Allegato B
Congedi e missioni
Sono in congedo i senatori: Alberti Casellati, Augello, Burgaretta Aparo, Caliendo, Carofiglio, Castelli, Ciampi, Davico, Donaggio, Giovanardi, Mantica, Mantovani, Palma, Pera e Viceconte.
Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: D'Ambrosio Lettieri, per attività della 12a Commissione permanente; Allegrini, Del Vecchio, Marcucci e Randazzo e Vizzini, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE); Baio, per partecipare ad una Commissione di concorso; Contini, per attività dell'Unione interparlamentare; Crisafulli, Giaretta, Marcenaro, Nessa, Russo, Saro e Tofani, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa - UEO.
Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei deputati
Onn. Rossa Sabina, Rubinato Simonetta, Bressa Gianclaudio, Capitanio Luisa, Dal Moro Gian Pietro, Fogliardi Giampaolo, Froner Laura, Giulietti Giuseppe, Goisis Paola, Martella Andrea, Miotto Anna Margherita, Mogherini Federica, Murer Delia, Naccarato Alessandro, Paniz Maurizio, Realacci Ermete, Rosato Ettore, Tempestini Francesco, Testa Federico, Viola Rodolfo Giuliano, Baretta Pier Paolo, Bordo Michele, Brandolini Sandro, Ghizzoni Manuela, Gnecchi Marialuisa, Laratta Francesco, Marinello Giuseppe Francesco Maria, Oliverio Nicodemo Nazzareno, Peluffo Vinicio Giuseppe Guido, Pes Caterina, Picierno Pina, Portas Giacomo Antonio, Samperi Maria, Schirru Amalia, Scilipoti Domenico, Siragusa Alessandra, Touadi Jean Leonard, Velo Silvia, Ventura Michele, Graziano Stefano
Istituzione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall'incuria dell'uomo (2362)
(presentato in data 07/10/2010)
C.3351 approvato da 1° Aff. costit. (assorbe C.197);
Ministro politiche agricole
(Governo Berlusconi-IV)
Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari (2363)
(presentato in data 07/10/2010)
Derivante da stralcio art. 1, 2, 3, 6, 7, 7-quater, 7-duodecies del DDL C.4859
C.2260-BIS approvato dalla Camera dei deputati.
Disegni di legge, annunzio di presentazione
Senatore Marino Mauro Maria
Istituzione del Garante Nazionale dei diritti delle persone limitate nella libertà (detenute o private della libertà personale) (2364)
(presentato in data 07/10/2010).
Disegni di legge, assegnazione
In sede referente
1ª Commissione permanente Affari Costituzionali
sen. Butti Alessio ed altri
Modifiche alla legge 7 giugno 2000, n. 150, in materia di definizione e di ampliamento dei mezzi della comunicazione istituzionale (2298)
previ pareri delle Commissioni 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 07/10/2010);
2ª Commissione permanente Giustizia
sen. Butti Alessio ed altri
Modifica all'articolo 65 della legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di tutela della proprierà intellettuale dell'opera editoriale (2297)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni)
(assegnato in data 07/10/2010);
2ª Commissione permanente Giustizia
sen. Bettamio Giampaolo ed altri
Disciplina della professione di investigatore (2314)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 14° (Politiche dell'Unione europea)
(assegnato in data 07/10/2010);
2ª Commissione permanente Giustizia
sen. Benedetti Valentini Domenico
Modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali (2329)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo)
(assegnato in data 07/10/2010);
2ª Commissione permanente Giustizia
sen. Lauro Raffaele
Modifiche al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, e all'articolo 12 - sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, nella legge 7 agosto 1992, n. 356, in materia di evasione fiscale (2331)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)
(assegnato in data 07/10/2010);
2ª Commissione permanente Giustizia
sen. Adragna Benedetto
Modifiche alla disciplina in materia di spese per gli uffici giudiziari (2352)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro)
(assegnato in data 07/10/2010);
3ª Commissione permanente Affari esteri, emigrazione
sen. Pinotti Roberta ed altri
Ratifica ed esecuzione della Convenzione sulla messa al bando delle munizioni a grappolo, aperta alla firma a Oslo il 3 dicembre 2008 (2321)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 4° (Difesa), 5° (Bilancio), 10° (Industria, commercio, turismo), 12° (Igiene e sanita')
(assegnato in data 07/10/2010);
4ª Commissione permanente Difesa
sen. Negri Magda
Modifica al codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, in materia di procedura per gli approvvigionamenti della Difesa (2083)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali)
(assegnato in data 07/10/2010);
6ª Commissione permanente Finanze e tesoro
sen. Pinotti Roberta
Modifica all'articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, in materia di esenzione fiscale totale delle pensioni privilegiate ordinarie (2230)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 4° (Difesa), 5° (Bilancio)
(assegnato in data 07/10/2010);
7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali
sen. Camber Giulio
Norme in materia di alta formazione artistica, musicale e coreutica (2276)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 07/10/2010);
7ª Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali
sen. Poli Bortone Adriana
Modifica all'articolo 10 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in materia di opere in cartapesta (2335)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio)
(assegnato in data 07/10/2010);
8ª Commissione permanente Lavori pubblici, comunicazioni
sen. Berselli Filippo, sen. Bornacin Giorgio
Modifiche agli articoli 72 e 162 del nuovo codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di dispositivi di equipaggiamento dei veicoli a motore e loro rimorchi e di segnalazione di veicolo fermo (2287)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 14° (Politiche dell'Unione europea)
(assegnato in data 07/10/2010);
10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo
sen. Sanna Francesco ed altri
Norme per il risparmio energetico e lo sviluppo dell'impiego di energia da fonti rinnovabili negli edifici pubblici (1945)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 13° (Territorio, ambiente, beni ambientali), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 07/10/2010);
10ª Commissione permanente Industria, commercio, turismo
sen. Armato Teresa
Misure per il sostegno e lo sviluppo dell'imprenditoria femminile (2172)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 6° (Finanze e tesoro), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 07/10/2010);
12ª Commissione permanente Igiene e sanita'
sen. Rizzotti Maria
Introduzione dell'articolo 580 - bis del codice penale, concernente il reato di istigazione al ricorso a pratiche alimentari idonee a provocare l'anoressia o la bulimia, nonché disposizioni in materia di prevenzione e di cura di tali patologie e degli altri disturbi del comportamento alimentare (2311)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 2° (Giustizia), 5° (Bilancio), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 07/10/2010);
13ª Commissione permanente Territorio, ambiente, beni ambientali
sen. Ferrante Francesco ed altri
Istituzione del Parco nazionale del Matese (2317)
previ pareri delle Commissioni 1° (Affari Costituzionali), 5° (Bilancio), 7° (Istruzione pubblica, beni culturali), 8° (Lavori pubblici, comunicazioni), 9° (Agricoltura e produzione agroalimentare), 10° (Industria, commercio, turismo), 14° (Politiche dell'Unione europea), Commissione parlamentare questioni regionali
(assegnato in data 07/10/2010).
Governo, trasmissione di atti per il parere
Il Ministro della difesa, con lettere in data 30 settembre 2010, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 4 ottobre 1988, n. 436 - i seguenti atti:
programma pluriennale di A/R n. SMD 01/2010, relativo all'acquisizione del nuovo siluro pesante per sommergibili U-212A (n. 269);
programma pluriennale di A/R n. SMD 02/2010, relativo all'acquisizione di una unità navale di supporto subacqueo polivalente ARS/NAI e del relativo supporto logistico (n. 270);
programma pluriennale di A/R n. SMD 03/2010, relativo all'acquisizione e all'integrazione di trentadue (più sedici opzionali) sistemi di osservazione e acquisizione obiettivi (OTS) e di trentadue sistemi completi contro-carro (c/c) di 3ª generazione con sedici ulteriori predisposizioni e relativo munizionamento operativo, per l'elicottero A129 EES (n. 271);
programma pluriennale di A/R n. SMD 04/2010, relativo all'acquisizione di mortai da 81 mm di nuova generazione e del relativo munizionamento, calcolatore balistico per la determinazione dei dati di tiro e supporto logistico (n. 272);
programma pluriennale di A/R n. SMD 05/2010, relativo all'acquisizione di dieci nuovi elicotteri di categoria media per l'espletamento della funzione SAR (search and rescue) militare nazionale (interim solution) (n. 273);
programma pluriennale di A/R n. SMD 06/2010, relativo alla realizzazione di un HUB aereo nazionale dedicato alla gestione dei flussi, via aerea, di personale e di materiale dal territorio nazionale per i teatri operativi, e viceversa, con tempestività e efficacia (n. 274);
programma pluriennale di A/R n. SMD 07/2010, relativo alla realizzazione di una infrastruttura evoluta (Defence Information Infrastructure - DII) attraverso il parziale sviluppo di sette pacchetti capacitivi nella sola area di vertice della Difesa (progetto pilota) (n. 275).
