Informativa del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la Protezione civile sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo e conseguente discussione
BERTOLASO, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. L'evento sismico del 6 aprile 2009, pur interessando un'area limitata dell'Abruzzo, ha avuto effetti molto gravi in termini sia di vittime sia di distruzioni materiali. In particolare la distruzione del centro storico dell'Aquila ha messo in crisi le amministrazioni locali, gli uffici e gli enti del capoluogo regionale. La Protezione civile ha gestito le fasi dell'emergenza, dell'assistenza agli oltre 70000 sfollati e della prima ricostruzione, per le quali il Governo ha stanziato 14 miliardi di euro dal 2009 al 2012. A queste risorse vanno aggiunti i fondi europei, che sono stati già spesi e verificati dagli organi di controllo comunitari, e le donazioni dei privati, tra cui quella effettuata dal Senato della Repubblica che ha consentito di realizzare la scuola di Barete. L'iniziale decreto-legge n. 39 del 28 aprile 2009 ha rappresentato la cornice legislativa all'interno della quale la Protezione civile ha provveduto ad emanare 36 ordinanze. Dopo il subentro del Presidente della Regione nella funzione di Commissario delegato per la ricostruzione, sono state adottate altre 14 ordinanze. Per garantire una sistemazione confortevole alle persone rimaste prive di abitazione sono stati stanziati contributi per l'alloggio (dei quali hanno usufruito 29000 persone) e si è deciso di procedere immediatamente ad una ricostruzione "leggera", cioè imperniata su case antisismiche e moduli abitativi provvisori: questo nella considerazione delle difficoltà e dei tempi (almeno dieci anni) che richiederà la ricostruzione di una tra le prime venti città d'arte italiane e delle dure condizioni climatiche che la popolazione si trova ad affrontare in alcuni mesi dell'anno. Sono stati edificati circa 4500 appartamenti antisismici, con una capienza di circa 15000 abitanti, e 3000 moduli, che ospitano circa 7000 persone: ogni decisione in materia è stata assunta con il consenso scritto delle autorità locali. Attualmente ancora 3300 persone sono alloggiate presso caserme e alberghi. E' stata garantita la riapertura delle scuole per l'anno scolastico 2009-2010, sono state messe in sicurezza le opere d'arte, è stato realizzato uno studio approfondito dei rischi sismici e idrogeologici in vista della ricostruzione che sarà gestita dal Presidente della Regione. Le misure per la prevenzione delle infiltrazioni della criminalità negli appalti hanno dato buon esito. Per le procedure di gara, che hanno condotto alla stipula di oltre 600 contratti con 221 imprese appaltatrici e 1550 imprese subappaltatrici, non vi sono state deroghe alla legislazione vigente e non sono stati avanzati rilievi né dalla magistratura né dalla Corte dei conti. Particolare attenzione è stata rivolta alla sicurezza nei cantieri. In nessuno di quelli gestiti dal Dipartimento si sono verificati incidenti gravi.
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sull'informativa del Governo.
PICCONE (PdL). Il clima di solidarietà che si è registrato con soddisfazione all'indomani dell'immane tragedia dell'Aquila ha purtroppo lasciato il posto, con il passare del tempo, alle divisioni ed allo scontro politico, rendendo più difficile la fase della ricostruzione. Sebbene non si possa non rilevare l'inedita efficienza e tempestività dimostrate in quelle prime ore da tutte le strutture dello Stato, a cominciare dalla Protezione civile, né tacere della qualità del grande progetto abitativo che ha garantito alla popolazione sfollata abitazioni pienamente abitabili, occorre evidentemente imprimere un'accelerazione ai piani di ricostruzione dei centri colpiti e recuperare lo spirito di quell'iniziale azione unitaria. È importante che le autorità locali facciano la propria parte in tal senso, utilizzando al meglio gli strumenti che lo Stato ha con tanta efficienza messo a loro disposizione. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
LEGNINI (PD). L'informativa resa dal Sottosegretario è scarsamente aderente alla realtà e non tiene conto delle numerose e gravi problematiche che ancora oggi impediscono l'avvio della fase post-emergenziale, dopo lo straordinario lavoro che la Protezione civile ha svolto nei mesi immediatamente successivi al sisma. I 14 miliardi di euro che il Governo dice di aver stanziato non trovano riscontro in norme di legge e l'erogazione delle risorse disponibili è incerta nei tempi. Il contributo per l'autonoma sistemazione è fermo a febbraio e il Comune ha dovuto anticipare molte mensilità; moltissime imprese devono ancora essere pagate per i lavori effettuati; si continua a pretendere che i terremotati paghino tutte le tasse arretrate, sia pure con una rateizzazione decennale; gli strumenti legislativi messi in campo dal Governo e le ordinanze del commissario straordinario per gestire la ricostruzione si sono rivelati frammentari ed insufficienti ad affrontare l'emergenza abitativa ancora drammatica; sono problemi gravissimi la massiccia disoccupazione, il ristagno dell'economia, il mancato smaltimento delle macerie. Il Partito Democratico presenterà una legge speciale per L'Aquila per ovviare a queste lacune, ma è urgente che il Governo riporti il tema della ricostruzione fra le priorità nazionali, per evitare l'ulteriore esasperazione delle popolazioni colpite e l'acuirsi delle loro legittime proteste. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
MURA (LNP). Il Governo ha stanziato ingenti risorse per affrontare l'emergenza del terremoto che ha colpito l'Abruzzo più di un anno fa, causando centinaia di morti e migliaia di sfollati e successivamente la ricostruzione delle zone colpite dal sisma. È stata da tutti riconosciuta la straordinaria efficienza del tempestivo intervento della Protezione civile in tutte le sue articolazioni istituzionali e di volontariato nelle drammatiche ore successive al sisma, nelle quali si registrò un autentico spirito di solidarietà. Il Governo non ha mai lasciato sole quelle popolazioni, anzi ha continuato ad inserire misure ad hoc per la ricostruzione anche nei successivi provvedimenti di interesse nazionale. È evidente, tuttavia, che non si può demandare al Governo centrale tutto l'onere della fase post-emergenziale e a tal proposito, è tassativo che gli enti locali si assumano le proprie responsabilità (sul piano dell'adeguamento degli strumenti urbanistici, per esempio) e facilitino il più celere ripristino della normalità. Auspica che si giunga presto a sanzionare chi non ha rispettato le regole nella costruzione degli edifici poi crollati.
SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). È difficile fare un bilancio oggettivo e imparziale della ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, ma è evidente che molte delle promesse annunciate sono state disattese, visto lo stato di grave sofferenza, denunciato nelle recenti manifestazioni di protesta, in cui ancora versano le popolazioni dell'area del cratere. La criticità della situazione si palesa nella mancata rimozione delle macerie dal centro dell'Aquila; 55.000 persone si preparano ad un nuovo inverno da sfollati, ma i contributi di autonoma sistemazione non vengono più erogati; i moduli abitativi della frazione di Paganica, la cui realizzazione è stata disposta con l'ultima ordinanza, sono smontati e inutilizzati; vana è anche l'attesa dei 122 appartamenti del fondo immobiliare; Federalberghi ha minacciato di sospendere alcuni servizi ai terremotati ospiti delle strutture alberghiere. È uno stato di criticità cui si risponde con una pletora di ordinanze, quando servirebbe un disegno di legge organico, come del resto è stato fatto in altre occasioni. Fonte di grave preoccupazione è anche la richiesta di pagare per intero le tasse arretrate: a tal proposito, i cittadini dell'Aquila e dei Comuni ricompresi nel cratere chiedono almeno una riduzione del 40 per cento nei prossimi dieci anni.
MASCITELLI (IdV). L'informativa del sottosegretario Bertolaso sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo è insufficiente e tardiva, essendo previsto per legge che il Governo avrebbe dovuto riferire al Parlamento già a maggio ed a giugno delle risorse impiegate, delle modalità del loro impiego e dello stato di avanzamento della ricostruzione. Quanto al Progetto C.A.S.E., annunciato dal Governo con toni trionfalistici, esso è fallimentare sia dal punto di vista dei costi al metro quadro, sproporzionati, sia dal punto di vista della qualità. È altrettanto biasimabile la scarsa trasparenza e regolarità delle procedure di aggiudicazione degli appalti, come è lecito dubitare vista la concentrazione di incarichi e ruoli su un medesimo soggetto. Nonostante la Direzione nazionale antimafia abbia già lanciato un allarme sul rischio di infiltrazioni mafiose nei lavori di ricostruzione, il Governo non ha adempiuto alla norma di legge che prevede la presentazione di un decreto per garantire la tracciabilità dei flussi finanziari e l'individuazione di una lista di ditte estranee all'inquinamento mafioso. Alla ormai evidente inadeguatezza dei fondi, si aggiungono l'incertezza dei diritti dei terremotati e la scarsa credibilità delle strutture commissariali, affidate a figure poco qualificate, spesso con modalità irregolari e inadeguatamente monitorate. Alla luce di quanto criticamente esposto, chiede al Sottosegretario di riferire più spesso in Parlamento. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
PISTORIO (Misto-MPA-AS). Nella fase iniziale dell'emergenza la Protezione civile ha operato con una efficienza ed un professionalità straordinarie, unanimemente riconosciute. Le informazioni che giungono dal territorio sulla fase successiva, però, delineano un quadro diverso da quello, sostanzialmente positivo, illustrato dal Sottosegretario. Molte persone sono ancora alloggiate in alberghi o caserme ed i tempi della ricostruzione si dilatano. Le risorse effettivamente stanziate ammontano tutt'al più a 8 miliardi, con una tempistica di erogazione assai dilatata. Peraltro, il Ministro dell'economia ha l'abitudine di ritardare l'emanazione dei decreti attuativi, come è avvenuto, in particolare, nel caso della zona franca urbana che all'Aquila avrebbe posto le basi per un importante rilancio economico e produttivo. Un'altra forte criticità nel modello di ricostruzione perseguito dal Governo è individuabile nel rapporto con le autonomie locali, poco rispettoso delle sensibilità e delle esigenze delle comunità. È pertanto necessaria una rimodulazione del modello di ricostruzione: il Governo deve garantire l'effettiva erogazione delle risorse enunciate ed un'efficace modalità di impiego, senza sottrarsi all'interlocuzione con le comunità locali e al rispetto degli impegni assunti.
DIGILIO (FLI). È soddisfatto delle dichiarazioni rese dal Sottosegretario e dei risultati sinora raggiunti nell'opera di ricostruzione, soprattutto se posti a confronto con i lavori approntati a seguito del terremoto che colpì la Basilicata del 1980, a tutt'oggi incompleti. È innegabile che i fondi sono stati stanziati dal Governo, anche se conviene sulla necessità di approfondire le ragioni per cui essi non siano ancora stati tradotti in obiettivi concreti. Occorre inoltre vigilare contro le infiltrazioni malavitose, sempre possibili in interventi di ricostruzione così imponenti. Fino a quando il Parlamento non sarà in grado di istituire una Commissione speciale bipartisan cui affidare il compito di elaborare una legge sulla ricostruzione, non si può seguitare, secondo logiche di appartenenza politica, a far ricadere tutta la responsabilità del ritardo nella ricostruzione sul Governo.
PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno della seduta del 12 ottobre 2010.
La seduta termina alle ore 16,03.