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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 435 del 07/10/2010


PISTORIO (Misto-MPA-AS). Signora Presidente, signor Sottosegretario, mi trovo un po' in imbarazzo, perché, pur riconoscendo, come unanimemente avviene, l'apprezzamento per l'opera della Protezione civile nella fase iniziale dell'emergenza, che è davvero un dato consolidato, quando mi è stato comunicato che ci sarebbe stata questa informativa in Aula mi sono messo in contatto con i rappresentanti del Movimento per l'Autonomia in Abruzzo, tra cui il vice Presidente del Consiglio regionale che, ovviamente, è omogeneo anche al governo della Regione. E, con mia sorpresa, ho constatato che tutti i dati che mi ha trasmesso corrispondono perfettamente a quanto detto dal collega Legnini (molto meglio di me, in quanto abruzzese) qualche minuto fa.

Allora, il problema si pone perché, se per poter rendere chiara la posizione del mio Movimento - che non ha rappresentanti abruzzesi in Parlamento, ma soltanto in Consiglio regionale - ricevo una serie di dati, e questi corrispondono alle cose dette dal collega dell'opposizione, vuol dire che qualche problema si è determinato. Quindi, partendo dal presupposto che avete fatto benissimo nella fase di emergenza e che tale valutazione è assolutamente condivisa in modo bipartisan, sembra che ancora vi siano macerie da rimuovere e che vi sia un grado di arretramento in ordine alla tempistica per quanto riguarda la ricostruzione. Lei ha fatto riferimento alle persone assegnatarie del progetto C.A.S.E. e dei MAP, a quelle che hanno acquisito il cosiddetto CAS, ossia il contributo per un'autonoma sistemazione dell'abitazione (lei ne ha parlato in termini di scelta e di opzione volontaria), ma si tratta ovviamente, in tutti i casi, di soluzioni assolutamente provvisorie, rimanendo addirittura alcune migliaia di persone alloggiate in albergo o altrove.

Quindi, esiste un problema di tempistica e di ritardi. Inoltre, è emerso anche un altro problema riguardo alle risorse (a parte il fatto che il dimensionamento non è quello che lei ha comunicato, perché io dei 14 miliardi di euro non ho traccia: ci sono questi ipotetici 8 miliardi di euro, in una tempistica molto dilatata). Il problema è che il Ministro dell'economia ha fatto un gioco, che non ha applicato solo in Abruzzo, ma anche in Sicilia, con i fondi FAS. Ma non intendo parlare di questo ora, perché quando lei, signor Sottosegretario, verrà a riferire sull'emergenza di Giampilieri discuteremo di quanto non è stato dato a quella Regione per un'emergenza gravissima, ma ci sarà un'occasione specifica per parlarne.

Ebbene, il Ministro dell'economia ha l'abitudine di spostare con la sua finanza creativa in avanti le erogazioni reali, di ritardare i decreti attuativi sulla zona franca urbana. C'è un meccanismo per il quale, di fronte a tutte le norme prescrittive e vincolanti, si arriva ad annunci futuribili, a scelte dilazionate nel tempo. Ad esempio, la zona franca urbana è una condizione indispensabile per dare un minimo di respiro alle difficoltà economiche vissute da quell'area, perché ovviamente il terremoto ha avuto conseguenze gravissime: quell'elemento può innescare un processo di sviluppo dal punto di vista economico, garantendo una condizione di vantaggio competitivo, che tutti hanno unanimemente condiviso, ma che oggi non è operativa. Inoltre, non può essere sottaciuto il fatto che vi sia qualche difficoltà con il sistema delle autonomie locali.

Al di là delle dimissioni del sindaco Cialente, il tema che si pone è il rapporto con il sistema delle autonomie locali, che non sta funzionando. Si tratta di un problema serio, perché non si può immaginare un modello di ricostruzione svincolato dal rispetto dell'identità, dalla sensibilità di quelle comunità.

Ebbene, credo vi sia necessità di un ripensamento. Il sistema della Protezione civile - e lei ne è il massimo rappresentante, unanimemente apprezzato - accanto all'efficienza manifestata durante la fase dell'emergenza, se poi irradia di sé, con la sua cultura del fare, tutto il sistema della ricostruzione, deve essere più rispettoso dei rapporti con le autonomie locali e più forte all'interno dell'Esecutivo, affinché le risorse annunciate siano effettivamente erogate e la ricostruzione sia qualcosa di più complesso che la semplice e immediata risposta attraverso i moduli abitativi provvisori. Perché, se un sistema funziona, deve funzionare anche nella interlocuzione interna, anche quando pretende che gli impegni assunti con una comunità in difficoltà siano rispettati. E lei è il garante più autorevole di questo rapporto con la comunità aquilana.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Digilio. Ne ha facoltà.