Ai sensi della predetta disposizione e dell'articolo 139-bis del Regolamento, gli atti sono deferiti alla 4ª Commissione permanente, che esprimerà il parere - su ciascuno di essi - entro il 6 novembre 2010.
Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, con lettera in data 7 ottobre 2010, ha trasmesso - per l'acquisizione del parere parlamentare, ai sensi dell'articolo 2, commi 634 e 635, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e dell'articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 - lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante: "Regolamento per il riordino dell'Istituto agronomico per l'Oltremare" (n. 276).
Ai sensi delle predette disposizioni e dell'articolo 139-bis del Regolamento, lo schema di decreto è deferito - d'intesa con il Presidente della Camera dei deputati - alla Commissione parlamentare per la semplificazione per l'espressione del parere.
Autorità garante della concorrenza e del mercato, trasmissione di atti
Il Presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera in data 4 ottobre 2010, ha inviato, ai sensi dell'articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, una segnalazione in merito alle previsioni contenute nella legge 8 agosto 1991, n. 264, recante "Disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto", nonché nel regolamento della Provincia di Varese del 17 dicembre 1998 in materia di autorizzazione e vigilanza delle agenzie di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto.
La predetta segnalazione è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 8a e alla 10a Commissione permanente (Atto n. 485).
Commissione europea, trasmissione di progetti di atti normativi per il parere motivato ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità
La Commissione europea, in data 6 ottobre 2010, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa agli attacchi contro i sistemi di informazione e che abroga la decisione quadro 2005/222/GAI del Consiglio (COM (2010) 517 definitivo).
Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, il predetto atto è deferito alla 1ª Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 18 novembre 2010.
Le Commissioni 3ª, 8a e 14ª potranno formulare osservazioni e proposte alla Commissione di merito entro il 4 novembre 2010.
La Commissione europea, in data 6 ottobre 2010, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (ENISA) (COM (2010) 521 definitivo).
Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, il predetto atto è deferito all'8ª Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 18 novembre 2010.
Le Commissioni 1a, 3ª e 14ª potranno formulare osservazioni e proposte alla Commissione di merito entro il 4 novembre 2010.
La Commissione europea, in data 6 ottobre 2010, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica al regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) (COM (2010) 537 definitivo).
Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, il predetto atto è deferito alla 9ª Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 18 novembre 2010.
Le Commissioni 3ª e 14ª potranno formulare osservazioni e proposte alla Commissione di merito entro il 4 novembre 2010.
La Commissione europea, in data 6 ottobre 2010, ha inviato, per l'acquisizione del parere motivato previsto dal protocollo n. 2 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativo all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori (COM (2010) 539 definitivo).
Ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, il predetto atto è deferito alla 9ª Commissione permanente che, ai fini del controllo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, esprimerà il parere motivato entro il termine del 18 novembre 2010.
Le Commissioni 3ª e 14ª potranno formulare osservazioni e proposte alla Commissione di merito entro il 4 novembre 2010.
Interrogazioni, apposizione di nuove firme
La senatrice Mazzuconi ha aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-01540 della senatrice Mongiello ed altri.
I senatori Armato, Barbolini, Bastico, Bertuzzi, Bubbico, Carloni, Casson, Ceccanti, Chiaromonte, Chiti, Chiurazzi, De Sena, Del Vecchio, Della Seta, Di Giovan Paolo, Ferrante, Fistarol, Fontana, Magistrelli, Mariapia Garavaglia, Micheloni, Molinari, Mongiello, Passoni, Pegorer, Perduca, Pertoldi, Pinotti, Rusconi e Vimercati hanno aggiunto la propria firma all'interrogazione 3-01614 del senatore Giaretta.
Risposte scritte ad interrogazioni
(Pervenute dal 30 settembre al 6 ottobre 2010)
AMORUSO: sulla collocazione nel Museo diocesiano di Bisceglie (Bari) del dipinto raffigurante il "trionfo dell'Eucarestia" del pittore Nicola Porta (4-03296) (risp. BONDI, ministro per i beni e le attività culturali)
ASCIUTTI: sulla tutela di "Villa Recordati" sita nel comune di Correggio (Reggio Emilia) (4-02917) (risp. BONDI, ministro per i beni e le attività culturali)
BENEDETTI VALENTINI: sul potenziamento dell'aeroporto dell'Umbria Perugia S.Egidio (4-03492) (risp. MATTEOLI, ministro delle infrastrutture e trasporti)
BLAZINA ed altri: sulla traduzione dei questionari per il conseguimento della patente di guida (4-03584) (risp. MATTEOLI, ministro delle infrastrutture e trasporti)
BRUNO ed altri: su iniziative internazionali per la sicurezza delle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi nel mar Mediterraneo (4-03570) (risp. CRAXI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri)
CASSON: su alcuni lavori di salvaguardia della laguna di Venezia (4-02076) (risp. MATTEOLI, ministro delle infrastrutture e trasporti)
CENTARO ed altri: sulla deduzione forfetaria dal reddito d'impresa in favore degli esercenti gli impianti di rifornimento carburanti (4-02077) (risp. SAGLIA, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico)
D'ALIA: sulla limitazione della manifestazione del cordoglio per l'alluvione di Messina ai campi di calcio in cui giocavano squadre siciliane (4-02068) (risp. CRIMI, sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei ministri)
D'AMBROSIO LETTIERI: sulla gestione della Federazione italiana sport equestri (Fise) (4-02748) (risp. CRIMI, sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei ministri)
DE LILLO ed altri: sulla creazione di una federazione di arbitri e giudici di gara indipendenti dalla Federcalcio (4-01219) (risp. CRIMI, sottosegretario di Stato per la Presidenza del Consiglio dei ministri)
DELLA SETA: su iniziative internazionali per la sicurezza delle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi nel mar Mediterraneo (4-03510) (risp. CRAXI, sottosegretario di Stato per gli affari esteri)
FLERES: sull'assunzione di candidati risultati idonei nel concorso per educatore penitenziario (4-03626) (risp. BRUNETTA, ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione)
GENTILE: su lavori di ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria (4-03259) (risp. MATTEOLI, ministro delle infrastrutture e trasporti)
PINOTTI: sull'acquisto di un quadro a tempera su tavola attribuito a Ludovico Brea (4-03193) (risp. BONDI, ministro per i beni e le attività culturali)
POLI BORTONE: sul concorso della Puglia alla ripartizione del Fondo di solidarietà nazionale (4-02912) (risp. GALAN, ministro delle politiche agricole alimentari e forestali)
STIFFONI: sul risarcimento dei danni provocati da un incendio al Consorzio fra i caseifici dell'Altopiano di Asiago (4-02354) (risp. SAGLIA, sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico)
THALER AUSSERHOFER: sull'introduzione in Italia del contrassegno invalidi unico a livello europeo (4-03555) (risp. MATTEOLI, ministro delle infrastrutture e trasporti)
ZANOLETTI: sull'ipotesi di talune varianti rispetto al progetto per la realizzazione dell'autostrada Asti-Cuneo (4-03551) (risp. MATTEOLI, ministro delle infrastrutture e trasporti)
Interrogazioni
POLI BORTONE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri per le riforme per il federalismo, per la semplificazione normativa e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale - Premesso che:
è in fase di preparazione lo schema di decreto attuativo della devoluzione fiscale ai Comuni;
purtroppo, nonostante lo spirito di collaborazione mostrato da forze politiche, anche di opposizione, il provvedimento, che presto sarà varato, approderà con un forte squilibrio territoriale, visto che sei Regioni del Sud sono state tenute ai margini del tavolo politico e di quello tecnico;
infatti, nella Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale, i parlamentari di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia non sono stati rappresentati nell'Ufficio di presidenza;
è noto che la Sicilia, come tutte le Regioni a statuto speciale, ha problematiche diverse, al punto che i decreti delegati non si applicano alle Regioni autonome;
nella Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale (Copaff) del Ministero dell'economia e delle finanze lo squilibrio è vistoso. Le nomine del Governo vedono 14 componenti scelti da Ministri del Centro-Nord contro uno indicato da un Ministro del Sud;
le nomine degli enti locali garantiscono la presenza di tre Regioni del Sud (Calabria, Campania e Molise), tuttavia, al momento della nomina del Consiglio di Presidenza della Copaff, il Sud non è stato rappresentato mentre la Lombardia ha quattro componenti su cinque;
la Copaff per regolamento va convocata "almeno una volta al mese". Tra gennaio e maggio si è invece riunita in sede plenaria, cioè con la presenza dei rappresentanti del Sud, solo una volta, e le sedute del Consiglio di presidenza sono state invece otto;
infine, clamorosa, ad avviso dell'interrogante, è la composizione del gruppo sulla perequazione, tema chiave per il Mezzogiorno: le Regioni rappresentate sono Liguria, Emilia-Romagna e Lazio, il Sud, invece, è assente,
si chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri in indirizzo non ritengano che vi sia nella rappresentazione presso il Copaff e il gruppo di perequazione una mancanza di equilibrio territoriale e, di conseguenza, di trasparenza.
