SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Signora Presidente, ringrazio il Sottosegretario non solo per la sua presenza, ma anche per quanto il Governo ha fatto nell'emergenza subito dopo il terremoto. Oggi, dopo un anno e mezzo da quegli eventi, è veramente difficile fare un bilancio perché ogni parte interessata snocciola i propri numeri. Lei rappresenta una realtà alla quale io credo, conoscendola, ma che è fatta di tante promesse future alle quali mi consenta di non credere, date le poche realizzazioni che questo Governo, a seguito di tante promesse, ha fatto.
La sua realtà, inoltre, è anche minata da qualche inesattezza. Lei ha detto che andate tutti d'accordo, ma non è così: basti pensare alle amministrazioni comunali; basti pensare ai cittadini che solo qualche mese fa, solo qualche giorno fa sono venuti davanti a Palazzo Chigi a richiamare l'attenzione del Governo sulle promesse non mantenute.
C'è un'altra realtà oltre quella che lei rappresenta, e con un minimo di obiettività andiamo ad esaminarla, perché l'Aquila e i comuni del cosiddetto cratere sono ancora in stato di grande sofferenza (nessuno può negare questo, se si va all'Aquila a vedere), mentre le istituzioni preposte continuano a dare prova della loro inadeguatezza. Com'è possibile - mi chiedo - che ancora non si sia proceduto alla rimozione delle macerie? Lei dice "faremo".
Le gravi criticità nelle condizioni abitative degli sfollati sono sotto gli occhi di tutti. Le persone che percepiscono il contributo di autonoma sistemazione sono oltre 25.000; circa 18.000 quelle alloggiate tra progetti vari, moduli abitativi, abitazioni in affitto; poco meno di 3.000 quelle che vivono in strutture alberghiere. Insomma, arriviamo ad un numero enorme: 48.000 persone, 48.000 individui, cui vanno aggiunte le 8.000 persone colpite dal sisma nei comuni limitrofi: arriviamo quindi a 55.000 individui, che si preparano ad affrontare un nuovo inverno da sfollati.
Questa precarietà, che si sta prolungando ben più del dovuto, presenta aspetti critici. Basti pensare che i contributi di autonoma sistemazione sono fermi alla mensilità di maggio e che i 64 moduli della popolosa Paganica, la cui realizzazione è stata disposta con l'ultima ordinanza, rimangono smontati e inutilizzati. Vana ad oggi l'attesa dei famosi 122 appartamenti del fondo immobiliare, sebbene il loro allestimento, insieme alla messa in funzione dei 64 moduli, concorrerebbe a risolvere significativamente l'emergenza abitativa. A questa emergenza si aggiunga che Federalberghi minaccia che, se non ci saranno segnali entro il 15 ottobre, cioè entro venerdì prossimo, sospenderà ai terremotati i servizi quali biancheria, pasti, pulizia, camere.
Per quale motivo, signor Sottosegretario, invece di continuare a gestire il post-sisma secondo i criteri di stato di emergenza, ricorrendo all'emissione di continue ordinanze, non si approva - lo chiedeva anche il senatore Legnini - una legge organica, così com'è stato fatto per altre Regioni che hanno subìto terremoti?
I cittadini sono veramente stanchi di commissari straordinari e auspicano che la ricostruzione venga affidata agli organi democraticamente eletti. Grave è la preoccupazione di molti di loro di fronte all'onere delle tasse. Per eventi analoghi e di gran lunga inferiori al sisma dell'Aquila, la popolazione colpita ha visto rinviare tale onere anche di dieci anni: L'Aquila e i Comuni ricompresi nel cratere dovranno subito provvedere al 100 per cento, e chiedono almeno una riduzione del 40 per cento nei prossimi due lustri. Drammatica è la situazione di chi deve far fronte ai mutui, gravati di mora, sebbene la sospensione non sia certo dovuta a mala intenzione. I cittadini veramente ritengono che questa sia una situazione da Paese civile?
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Mascitelli. Ne ha facoltà.