l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas ha da tempo aperto un'istruttoria sulla posizione dominante dell'Eni e di Snam rete gas nella distribuzione e nello stoccaggio del gas metano, i cui prezzi in Italia sono tra i più elevati d'Europa, proprio a causa del monopolio;
nei giorni scorsi l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, in polemica con il Presidente dell'Autorità Alessandro Ortis, ha affermato che: «L'authority apre molte istruttorie»;
secondo quanto riferito da una articolo pubblicato su "Il Sole-24 ore" del 5 ottobre 2010, l'amministratore delegato dell'Eni, Scaroni, «si riferisce all'indagine che l'Autorità dell'energia vuole condurre sul mercato del metano (si veda il Sole 24 Ore del 3 ottobre), in particolare per capire come mai le importazioni di gas non sono al massimo, gli stoccaggi sotterranei non sono pieni come si dovrebbe prima dell'inverno, ma i prezzi nazionali sono robusti, assai più alti di quelli del mercato internazionale. Scaroni non è allarmato né sull'indagine dell'autorità indipendente presieduta (fino a metà dicembre) da Alessandro Ortis né è preoccupato su una possibile insufficienza di metano in Italia, tenendo conto anche dell'interruzione di una conduttura che arriva dal Nord Europa: "Non credo che ci sia alcun allarme su sicurezza e approvvigionamenti, c'è abbondanza di gas in tutta Europa. Certo c'è questo incidente in Svizzera dove sta franando una montagna. Ci auguriamo che venga riparato al più presto". Ma il presidente dell'authority, Ortis, aveva anche suggerito che l'Eni si liberasse della Snam Rete Gas, per interrompere l'integrazione verticale, cedendola alla Cassa depositi e prestiti. Scaroni non è d'accordo; piuttosto venderà le sue quote nel gasdotto che viene dalla Russia, il Tag, come aveva chiesto in alternativa la Commissione UE. Ma c'è ancora un anno: "Ci vorrà ancora tempo", ha detto sulla cessione delle condutture del Tag alla Cassa depositi e prestiti; "abbiamo dodici mesi di tempo", conclude Scaroni. Ortis - intervenuto ieri per presentare le "bollette trasparenti" che saranno introdotte l'anno prossimo - invece entra nel dettaglio dell'indagine sul metano. "Abbiamo avviato l'istruttoria per capire quando ripartirà il gasdotto Transitgas, ma allo stesso tempo la nostra istruttoria punta anche ad aspetti di mercato", replica il Presidente dell'authority. "Stiamo analizzando l'impatto che l'interruzione in Svizzera ha avuto e avrà in inverno". L'indagine dell'authority "si chiuderà entro tre mesi, forse anche prima". Il Transitgas è il gasdotto che attraversa il territorio svizzero per poi immettersi nella rete italiana». La tubazione è interrotta dalla fine di luglio e importa in Italia il metano estratto dai giacimenti olandesi e norvegesi. Per quanto riguarda le quote di partecipazione dell'Eni nel metanodotto Tag (Trans Austria Gasleitung) che arriva dalla Russia, Ortis afferma che "il soggetto dovrà gestire il Tag, ma sicuramente dovrà garantirne il funzionamento senza discriminazioni"»;
considerato che:
secondo quanto si legge ancora nel citato articolo: «Nel dibattito a distanza tra Scaroni e Ortis si è aggiunta la Lega consumatori, che contesta l'amministratore delegato dell'Eni: Scaroni "ancora una volta si permette di criticare apertamente l'operato dell'Autorità dell'energia - protesta l'associazione. - È un atteggiamento non riscontrabile da parte di alcun operatore nei confronti di nessun'altra autorità di garanzia. Evidentemente Scaroni deve tenere in ben scarsa considerazione il presidente Ortis, oppure sa che tra non molto verrà sostituito"»;
secondo quanto riferito all'interrogante da un esponente della Lega Consumatori, alcuni dirigenti dell'Eni avrebbero fatto una lavata di testa al Presidente dell'associazione Pietro Praderi, minacciando velatamente di denunciarlo alla Consob per turbativa di mercato, come è già accaduto all'interrogante, per un articolo che critica all'amministratore delegato dell'Eni, in quanto tale dichiarazione potrebbe influire sull'andamento delle azioni, attualmente sotto presunta pressione di fondi americani,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza del perché il mercato in esame sia ancora caratterizzato dalla posizione dominante di Eni e Snam rete gas, che continuano a "taglieggiare" i consumatori con bollette del gas più elevate di un buon 30 per cento della media europea, contribuendo in tal modo ad impoverire le famiglie ed a rendere meno competitive le imprese;
se non intenda accertare la veridicità dell'episodio relativo alle velate minacce contro un esponente di un'associazione dei consumatori, che ha il dovere di criticare le politiche predatorie dell'Eni e di Snam rete gas, prendendo a pretesto un noto episodio di intimidazione, vera e propria rappresaglia messa in atto dai potentati economici e bancari, quali Unicredit e l'ex amministratore delegato Profumo servendosi della Consob, a giudizio dell'interrogante compiacente, per screditare l'azione di Adusbef e dell'interrogante, mediante un vero e proprio falso, esaminato dalla Procura della Repubblica di Roma, dopo l'annullamento della sanzione da parte della Corte di Appello di Perugia;
quali misure urgenti intenda intraprendere per imporre agli oligopolisti, quali Eni, di imporre politiche di mercato, con la dismissione di assets quale Snam rete gas, favorendo la pluralità di soggetti e quindi un abbattimento sostanzioso delle tariffe a vantaggio delle famiglie consumatrici e delle imprese.
(4-03802)