(3-01627)
Interrogazioni orali con carattere d'urgenza ai sensi dell'articolo 151 del Regolamento
SERRA - Al Ministro dell'interno - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante, sul sito di una radio privata, un video mostra chiaramente come durante l'incontro avvenuto a Roma il 6 ottobre 2010 tra Gianni Alemanno e Umberto Bossi - il cosiddetto "pranzo della pace" - di fronte a Montecitorio, un manifestante della Lega Nord abbia colpito con l'asta di una bandiera una ragazza facente parte del gruppo di romani che contestava la presenza dei leghisti in quel frangente. Fino a quel momento - da quanto si evince dal video - gli scontri tra i due gruppi di manifestanti avevano avuto natura esclusivamente verbale, si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo increscioso episodio, che avrebbe potuto scatenare una pericolosa escalation di violenza, nonché dell'identità del suo autore e se abbia già preso i dovuti provvedimenti;
se i manifestanti della Lega Nord abbiano avuto dalla Questura di Roma i necessari permessi per manifestare in diverse strade e piazze della capitale, così come hanno fatto nella medesima giornata.
(3-01626)
PEDICA - Al Ministro della salute - Premesso che:
l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) è ente pubblico non economico vigilato dal Ministero della salute;
l'Agenas è uno degli enti pubblici destinatari del 5 per mille dell'imposta sui redditi delle persone fisiche per finalità di ricerca in ambito sanitario;
il 1° agosto 2007 la Conferenza Stato-Regioni riordina il sistema nazionale di educazione continua in medicina (ECM) e individua l'Agenas come "casa comune" a livello nazionale del sistema;
l'Agenas, ai sensi dell'art. 2, commi 357 e seguenti, della legge n. 244 del 2007 (legge finanziaria per il 2008), ha assunto la competenza esclusiva in materia di ECM, competenza questa che prima era propria del Ministero;
per assicurare il funzionamento del sistema ECM, l'Agenas incassa, da soggetti privati e pubblici, oltre 10.000.000 euro annui quali rimborsi spese (tariffe) previsti all'articolo 92, comma 5, della legge n. 388 del 2000, per accreditare - a livello nazionale - la formazione obbligatoria per tutte le professioni sanitarie impiegate sia nel pubblico sia nel privato;
in dipendenza di detto trasferimento di competenze l'Agenas ed il Ministero hanno stipulato nell'anno 2008 una convenzione finalizzata ad assicurare il rapido completamento delle relative procedure di trasferimento: tale convenzione, per l'inefficienza dell'Agenas protrattasi nel tempo, è stata reiterata e prorogata più volte e si è definitivamente conclusa lo scorso 31 agosto 2010;
in dipendenza di tali nuove competenze, l'organo di direzione dell'Aegnas, previa informativa al consiglio di amministrazione, ha deliberato l'indizione di una procedura di evidenza pubblica a trattativa privata volta all'acquisto di un immobile da destinare a propria sede istituzionale a Roma, atteso che l'attuale sede di via Puglie n. 23 risulta assolutamente inadeguata alle nuove finalità istituzionali e non in regola con le normative che la legge prevede in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro;
risulta all'interrogante che le procedure sarebbero state strumentalmente protratte fino ad oggi, al fine di rendere possibile il prossimo acquisto di un immobile privo sia dei requisiti indicati dallo stesso ente nella procedura pubblica, sia dei requisiti minimi di sicurezza previsti dalla vigente normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, e sul cui effettivo stato vi è una dettagliata perizia tecnica che ne evidenzia le molteplici gravissime carenze rendendo palese, da parte degli organi di presidenza, di direzione e di controllo dell'ente, un comportamento caratterizzato dall'assoluto dispregio dei più elementari dettami di trasparenza, buon andamento e imparzialità dell'attività amministrativa di cui all'art. 97 della Costituzione;
a seguito dell'inerzia colpevole ed inspiegabile degli organi di indirizzo (consiglio di amministrazione), di direzione e gestione (direttore) e di controllo (collegio dei revisori) dell'Agenas, il sistema nazionale ECM rischia di collassare, sebbene i recenti fatti di cronaca rendano chiaro come il pubblico denaro non possa essere speso in attività di minore spessore, quando la formazione degli addetti alla sanità nazionale manifesta ogni giorno gravi carenze;
nonostante l'assoluta inadeguatezza degli attuali locali di via Puglie, l'Azienda sanitaria locale competente a vigilare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro risulterebbe all'interrogante provvidenzialmente compiacente nell'omettere la vigilanza;
da alcuni mesi, in assenza di ogni decisione sull'acquisto di una nuova sede, risulta all'interrogante che l'Agenas impieghi il denaro pubblico nel pagamento di ingenti canoni di affitto per numerose postazioni di lavoro a Roma, in via del Fornetto, nonché per il pagamento di sale per le riunioni degli organi e degli organismi del sistema nazionale ECM, per una cifra che supera i 18.000 euro mensili, con evidente danno erariale sul quale, peraltro, l'organo di controllo si astiene dal formulare rilievi;
risulta all'interrogante che il personale dipendente, oltre a lavorare in una sede completamente inadeguata, sia umiliato dalla prepotente presenza di consulenti di mediocre professionalità a cui l'Agenas assicura lauti compensi,
si chiede di sapere se non si ritenga indispensabile richiedere le immediate dimissioni di tutti gli organi dell'Agenas e nominare un commissario ad acta per l'espletamento degli atti urgenti necessari all'acquisizione, nel rispetto delle vigenti norme e dei principi di trasparenza, buon andamento e imparzialità, di una nuova sede adeguata alle esigenze del sistema ECM e rispettosa della procedura pubblica, onde evitare la disgregazione del sistema nazionale di formazione continua in medicina e per non mortificare ulteriormente il personale dipendente.
(3-01628)
CARLONI - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
Cercola è un comune della provincia di Napoli con circa 19.127 abitanti;
fino al 2009 il Comune è stato un ente sostanzialmente sano, con bilancio florido, rispettoso del patto di stabilità e delle normativa vigente, con una pianta organica di 54 dipendenti;
sono pervenute all'interrogante numerose segnalazioni in ordine a ripetuti e gravi illeciti amministrativi e contabili che si sarebbero verificati presso il Comune dall'insediamento della nuova amministrazione comunale e del sindaco dottor Pasquale Tamarro;
in particolare, si segnala che lo stesso sindaco con proprio atto - prot. n. 15882 del 12 giungo 2009 - avrebbe chiesto all'agenzia dei segretari comunali, in sostituzione del segretario generale posto in ferie dallo stesso sindaco per un mese, l'assegnazione di un nuovo segretario generale; tale richiesta veniva avanzata dal sindaco nonostante in Comune fosse già presente la figura deputata per legge a tale sostituzione, ovvero il vice segretario generale;
la situazione è considerata illegittima con diverse note dal segretario generale titolare, dal collegio dai revisori e dal responsabile del servizio finanziario;
con delibera della Giunta comunale n. 68 del 2009 viene conferito mandato al sindaco di nominare il direttore generale dell'ente, stabilendo che la spesa per il direttore avrebbe trovato capienza dalle economie di spesa relative al mancato perfezionamento, pro tempore, delle procedure di assunzione di talune figure professionali di cui alla deliberazione della Giunta comunale n. 30 del 28 agosto 2008;
a quanto risulta all'interrogante, tale atto non viene portato in esecuzione in quanto il responsabile del servizio finanziario ed il segretario generale titolare, con proprie comunicazioni, rilevano la necessità di seguire un corretto iter e di procedere alle dovute variazioni di bilancio;
con propria delibera, la Giunta comunale n. 105 del 30 ottobre 2009 approva una variazione di bilancio per l'esercizio 2009 che prevede un appostamento di somme per la copertura finanziaria della nomina del direttore generale. Tale appostamento risulta, però, sufficiente per la copertura fino al 31 dicembre 2009;
il sindaco con decreto n. 1 del 30 ottobre 2009, senza alcun avviso ad evidenza pubblica, procedeva alla nomina del direttore generale del Comune di Cercola nella persona del dottor Eugenio Piscino, fino alla scadenza del mandato di sindaco, quindi ben oltre il termine del 31 dicembre 2009 e in netto contrasto con quanto stabilito con il mandato ricevuto con delibera della Giunta comunale n. 68 del 2009. Il compenso a favore del dottor Eugenio Piscino viene fissato in 120.000 euro annui;
il collegio dei revisori dei conti dell'ente, nella persona del suo presidente dottor Antonio Boccia, con nota prot. n. 24791, in data 2 novembre 2009, esprime parere non favorevole alla proposta di variazione di bilancio poiché in contrasto con il dettato previsto dall'art. 3, comma 120, della legge n. 244 del 2007 e, in particolare con la delibera della Giunta comunale n. 30 del 28 agosto 2008; inoltre, nella stessa nota, si rilevava altresì che la stessa delibera si poneva in netto contrasto con il disposto dell'art. 76, comma 5, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008;
