i giovani dopo la maturità si trovano costretti a decidere non solo se continuare gli studi all'università, ma anche dove svolgere tali studi;
ciò è dovuto al fatto che i test di ingresso vengono svolti dalle facoltà presso le singole sedi universitarie, senza la possibilità, poi, di cambiare sede universitaria a selezione avvenuta. Ciò determina il fatto che molti studenti si vedono costretti a chiedere di svolgere l'esame del test d'ingresso presso sedi universitarie anche lontane dalla propria residenza, per vedere aumentare le possibilità di successo in base a semplici analisi statistiche;
lo studente, una volta superato il test di ingresso, è costretto a rimanere nella sede universitaria in cui ha superato il test, con la forte probabilità di rimanere in quel territorio, in futuro, anche per il suo lavoro;
come è evidente, la fuga di cervelli dal Meridione inizia già da questo momento,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga che i test d'ingresso per i corsi di laurea a numero programmato possano essere svolti in sede nazionale con graduatoria unica, per consentire che gli studenti vincitori possano scegliere le sedi universitarie in base al loro posizionamento in graduatoria, fino ad esaurimento dei numeri programmati in ciascuna sede universitaria, analogamente a quanto già avviene per il concorso in magistratura;
se non ritenga opportuno proporre modifiche alla legislazione vigente relativa alle modalità di svolgimento dei test d'ingresso alle facoltà a numero programmato al fine di prevederne lo svolgimento in sede nazionale.
(4-03792)