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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 435 del 07/10/2010


PICCONE (PdL). Signora Presidente, onorevole Sottosegretario, colleghi senatori, è chiaro che in cinque minuti è difficile esprimere compiutamente quello che si può pensare di un argomento così complesso, articolato e difficile. Quindi, esprimerò solo alcuni pensieri che sono relativamente focalizzati su quello che sta accadendo nella macrosituazione aquilana.

Ricordo con assoluta soddisfazione il clima che si creò all'indomani del terremoto: fu un clima che ci prese tutti, un clima di solidarietà che mise al centro della politica non lo scontro, ma l'intenzione di costruire un percorso positivo e prospettico per quella città, per quella Regione e per questo Paese. Ahimè, quel clima è durato poco e ha lasciato lo spazio a una lotta politica intestina, spesso fatta per terze persone, spesso fatta sulla scorta di esigenze dei politici, e tutto ciò ha reso il quadro aquilano più confuso di quello che in realtà è.

Non posso però non sottolineare - e bene ha fatto il Sottosegretario a ricordarlo - la svolta epocale che ci fu a seguito del terremoto, per cui, di fronte alla tragedia immane verticalizzata tutta, purtroppo, su una città, assistemmo ad un cambio di passo da parte di tutte le strutture dello Stato: dalla Protezione civile, coordinata dal sottosegretario Bertolaso, alle Forze armate, ai volontari. In quell'occasione è stata data prova di grande efficienza, di grande tempestività (ricordo che dopo qualche ora non vi era luogo all'Aquila che non fosse presidiato da esperti della Protezione civile o dell'apparato militare là dove vi fosse qualcuno sotto le macerie), tanto che credo che l'eccessiva efficienza abbia un po' spostato anche le valutazioni di carattere temporale.

Ritengo che in seguito tutto ciò in qualche modo sia stato consolidato dal grande progetto C.A.S.E. Chi non lo ha vissuto direttamente forse non si è nemmeno reso conto di quanto fosse importante e coraggioso, di quanto fosse davvero il frutto di uno slancio, del voler lanciare il cuore oltre la siepe per cercare di dare agli aquilani, finalmente, invertendo una storia millenaria, case confortevoli, antisismiche, abitabili piuttosto che baracche, roulotte o altro.

Bene, fin lì tutti eravamo concentrati sul problema dell'Aquila e tutti abbiamo in qualche modo collaborato. Dopodiché quest'azione univoca in qualche modo si è indebolita ed è nato il popolo delle carriole; vi sono state contrapposizioni tra il sindaco e il Commissario per la ricostruzione; ci sono state le urla su ipotetici finanziamenti che non arrivavano (e i dati che il Sottosegretario ha elencato dimostrano che, semmai, il problema è a valle, non a monte, perché spesso i finanziamenti ci sono, ma l'attività sul territorio non permette di utilizzarli e di metterli a disposizione di chi deve ricostruire le case).

In merito, credo che questo ramo del Parlamento abbia fatto comunque la sua parte, e a tale proposito devo pubblicamente ringraziare i colleghi abruzzesi delle opposizioni, che, insieme a noi, con il presidente Marini come primo firmatario, hanno voluto spingere per l'approvazione del famoso emendamento che reintroduceva la zona franca urbana nel comune dell'Aquila. Si tratta di una proposta che ha raddoppiato ilplafond per la zona franca e che darà la possibilità a quella città e a quel territorio di ricostruire anche il tessuto economico, che credo sia distrutto forse al pari, se non di più, delle abitazioni. Al riguardo vorrei sollecitare in modo particolare il Ministero affinché emani i decreti attuativi perché tale provvedimento possa poi seguire il suo corso.

Devo poi rivolgere un invito, senza polemica, al sindaco Cialente, con il quale ho polemizzato per le sue dimissioni e per il fatto che, a mio avviso, si è sottratto ad una parte delle sue responsabilità. Rispetto la scelta, però lo invito ad accelerare i piani di ricostruzione. Oggi non ci sono macerie da spostare - ce lo diceva prima il Sottosegretario - perché il piano di ricostruzione del centro storico dell'Aquila ancora non parte: va accelerato, e chi deve poi sostenere la ricostruzione deve essere messo nelle condizioni di farlo in maniera assolutamente congrua. (Richiami della Presidente).

Finisco, signora Presidente. Un attimo solo per rilevare che il vice commissario Cicchetti, nuovo incaricato, è sicuramente una risorsa in più a disposizione di quella struttura, con la speranza che possa contribuire a tempo pieno con la sua professionalità nel verso e nella direzione che ci auguriamo.

Dopo tanto urlare, tutta questa mafia in Abruzzo non si è vista: sono stati effettuati controlli preventivi puntuali e, a seguito di questa immensa operazione di controllo, pochi sono stati i rilievi in merito alle infiltrazioni

PRESIDENTE. Collega, la prego di terminare.

PICCONE (PdL). Una sola sottolineatura: credo vada preso atto che ci sono 12.000 cantieri in piedi in quel territorio e c'è una ricostruzione che fa fatica. A volte fa più fatica per le operazioni che debbono essere poste in essere dalle autorità locali che non per quelle che derivano dal supporto che il Governo, lo Stato, il presidente Berlusconi e soprattutto il sottosegretario Bertolaso ci hanno dato. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Legnini. Ne ha facoltà.

Colleghi, vi prego di rispettare i tempi.