tale parere non viene allegato alla deliberazione n. 105 del 30 dicembre 2009 cui, al contrario, è allegato il parere favorevole espresso dal nuovo collegio dei revisori dei conti, nel frattempo nominato, composto dal dottor Girelli (dirigente della Prefettura di Napoli), dottor Palumbo, e dottor Del Giudice, in cui si esprime parere favorevole alla proposta di nomina del direttore generale in quanto la copertura finanziaria è ritenuta consistente;
il direttore generale stipula un contratto con scadenza 31 dicembre 2009;
il Consiglio comunale di Cercola del 22 dicembre 2009 ratifica la delibera n. 105 del 30 ottobre 2009 che fissa esclusivamente alla data del 31 dicembre 2009 gli appostamenti finanziari a copertura della nomina del direttore generale, come da parere del collegio dei revisori prot. n. 27358/09;
con delibera della Giunta n. 140 del 30 dicembre 2009, priva di pareri, vengono adottati indirizzi programmatici figura ai sensi dell'art. 108 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 (TUEL) a bilancio ormai chiuso, per la copertura finanziaria relativa all'incarico di direttore generale;
in data 30 dicembre 2009 la Giunta adotta il piano triennale delle assunzioni, con la previsione della figura del direttore generale, con il parere favorevole del nuovo collegio dei revisori costituitosi a dicembre. Il nuovo collegio sindacale definisce l'esistenza della copertura finanziaria fino al 31 dicembre 2009 rimandando per gli anni 2010 e 2011 al bilancio 2010 non ancora approvato;
all'interrogante risulta che, in data 31 dicembre 2009 il direttore generale, illegittimamente, avrebbe firmato un atto di liquidazione per la sostituzione del segretario generale in quanto non esisteva appostamento in bilancio;
con diverse note sia il responsabile finanziario che il responsabile del personale hanno rilevato l'impossibilità di stipulare un nuovo contratto con il direttore generale in assenza della copertura finanziaria; a seguito di tale certificazione i due responsabili sono stati revocati dall'incarico;
con nota prot. n. 48 del 4 gennaio 2010 il sindaco, prima della pubblicazione della deliberazione n. 140/09, invita il vice segretario responsabile competente a procedere alla prosecuzione del contratto sulla base della deliberazione del 30 dicembre non ancora pubblicata;
con decreto n. 2 del 2010 il sindaco conferisce, senza alcuna necessità e nell'assenza totale di ogni procedura pubblica, al dottor Saverio Barone, dipendente del Comune di Arzano, l'incarico di responsabile del servizio finanziario approfittando dell'assenza, per un solo giorno di malattia, del titolare del servizio; per l'incarico al dottor Barone viene riconosciuto il compenso simbolico di un euro;
con nota prot. n. 456 dell'11 gennaio 2010 il segretario generale comunica al dottor Piscino, direttore generale dell'ente, che in assenza di contratto non avrebbe potuto svolgere alcuna funzione, benché avesse già sottoscritto alcuni atti, anche importanti;
con decreto sindacale n. 3 del 13 gennaio 2010 il sindaco conferisce la responsabilità del servizio finanziario al dottor Barone, revocando il titolare; l'atto non porta l'attestazione di copertura finanziaria giacché il responsabile finanziario che avrebbe dovuto attestarne la capienza contabile era stato revocato;
l'atto di programmazione delle assunzioni del 30 dicembre 2009 non prevede alcuna assunzione di un responsabile del servizio finanziario categoria D3;
in data 14 gennaio 2010 prot. n. 769 il dottor Barone, facendo seguito ad una riunione presso la sede comunale alla presenza del presidente del collegio dei revisori (dottor Girelli) attesta la copertura finanziaria, richiamando l'articolo 163 del TUEL e quindi i dodicesimi di bilancio;
con proprio atto prot. n. 918 del 2010 il sindaco revoca l'incarico al responsabile del personale e contestualmente attribuisce il settore alla responsabilità del comandante della Polizia municipale, tecnico esterno in rapporto part time al 50 per cento. Il comandante della Polizia municipale firma il contratto del direttore generale in data 16 gennaio 2010, un contratto che risulta del tutto differente rispetto al precedente e arricchito di benefit non presenti nel precedente contratto;
a seguito del decreto n. 7 del sindaco, il dottor Barone, responsabile pro tempore del servizio finanziario, firma il contratto del dottor Maiello, comandante della Polizia municipale;
considerato, inoltre, che a quanto risulta all'interrogante:
il presidente del collegio dei revisori dottor Ghirelli, dirigente della Prefettura di Napoli, ricopre l'incarico di presidente del collegio dei revisori contabili presso il Comune di Cercola ed è titolare di incarichi di rilievo presso vari Comuni ed enti della provincia di Napoli tra cui i Comuni di San Gennaro Vesuviano, Comiziano, di San Vitaliano e molti altri come risulta dalla consultazione dell'elenco di cui al decreto legislativo n.165 del 2001;
nonostante la normativa vigente impedisca l'assunzione del direttore generale negli enti fino a 100.000 abitanti, il Comune di Cercola intenderebbe procedere alla stipula di un nuovo contratto alla scadenza di quello in essere che ha validità fino al mese di agosto 2010;
difatti il sindaco con proprio decreto n. 16 del 23 luglio 2010 ha delegato, per il tempo strettamente necessario, il segretario generale dottor Giorgio Ricci per la sottoscrizione del contratto de quo, stante l'impossibilità del dottor Piscino a sottoscrivere un contratto con se stesso;
il dottor Giorgio Ricci ha rinunciato alla delega affidatagli dal sindaco;
il sindaco con decreto n. 17 del 30 luglio 2010 ha delegato il signor Luigi De Rosa alla stipula del contratto del direttore generale fino alla scadenza del mandato sindacale. Il contratto sottoscritto in data 30 agosto 2010, per 120.000 euro annui, non è parametrato né rispetto alla retribuzione del segretario generale né in relazione alla popolazione ovvero al numero dei dipendenti; tale contratto prevede in aggiunta un bonus di retribuzione di 4 mesi in caso di cessazione anticipata del contratto;
presso la Procura generale della Corte dei conti è già in corso un procedimento per i gravi atti sottoscritti dal sindaco;
il sindaco in carica avrebbe: 1) affidato al comandante della polizia locale l'incarico di responsabile del personale pur sapendo che lo stesso è un soggetto impossibilitato ad assumere tale incarico in quanto già impiegato presso il Comune di Cicciano con incarico fiduciario ex art. 110 del TUEL; 2) affidato il complesso sportivo pubblico, costituito da stadio di calcio omologato per categorie superiori, palazzetto dello sport per diverse discipline, campi da tennis, pista di atletica spogliatoi sevizio ristoro, compreso parcheggio e casa per il custode, per un importo di poco superiore a 1.000 euro mensili. Tale affidamento prevede altresì l'obbligo di assumere cinque lavoratori socialmente utili, obbligo disatteso dalla ditta affidataria; la Giunta comunale, in materia di personale, avrebbe deliberato progressioni verticali, in contrasto con quanto previsto dalla normativa vigente in materia; a seguito di una procedura concorsuale, per un posto categoria C, è risultato vincitore il figlio del sindaco di Cercola in carica; con delibera della Giunta comunale n. 39 del 1° aprile 2010, l'amministrazione comunale deliberava una variante semplificata, ai sensi della legge regionale n. 16 del 2004, delle norme tecniche di attuazione del vigente piano regolatore generale, totalmente in contrasto con la normativa vigente ed in particolare con la stessa legge regionale n. 16 del 2004, nonché con il piano paesistico dei Comuni vesuviani, tanto che vi sono state osservazioni, da parte del WWF e di Italia Nostra. La delibera della Giunta è stata adottata in contrasto con le disposizioni del TUEL e dell'art. 38, comma 3, dello statuto comunale;
il 26 novembre 2009 i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di elementi di spicco del clan camorristico dei Sarno. Tra gli arrestati il consigliere comunale di Napoli Achille De Simone, residente a Cercola, posto agli arresti con l'accusa di violenza privata per aver impedito la realizzazione di uno sportello antiracket a Cercola. Il consigliere Achille De Simone è stato assessore allo sport ed all'ecologia della Giunta comunale Tammaro di centro-destra del Comune di Cercola nel periodo 2008-2009;
durante le sedute del Consiglio comunale del 9 e 28 settembre 2010 per l'approvazione del rendiconto e della salvaguardia di bilancio, alcuni consiglieri hanno presentato un documento che rilevava illegittimità ed irregolarità contabili ed amministrative presenti nei documenti in approvazione, che rendevano del tutto illegittima la discussione e l'approvazione delle delibere consiliari;
nel luglio 2010 un componente del collegio dei revisori dei conti del Comune, il dottor Marino Del Giudice, è stato interessato da un provvedimento di restrizione della libertà, divieto di dimora a Napoli e provincia, per i reati di concorso in truffa e bancarotta come riportato da "il Mattino" di Napoli del 14 settembre 2010. Dal luglio 2010 il dottor Del Giudice non partecipa alle riunioni del collegio dei revisori e nei suoi confronti non si è ancora provveduto con un atto di decadenza e/o di revoca,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario assumere, con la massima urgenza, gli atti di propria competenza volti a verificare la veridicità dei gravi fatti esposti in premessa, avviando, qualora ne esistano le condizioni, le procedure di commissariamento dell'ente, al fine di ristabilire il rispetto della normativa vigente e la trasparenza nella gestione amministrativa nel Comune di Cercola.
