i velocipedi;
prescrive infatti il novellato art. 182, al comma 9-bis, del decreto legislativo n. 285 del 1992: "Il conducente di velocipede che circola fuori dai centri abitati da mezz'ora dopo il tramonto del sole a mezz'ora prima del suo sorgere e il conducente di velocipede che circola nelle gallerie hanno l'obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, di cui al comma 4-ter dell'articolo 162";
l'intento del legislatore è quello di rendere sempre più sicura la circolazione dei ciclisti, e non certo quella di scoraggiare l'uso delle biciclette imponendo oneri aggiuntivi a chi si serve di questo mezzo di trasporto;
le sanzioni per chi non rispetta le nuove norme sono assai pesanti, raggiungendo i 92 euro, che per un ciclista equivalgono a quasi la metà del valore di una bicicletta nuova;
le nuove norme sono entrate in vigore il 12 ottobre 2010, ma anche i ciclisti più scrupolosi non sono in grado di rispettarle in quanto sul mercato non sono ancora reperibili le richieste bretelle con le omologazioni previste dal codice;
alcuni comandi di Polizie municipali, noncuranti delle difficoltà dei ciclisti a trovare le bretelle retroriflettenti, hanno sanzionato i trasgressori argomentando che avrebbero potuto indossare le casacche riflettenti in dotazione sulle vetture,
si chiede, per quanto di competenza, di sapere:
se i Ministri in indirizzo ritengano utile per quanto di competenza dare disposizioni agli organi di controllo della strada di rinviare la piena applicazione dell'art. 182, comma 9-bis, del codice della strada almeno fino al momento in cui sarà reperibile sul mercato un numero adeguato di bretelle retroriflettenti;
se ritengano opportuno chiedere alle amministrazioni che nel frattempo hanno emesso sanzioni ai sensi dell'art. 182, comma 9-bis, codice della strada di revocare, agendo in autotutela, i provvedimenti medesimi;
se non ritengano di verificare, provincia per provincia, la reale disponibilità di bretelle conformi alle disposizioni introdotte nel codice della strada.
(4-03831)