l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) è ente pubblico non economico vigilato dal Ministero della salute;
l'Agenas è uno degli enti pubblici destinatari del 5 per mille dell'imposta sui redditi delle persone fisiche per finalità di ricerca in ambito sanitario;
il 1° agosto 2007 la Conferenza Stato-Regioni riordina il sistema nazionale di educazione continua in medicina (ECM) e individua l'Agenas come "casa comune" a livello nazionale del sistema;
l'Agenas, ai sensi dell'art. 2, commi 357 e seguenti, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), ha assunto la competenza esclusiva in materia di ECM, competenza questa che prima era propria del Ministero;
per assicurare il funzionamento del sistema ECM, l'Agenas incassa, da soggetti privati e pubblici, oltre 10.000.000 euro annui quali rimborsi spese (tariffe) previsti all'articolo 92, comma 5, della legge n. 388 del 2000, per accreditare - a livello nazionale - la formazione obbligatoria per tutte le professioni sanitarie impiegate sia nel pubblico sia nel privato;
in dipendenza di detto trasferimento di competenze l'Agenas ed il Ministero hanno stipulato nell'anno 2008 una convenzione finalizzata ad assicurare il rapido completamento delle relative procedure di trasferimento: tale convenzione, per l'inefficienza dell'Agenas protrattasi nel tempo, è stata reiterata e prorogata più volte e si è definitivamente conclusa lo scorso 31 agosto 2010;
in dipendenza di tali nuove competenze, l'organo di direzione dell'Aegnas, previa informativa al consiglio di amministrazione, ha deliberato l'indizione di una procedura di evidenza pubblica a trattativa privata volta all'acquisto di un immobile da destinare a propria sede istituzionale a Roma, atteso che l'attuale sede di via Puglie n. 23 risulta assolutamente inadeguata alle nuove finalità istituzionali e non in regola con le normative che la legge prevede in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro;
risulta all'interrogante che le procedure sarebbero state strumentalmente protratte fino ad oggi, al fine di rendere possibile il prossimo acquisto di un immobile privo sia dei requisiti indicati dallo stesso ente nella procedura pubblica, sia dei requisiti minimi di sicurezza previsti dalla vigente normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, e sul cui effettivo stato vi è una dettagliata perizia tecnica che ne evidenzia le molteplici gravissime carenze rendendo palese, da parte degli organi di presidenza, di direzione e di controllo dell'ente, un comportamento caratterizzato dall'assoluto dispregio dei più elementari dettami di trasparenza, buon andamento e imparzialità dell'attività amministrativa di cui all'art. 97 della Costituzione;
a seguito dell'inerzia colpevole ed inspiegabile degli organi di indirizzo (consiglio di amministrazione), di direzione e gestione (direttore) e di controllo (collegio dei revisori) dell'Agenas, il sistema nazionale ECM rischia di collassare, sebbene i recenti fatti di cronaca rendano chiaro come il pubblico denaro non possa essere speso in attività di minore spessore, quando la formazione degli addetti alla sanità nazionale manifesta ogni giorno gravi carenze;
nonostante l'assoluta inadeguatezza degli attuali locali di via Puglie, l'Azienda sanitaria locale competente a vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro risulterebbe all'interrogante provvidenzialmente compiacente nell'omettere la vigilanza;
da alcuni mesi, in assenza di ogni decisione sull'acquisto di una nuova sede, risulta all'interrogante che l'Agenas impieghi il denaro pubblico nel pagamento di ingenti canoni di affitto per numerose postazioni di lavoro a Roma, in via del Fornetto, nonché per il pagamento di sale per le riunioni degli organi e degli organismi del sistema nazionale ECM, per una cifra che supera i 18.000 euro mensili, con evidente danno erariale sul quale, peraltro, l'organo di controllo si astiene dal formulare rilievi;
risulta all'interrogante che il personale dipendente, oltre a lavorare in una sede completamente inadeguata, sia umiliato dalla prepotente presenza di consulenti di mediocre professionalità a cui l'Agenas assicura lauti compensi,
si chiede di sapere se non si ritenga indispensabile richiedere le immediate dimissioni di tutti gli organi dell'Agenas e nominare un commissario ad acta per l'espletamento degli atti urgenti necessari all'acquisizione, nel rispetto delle vigenti norme e dei principi di trasparenza, buon andamento e imparzialità, di una nuova sede adeguata alle esigenze del sistema ECM e rispettosa della procedura pubblica, onde evitare la disgregazione del sistema nazionale di formazione continua in medicina e per non mortificare ulteriormente il personale dipendente.
(3-01628)