(3-01629)
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
DE ECCHER - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il 20 ottobre 2009 l'interrogante ha presentato l'atto di sindacato ispettivo 4-02128 (ad oggi ancora senza risposta) riguardante l'archiviazione di un esposto presentato nel 1999 dal signor Daniel Cerrato, trasmessa dal Tribunale di Trento alla Procura della Repubblica di Salerno;
nel citato atto si riporta che detta denuncia fu archiviata come "anonima" cagionando gravi danni alla parte in causa;
considerato che all'interrogante risulta che:
nel 1995 nell'ambito della procedura civile rubricata RG1213/95 del Tribunale di Salerno riguardante il signor Daniel Cerrato, il giudice avrebbe accolto l'istanza di sequestro dei beni oggetto dell'atto di cessione di cui veniva chiesto l'annullamento;
nel 2009, il Tribunale di Salerno avrebbe rigettato l'istanza di dissequestro dei beni e di estinzione del procedimento presentata dalla controparte;
tale istanza sarebbe stata ripresentata successivamente;
il giudice preposto sarebbe stato sostituito prima dell'inizio dell'udienza di discussione della predetta istanza;
il nuovo giudice avrebbe, poi, accolto la richiesta di dissequestro;
tale conclusione ha cagionato ulteriori e gravi danni al citato signor Cerrato;
l'interrogante chiede di sapere se al Ministro in indirizzo risultino i criteri in base ai quali si sono svolte le vicende narrate e, in caso affermativo, se ritenga di dover predisporre un'ispezione presso gli uffici giudiziari di Salerno al fine di chiarire tale vicenda ed altri eventuali casi analoghi verificatisi presso il Tribunale di Salerno.
(4-03790)
OLIVA, BURGARETTA APARO - Al Ministro dell'interno - Premesso che:
si è in presenza di un clima politico e sociale che appare sempre più appesantito e che desta serie preoccupazioni;
si sono verificati numerosi fatti inquietanti che hanno fatto oggetto la Confederazione italiana sindacati dei lavoratori (CISL) e il suo Segretario generale, Raffaele Bonanni, non semplicemente di contestazioni, ma di veri e propri attentati;
negli ultimi giorni gli attacchi alle sedi della CISL si sono moltiplicati e perfino la sede nazionale di Roma è stata oggetto di un'azione violenta da parte di un gruppo di persone non identificate;
la libertà di opinione e la libertà di associazione sono diritti fondamentali e, più in particolare, l'articolo 39 della Costituzione tutela esplicitamente la libertà dell'organizzazione sindacale,
si chiede di sapere quali iniziative siano state o saranno prese dal Ministro in indirizzo per tutelare l'organizzazione sindacale CISL e i suoi dirigenti da episodi di squadrismo e da continui attacchi intimidatori, anche al fine di evitare che fatti ancora più gravi possano accadere.
(4-03791)
POLI BORTONE, PISTORIO - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:
i giovani dopo la maturità si trovano costretti a decidere non solo se continuare gli studi all'università, ma anche dove svolgere tali studi;
ciò è dovuto al fatto che i test di ingresso vengono svolti dalle facoltà presso le singole sedi universitarie, senza la possibilità, poi, di cambiare sede universitaria a selezione avvenuta. Ciò determina il fatto che molti studenti si vedono costretti a chiedere di svolgere l'esame del test d'ingresso presso sedi universitarie anche lontane dalla propria residenza, per vedere aumentare le possibilità di successo in base a semplici analisi statistiche;
lo studente, una volta superato il test di ingresso, è costretto a rimanere nella sede universitaria in cui ha superato il test, con la forte probabilità di rimanere in quel territorio, in futuro, anche per il suo lavoro;
come è evidente, la fuga di cervelli dal Meridione inizia già da questo momento,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga che i test d'ingresso per i corsi di laurea a numero programmato possano essere svolti in sede nazionale con graduatoria unica, per consentire che gli studenti vincitori possano scegliere le sedi universitarie in base al loro posizionamento in graduatoria, fino ad esaurimento dei numeri programmati in ciascuna sede universitaria, analogamente a quanto già avviene per il concorso in magistratura;
se non ritenga opportuno proporre modifiche alla legislazione vigente relativa alle modalità di svolgimento dei test d'ingresso alle facoltà a numero programmato al fine di prevederne lo svolgimento in sede nazionale.
(4-03792)
DIVINA - Ai Ministri dello sviluppo economico e degli affari esteri - Premesso che:
l'Italia intrattiene buoni rapporti sia con la Repubblica popolare cinese sia con Taiwan;
pur di fronte alla grande differenza di estensione territoriale e di popolazione tra Taiwan e la Cina continentale, la prima ha dimostrato uno straordinario livello di sviluppo economico, favorito da istituzioni pienamente democratiche;
moltissime sono le imprese taiwanesi che investono oggi nella Cina continentale e viceversa, raggiungendo così grandi risultati, superando i difficili rapporti politici che sono intercorsi tra le due parti negli ultimi 60 anni;
tra Pechino e Taipei, negli ultimi due anni, sono stati stilati 12 accordi giuridici, commerciali, turistici, sanitari e di altro genere, ristabilendo collegamenti diretti per via aerea e marittima, favorendo il mercato dei trasporti dei due Stati;
il 29 giugno 2010, Cina e Taiwan hanno firmato un importante e significativo accordo quadro di cooperazione economica bilaterale;
l'Italia, dal 1994, ha aperto a Taipei - come quasi tutti i Paesi dell'Unione europea - un ufficio di promozione economica, commerciale e culturale che dipende dal Ministero degli affari esteri e che svolge una essenziale funzione di raccordo tra i due Paesi;
a questo si affianca un importante ufficio dell'Istituto per il commercio con l'estero (ICE) di promozione dipendente dal Ministero degli affari esteri;
considerato che:
si sono intensificati gli incontri avvenuti nel corso del 2010 in Italia, a Lecce, Catania, Treviso, Trento, fra delegazioni di Taipei e associazioni di categoria italiane;
a quanto risulta all'interrogante si paventa la possibilità di chiudere, o comunque drasticamente ridurre, l'ufficio ICE di Taipei;
nel 2009, l'interscambio economico tra Taiwan e l'Italia è stato di circa 4 miliardi di dollari USA, cioè un sesto di quello con la Cina continentale: le proporzioni - 23 milioni di abitanti rispetto a 1.300.000 - dimostrano il rilievo e le potenzialità del mercato taiwanese;
recentemente, è stato costituito, a livello tecnico dei rispettivi organi economici competenti, il «Foro italo-taiwanese di cooperazione economica, commerciale e finanziaria» proprio per cogliere le grandi opportunità che Taiwan offre per i nostri prodotti e per le nostre imprese, con particolare riferimento al settore delle infrastrutture e al comparto delle nano e bio tecnologie dove Taiwan è all'avanguardia mondiale;
ad oggi, lo staff dell'ufficio di promozione italiano a Taipei è di circa 12 persone pari alla metà del personale dell'ufficio olandese; ad un quinto del personale degli uffici tedeschi e francesi; ad un nono di quello degli uffici britannici presenti a Taiwan con una delegazione di oltre 100 componenti,
si chiede di sapere:
se il Governo non ritenga opportuno incrementare l'organico dell'ufficio ICE a Taipei;
se non ritenga opportuno, nell'interesse del Paese, mantenere e potenziare gli uffici italiani a Taiwan.
(4-03793)
LANNUTTI - Al Ministro della salute - Premesso che:
in data 17 febbraio 2010 il Ministero della salute ha emanato una circolare n. 6436 dove si proibisce l'uso della pubblicità via Internet alle ditte con sito e-commerce di vendita per prodotti come presidi medici. La sanzione prevista è da 2.600 a 15.000 euro per ogni singolo prodotto pubblicizzato;
la circolare stabilisce che, per mettere in vendita questi prodotti (non solo prodotti ad uso medico, ma anche un semplice test per la gravidanza oppure per l'alcool che si acquista anche da privato), le aziende venditrici e produttrici devono chiedere, per il testo da inserire su Internet , prodotto per prodotto, l'autorizzazione al Ministero che valuta e per ogni prodotto rilascia un'autorizzazione;
le aziende venditrici interessate, così come le aziende produttrici, le quali, allo stesso modo, fanno uso della pubblicità su Internet di prodotti medici, lamentano di non essere venute a conoscenza della nuova circolare n. 6436, e al tempo stesso, di ricevere i controlli dei Nuclei antisofisticazioni e sanità (Nas) da cui vengono sanzionate con multe di importo elevato per mancato adeguamento a quanto prescritto da essa;
considerato che:
ogni ditta, sul proprio sito, ha almeno un centinaio di prodotti in vendita, il che vuol dire centinaia di migliaia di euro di verbali che soprattutto le piccole aziende non possono sostenere rischiando di dover chiudere l'attività;
la Direzione generale dei farmaci e dei dispositivi medici e la Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario del Ministero hanno predisposto il documento auspicando che esso possa, da una parte, facilitare il lavoro degli operatori professionali del settore e, dall'altra, continuare a garantire la più rigorosa protezione del consumatore, con riguardo a prodotti che hanno un significativo impatto sulla salute,
si chiede di sapere se sia stata data l'opportuna e necessaria pubblicità alla circolare di cui in premessa e, nel caso di accertamento di inadeguata pubblicità, quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda assumere al fine di portare a conoscenza della normativa sia i cittadini che le aziende interessate per permettere loro di adeguarsi senza incorrere in pesanti multe.
(4-03794)
LANNUTTI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:
la Banca d'Italia ha obbligato gli istituti a mettere a fianco di ogni conto corrente l'indice sintetico di costo annuo (ISC) e, come risposta, le banche, a cascata, hanno iniziato con i rincari a carico dei clienti;
c'è chi non faceva pagare il bonifico permanente e ora chiede fino a 4,5 euro, come il Monte dei Paschi di Siena. Chi non richiedeva alcuna commissione per la domiciliazione delle utenze e adesso chiede 85 centesimi, come Ubi. Chi non prevedeva alcun costo per l'effettuazione di bonifici via Internet e oggi invece applica una commissione di un euro (sempre Mps). In più è spuntato un nuovo costo nelle banche: la rata finanziamenti per acquisti, pari a un euro, da parte di Mps e della Popolare di Milano;
a quanto risulta dall'articolo di Alessandra Puato pubblicato sul "Corriere della Sera" del 27 settembre 2010 sono due le cause alla base dei ritocchi: l'entrata in vigore della direttiva europea su incassi e pagamenti 2007/64/CE, recepita con decreto legislativo 11 del 27 gennaio 2010, che toglie alle banche l'introito sui giorni di valuta (in particolare sui bonifici); e l'adeguamento alla maggiore trasparenza voluto dalla Banca d'Italia, ISC in testa. Nel citato articolo si legge: «Ci aspettavamo i rincari - dice Chiara Fornasari, partner di Prometeia -. Le banche stanno recuperando su queste commissioni i maggiori costi sostenuti, il lavoro in più»;
la forbice dei tassi, intanto, continua ad allargarsi: il rendimento medio di un conto corrente è attorno allo 0,04 per cento, contro un tasso massimo sullo scoperto di conto che arriva ormai al 14,58 per cento (in assenza di fido). Un punto in più rispetto al 13,91 per cento di maggio;
nell'articolo vengono analizzati i conti correnti per famiglie di sei istituti, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bnl, Bpm, Ubi. Alcuni hanno ritoccato le spese al rialzo, in particolare proprio il Monte dei Paschi presieduto da Giuseppe Mussari, da luglio Presidente anche dell'Associazione bancaria italiana, e Ubi. Altri no, come Intesa Sanpaolo, Bnl e Unicredit (che però era già intervenuta su canone e prelievi in primavera). «La media naturalmente è quella di Trilussa, ma lo stesso significativa. A fianco dei picchi, nelle operazioni in filiale e con i contanti, da evitare assolutamente - un bonifico per cassa allo sportello costa ancora fino a 8,5 euro (Intesa Sanpaolo) e il pagamento delle utenze, sempre allo sportello e per cassa, sfiora i 6 euro (5,8 euro in Bpm) - sono cresciuti gran parte dei costi medi»;
continuando con i costi relativi ai bonifici l'articolo riferisce che per l'«effetto Mps», in media sono saliti tutti: «6,81 euro quelli per cassa (era 6,73), quasi 2 euro quelli permanenti (1,88 euro contro 1,28 a maggio), 54 centesimi on line (erano 37)». In compenso, è sceso da 4,03 a 3,86 euro il bonifico allo sportello con addebito in conto, sempre per l'effetto Mps, che ha ridotto questa spesa;
inoltre con Ubi che rompe il fronte dei servizi gratuiti, ora si pagano persino le domiciliazioni: 14 centesimi in media. Nel citato articolo si legge che «il gruppo guidato da Victor Massiah (che, fra l'altro, ha anche alzato il costo del prelievo Bancomat su altra banca, da 1,8 a 1,9 euro) è l'unico finora a chiedere questa commissione, ma c'è da credere che seguiranno altri»;
anche «pagare le bollette per cassa costa in media ormai 4,15 euro (era 3,81), allo sportello con addebito in conto 2,32 euro (era 2,30), via Internet 76 centesimi (erano 72)»;
si legge ancora: «"Abbiamo alzato i costi, che ricordiamo sono solo per i nuovi clienti, per due motivi - dice Mps-. Primo, perché i nostri listini erano fermi da anni. Secondo, per l'impatto della direttiva su servizi e pagamenti, che ha spinto le banche a riequilibrare la struttura dei costi. Per noi ci sono maggiori oneri, perché elimina totalmente i ricavi dai giorni-valuta"»;
a rimetterci sono i pensionati, che prima "con operatività media" pagavano in media 132 euro all'anno per tenere un deposito in banca, ora 134 euro (+1,5 per cento) e le famiglie che usano frequentemente i servizi bancari: con un rincaro di due euro, da 144 a 14 (+1,4 per cento);
in generale, in soli 120 giorni il prezzo medio di tutti i depositi bancari è salito da 130 a 132 euro, (+1,5 per cento): l'equivalente dell'inflazione media stimata dall'Istat per l'intero 2010;
il paradosso è che questa direttiva è nata, come l'ISC, a vantaggio dei consumatori,
si chiede di sapere:
se, alla luce dei fatti esposti in premessa, il Governo sia a conoscenza di iniziative della Banca d'Italia atte a controllare i comportamenti delle banche a riguardo al fine di tutelare i risparmiatori da rincari arbitrari;
quali iniziative intenda assumere affinché l'entrata in vigore della direttiva europea e l'obbligo imposto da Banca d'Italia agli istituti bancari di mettere a fianco di ogni conto corrente l'ISC non vadano a discapito dei soli cittadini utenti che, con i rincari delle banche e gli aumenti della benzina, delle tariffe autostradali, dei prezzi al dettaglio, del gas, dei treni, dell'assicurazione sulla responsabilità civile dell'auto, stanno diventando ogni giorno più poveri, visto che le famiglie italiane quest'anno in media avranno redditi in aumento tali da compensare la stangata 2010.
(4-03795)
GIARETTA, ARMATO, BARBOLINI, BASTICO, BERTUZZI, BUBBICO, CARLONI, CASSON, CECCANTI, CHIAROMONTE, CHITI, CHIURAZZI, DE SENA, DEL VECCHIO, DELLA SETA, DI GIOVAN PAOLO, FERRANTE, FISTAROL, FONTANA, MAGISTRELLI, GARAVAGLIA Mariapia, MICHELONI, MOLINARI, MONGIELLO, PASSONI, PEGORER, PERDUCA, PERTOLDI, PINOTTI, RUSCONI, VIMERCATI - Al Ministro dell'economia e delle finanze -
(4-03796)
(Già 3-01614)
POLI BORTONE - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale - Premesso che:
Taranto risulta essere la città più inquinata d'Italia a causa della presenza dell'Ilva;
nonostante sia evidente a tutti il protrarsi, ormai da anni, della gravità della situazione ambientale, continua ad essere procrastinata l'adozione dei necessari e più urgenti provvedimenti per la salubrità dell'aria, delle acque a tutela della salute e dei diritti della cittadinanza tarantina;
a giudizio dell'interrogante l'unica cosa riscontrabile è che si cerca, con "sistemi tampone", attraverso annunci ad effetto, di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica;
l'inizio di bonifiche delle aree industriali, finanziate con cospicue risorse regionali, secondo l'interrogante, dovranno avere l'attenzione della Corte dei conti, perché la legislazione vigente statuisce che tali oneri ricadano sugli inquinatori, per il principio secondo cui "chi inquina paga". Nel caso contrario si configurerebbe un danno erariale; per maggior chiarezza la spesa sarebbe sostenuta dagli incolpevoli cittadini che pagano le tasse. Inoltre, tali bonifiche potranno essere efficaci solo se in quelle aree l'inquinamento sarà impedito con ogni mezzo;
il caso della presenza di berillio nel quartiere Tamburi, da poco elevato alle cronache, è il segno di una disattenzione e responsabilità da parte delle istituzioni che, ad opinione dell'interrogante con vaghezza e lassismo, continuano a perdere tempo invece di intervenire subito con le misure necessarie e adeguate per il risanamento dell'ecosistema, a tutela della salute, diritto primario sancito dalla Carta costituzionale,
si chiede di sapere:
se corrisponda al vero che le bonifiche, peraltro poche, delle aree di Taranto inquinate dall'Ilva siano finanziate con risorse regionali e non siano invece a carico dell'Ilva secondo il principio del "chi inquina paga";
se, al di là del referendum che si sta attivando, i Ministri in indirizzo non ritengano di dover immediatamente intervenire per evitare che i cittadini tarantini debbano continuare a subire le conseguenze negative di un insediamento industriale che ormai, da anni, danneggia l'ambiente e la salute dei cittadini di Taranto e delle zone limitrofe.
(4-03797)
PEDICA - Ai Ministri dell'interno, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale - Premesso che:
con decreto del Presidente della Regione Lazio n. 400 del 1° agosto 2006 è stato istituito tra le aree protette della Regione il Monumento naturale Lago di Fondi, la cui gestione è stata affidata all'Agenzia regionale dei parchi del Lazio;
la provincia di Latina ha sin dal principio mostrato contrarietà alla creazione del parco, come conferma la presentazione nel 2006, al Tribunale amministrativo regionale di Roma, della richiesta di sospensiva dell'istituzione del Monumento naturale Lago di Fondi;
con legge regionale 4 dicembre 2008, n. 21, la Regione Lazio ha successivamente aumentato i vincoli di protezione della zona e ha istituito il Parco naturale regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi;
nel luglio 2010 l'intenzione di cancellare il Parco da parte della Provincia di Latina si è nuovamente palesata, con una proposta avanzata dall'Assessore provinciale all'agricoltura, caccia e pesca, Enrico Tiero, che ha incontrato il favore dei consiglieri di centro-destra nella relativa commissione;
in data 20 settembre 2010 l'amministrazione provinciale ha inserito all'ordine del giorno del Consiglio una mozione per proporre l'abrogazione della legge regionale istitutiva del Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, senza riuscire ad approvarla per la ferma opposizione del vicepresidente della Provincia, Salvatore De Monaco, il quale ha chiesto un approfondimento politico sulla questione;
sebbene la Provincia non abbia il potere di abrogare una legge regionale, qualora il punto trovasse parere favorevole, la proposta arriverebbe fino al Consiglio regionale, ente deputato a decidere;
tecnicamente, con la proposta di abrogazione, si vuole tornare allo stato precedente dei luoghi, ovvero alla tutela dei monumenti naturali, ma per il resto l'effetto è quello di cancellare sia i confini che la natura del parco stesso;
in data 27 settembre 2010 si è tenuta una manifestazione per chiedere l'abrogazione dell'ultimo "parco vergogna", così denominato dai promotori dell'iniziativa, organizzata presso il parcheggio antistante la stazione ferroviaria di Monte San Biagio dal comitato "Parco, no grazie", presieduto da Oreste Sanalitro; alla manifestazione hanno aderito il Presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, l'Assessore provinciale all'agricoltura, caccia e pesca, Enrico Tiero, il consigliere regionale Giovanni di Giorgi, l'onorevole Maria Burani Procaccini e il delegato provinciale alle riforme istituzionali e ai rapporti con gli enti locali, Roberto Migliori;
considerato che:
il parco occupa una superficie di 12.000 ettari e comprende nove comuni ed ambienti agricoli, acquatici e forestali di grande importanza per la tutela della biodiversità a livello regionale, da tempo minacciata da fattori quali il degrado dell'habitat, l'abusivismo edilizio, l'intensificazione delle pratiche agricole e il bracconaggio;
l'area interessata dal parco è un tesoro, non solo per i beni naturalistici e paesaggistici, ma per i fiumi di denaro che da lì potrebbero scaturire, non grazie all'ecosostenibilità, ma all'edilizia;
il cuore del parco, sulle sponde del lago di Fondi, è infatti da anni oggetto di appetiti speculativi immobiliari: la Società agricola immobiliare Fondi - SAIF SpA, originariamente denominata Agrim SpA, di Luigi Pacilio, Domenico Pacilio, Antonio Turino e Emilia Barra, adesso amministrata surrettiziamente da Carmela Zaccaria, proprietaria di una vasta area del Salto di Fondi in procinto di diventare edificabile, ha presentato, già più di 10 anni fa, un progetto di lottizzazione che prevede la realizzazione di 5.000 alloggi, una cementificazione pari a 400.000 metri cubi su 400 ettari di cemento, per un valore di 300-400 milioni di euro;
la SAIF SpA ha ottenuto, al tempo, sul progetto di lottizzazione una pronuncia favorevole da parte dell'amministrazione comunale di Fondi che, nel 2006, ha approvato una variante urbanistica per permettere la realizzazione della lottizzazione;
l'istituzione del Monumento naturale Lago di Fondi, immediatamente successiva alla delibera comunale, ha bloccato la variante comunale ponendo un vincolo di tutela paesaggistica sull'area interessata poiché ricompresa nei confini del Monumento naturale;
in seguito alla decisione della Regione Lazio vi è stato un susseguirsi di ricorsi contro il Monumento naturale Lago di Fondi: hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio la SAIF SpA, proprietaria del terreno, quindi la Provincia di Latina e i Comuni della piana di Fondi, mentre il Consiglio dei ministri ha sollevato presso la Corte costituzionale il conflitto di attribuzione avente per oggetto l'istituzione del parco;
ogni ricorso è stato respinto;
lo stesso pericolo di lottizzazione e cementificazione massiccia si riscontra per l'area cosiddetta del "Lido di Caprarica", anch'esso preservato solo grazie all'approvazione del piano territoriale paesaggistico regionale (PTPR), ma sul quale il Consorzio di imprese risalente all'imprenditore Franco Peppe aveva già proposto un intervento simile a quello contenuto nel progetto della SAIF SpA;
rilevato, inoltre, che:
i richiamati progetti di lottizzazione presentano profili di pericolosità non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo della legalità, in quanto risulta all'interrogante che sia la SAIF SpA che il consorzio facente capo a Franco Peppe, siano società che sono all'attenzione delle autorità di pubblica sicurezza per i loro legami con la criminalità organizzata di stampo mafioso;
Franco Peppe, arrestato in data 6 luglio 2009 nell'ambito dell'inchiesta Damasco 2, ed attualmente agli arresti domiciliari, secondo quanto emerso dall'attività investigativa della Direzione distrettuale antimafia di Roma risulterebbe essere un prestanome della mala calabrese all'interno del mercato ortofrutticolo di Fondi, e in data 29 settembre 2010 è stato oggetto, assieme al capo clan Venanzio Tripodo, di un sequestro di beni del valore di 8 milioni di euro;
la SAIF SpA, con sede a Napoli in via Mergellina n. 23, con amministratore unico Ernesto Pacilio, figlio di Luigi Pacilio, è stata segnalata dal questore di Latina, Francesco Migliaccio, con fax datato 22 ottobre 1991, ai prefetti di Napoli e Latina e al questore di Napoli, nonché al Ministero dell'interno e all'Alto Commissariato per la lotta alla mafia, in quanto la società risultava una "presunta emanazione di organizzazioni criminali", per cui l'imponente impiego di capitali stanziato per la realizzazione della lottizzazione era da considerarsi di "illecita provenienza";
nel 1992, proprio nell'ambito di indagini concernenti lottizzazioni abusive nella zona del Salto di Fondi, il sostituto procuratore De Santis ha anche chiesto, sulla base del rapporto della Guardia di finanza di Latina, l'adozione delle misure di prevenzione previste dalla legge n. 109 del 1996, cosiddetta "legge Rognoni-La Torre" in materia di sorveglianza speciale e sequestro dei beni, nei confronti dei seguenti personaggi, indiziati di appartenere ad associazioni di stampo camorristico: Luigi Pacilio, 57 anni di Napoli; Domenico Pacilio, 34 anni di Napoli, Antonio Turino, 64 anni di Frattamaggiore, Emilia Barra, 61 anni di Cardio e Luciano Turino, 36 anni di Frattamaggiore;
tre sono state le procure ad interessarsi dei soggetti legati alla SAIF SpA: mentre il Tribunale di Latina proponeva la misura di divieto di soggiorno nella provincia di Latina nei confronti dei summenzionati soggetti, vi erano ulteriori indagini correlate nei confronti della famiglia Pacilio da parte della procura di Napoli per il reato di cui all'art. 416-bis del codice penale, mentre nei confronti della famiglia Turino erano stati avviati accertamenti patrimoniali disposti dalla procura di Santa Maria Capua Vetere;
considerato, in ultimo, che l'area del Comune di Fondi è interessata da fenomeni mafiosi di rilevante entità, come hanno dimostrato le due inchieste antimafia, Damasco 1 e Damasco 2, il recente sequestro di 8 milioni di euro a carico di esponenti della criminalità organizzata e imprenditori del luogo, nonché la vicenda, relativa all'anno scorso, del mancato scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione mafiosa, richiesto più volte dall'allora prefetto di Latina, Bruno Frattasi, sulla base delle risultanze della Commissione di accesso che riscontrò in maniera inequivocabile il rapporto tra la criminalità organizzata e l'amministrazione di quel Comune in grado di condizionare lo sviluppo del territorio, richiesta accolta dallo stesso Ministro dell'interno, ma successivamente respinta dal Consiglio dei ministri, che preferì procedere allo scioglimento ordinario,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano, per quanto di propria competenza, che sia da scongiurare qualsiasi ipotesi di abrogazione della legge istitutiva del Parco dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, o di modifica, in senso riduttivo, dei confini dello stesso, così come siano da evitare interventi deregolatori rispetto a quanto prevede il piano territoriale paesaggistico regionale (PTPR) per l'area del "Lido di Caprarica", in quanto potrebbero configurare la possibilità, per le società di cui in premessa, di implementare i progetti edilizi presentati sui territori attualmente interessati dalla tutela paesaggistica in vigore;
con quali strumenti intendano intervenire, d'intesa con la Regione Lazio, per garantire che il descritto pericolo di lottizzazione da parte delle imprese di cui in premessa non venga posto in atto, arrecando in tale modo non soltanto un grave danno ambientale ed ecologico all'area, ma anche immettendo nel tessuto economico del Sud pontino capitali di provenienza illecita e consolidando altresì l'organizzazione criminale di stampo mafioso che si ipotizza sostenga le imprese citate;
quali misure intenda adottare il Ministro dell'interno al fine di impedire una continua espansione degli interessi della criminalità organizzata nel Lazio, ed in particolare nel sud pontino, la cui rilevanza è dimostrata dal recente caso del Comune di Fondi e dai progetti di lottizzazione del Salto di Fondi nonché del Lido di Caprarica.
(4-03798)
POLI BORTONE - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali - Premesso che:
dal rapporto pubblicato, il 30 aprile 2010, dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sulla programmazione finanziaria e l'avanzamento del bilancio comunitario e della spesa pubblica, risultano preoccupanti ritardi nell'attuazione dei programmi di sviluppo rurale delle Regioni per il periodo 2007-2013;
la rilevazione trimestrale sulla spesa sostenuta dalle Regioni al 31 marzo 2010, contenuta in detto rapporto, mostra per i 21 programmi di sviluppo rurale e per la rete rurale nazionale 2007-2013 un avanzamento complessivo della spesa pari ad appena il 19,32 per cento delle attribuzioni del Fondo agricolo europeo per lo sviluppo rurale (FEASR);
le amministrazioni che, al 31 marzo 2010, hanno già completato le annualità di spesa 2007-2008 sono soltanto 6 (Province autonome di Trento e Bolzano e le Regioni Friuli-Venezia Giulia, Marche, Umbria e Valle D'Aosta), mentre, sempre con riferimento alle medesime annualità, risultano ancora da spendere, entro e non oltre il 31 dicembre 2010, circa 615,02 milioni di euro, al fine di evitare il disimpegno automatico dei corrispondenti fondi comunitari;
i maggiori ritardi sono rilevati per le Regioni meridionali e, in specie, per Puglia (131,82 milioni di euro da spendere entro il 2010), Campania (100,97 milioni di euro), Sicilia (95,81 milioni di euro) e Basilicata (84,47 milioni di euro);
il mancato rispetto dei tempi fissati dall'Unione europea ed il conseguente disimpegno dei fondi, oltre a determinare un irreparabile pregiudizio alle imprese agricole interessate e, quindi, alle relative economie territoriali, prefigura anche l'emergere di profili di danno all'erario;
in particolare la Puglia rischierebbe di perdere queste risorse, preziose per gli agricoltori pugliesi,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non intenda far conoscere quale sia, ad oggi, il livello di spesa della Regione Puglia, atteso che anche lo stesso Ministro dovrebbe attivare la dovuta vigilanza sul corretto e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari.
(4-03799)
LANNUTTI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia - Premesso che:
a quanto si legge nell'articolo pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" dal titolo «Nuova P2, Arcangelo Martino: "Lombardi aiutò il premier nell'inchiesta sui voli di Stato"», «Arcangelo Martino, ex assessore del Comune di Napoli scarcerato alcuni giorni fa, è considerato assieme a Lombardi e Flavio Carboni il fondatore dell'associazione segreta che nella Capitale pilotava nomine e interveniva sugli appalti»;
nel citato articolo si legge ancora: «secondo Il Messaggero, Martino nei suoi interrogatori ha chiarito il senso di alcune conversazioni intercettate e ha spiegato: "Lombardi mi diceva che Berlusconi aveva un debito di riconoscenza nei suoi confronti poiché si era adoperato per far archiviare al Tribunale dei ministri l'inchiesta sui voli di Stato utilizzati per portare in Sardegna gli ospiti per le sue feste a Villa Certosa"»;
ed ancora: «si tratta dell'inchiesta partita per gli scatti del fotografo Zappadu della primavera del 2009. Le immagini documentavano l'atterraggio ad Olbia di alcuni aerei della flotta di Stato che trasportavano ragazze e altri ospiti del premier. La procura di Roma aprì un fascicolo per abuso d'ufficio. Gli atti vennero subito trasmessi al tribunale dei Ministri. Ma i magistrati non fecero alcuna indagine e si limitarono a verificare la presenza del premier (o di altri Ministri) assieme agli ospiti sugli aerei fotografati. E decisero di non allargare i controlli agli altri voli di Stato diretti nello stesso periodo in Sardegna. Sempre il Tribunale dei Ministri ha poi archiviato l'inchiesta sui presunti interventi del premier sulla carriera di uno 007 sposato con una delle favorite di Berlusconi, Virginia Sanjust di Teulada»;
nell'articolo di Carlo Bonini a Maria Elena Vincenzi pubblicato su "la Repubblica" il 1° ottobre 2010 si legge: «Martino ricorda che il 19 agosto 2010, ha già spiegato ai pubblici ministeri quale fosse il grado di confidenza tra il sottosegretario Gianni Letta e Lombardi ("Lo chiamava Gianni"). Ha riferito di averli spesso sentiti parlare al telefono (anche se, agli atti, risulta una sola intercettazione tra Lombardi e la segretaria di Letta). Ha aggiunto di essere stato anche lui a Palazzo Chigi, dove Lombardi si intratteneva con Letta discutendo di "candidature" e "carriere". La mattina del 24, la mette giù ancora più spiccia. "Le frequentazioni di Lombardi con il quadro del Partito (il Pdl ndr) erano prevalentemente con Gianni Letta, con Dell'Utri, che conosceva dal '94, e con Verdini. Se poi qualcuno gli avesse chiesto "fai questo", non lo so. Lui lo diceva. Lui diceva: "Al partito non m'hann a scassà (...) Perché ste cose me le devono fare. Perché quando chiedono una cosa io sto a disposizione. E allora loro devono fare queste cose a me"»;
secondo quanto riportato dall'articolo di Vincenzo Mulè pubblicato sul quotidiano "Terra" del 2 ottobre 2010, lo scenario che appare dai verbali di interrogatorio dell'assessore vedrebbe «Silvio Berlusconi e Gianni Letta nelle vesti di registi delle operazioni della presunta loggia d'affari P3. In particolare, nell'interrogatorio del 24 settembre, Martino avrebbe ricostruito le trame che avrebbero preceduto la sentenza della Corte costituzionale sul "lodo Alfano", la controversia fiscale Mondadori e il giro di nomine di magistrati vicini all'organizzazione»;
a quanto si legge nel citato articolo de "la Repubblica", in particolare sul cosiddetto "lodo Alfano", Martino racconta che «Carboni, all'Hotel Eden, il 7 ottobre 2009 consegnò a Dell'Utri "un pizzino" con i nomi dei giudici costituzionali ed il loro presunto orientamento»;
Martino, a quanto risulta dall'articolo, sostiene sul cosiddetto "lodo Mondadori" che «della vicenda si occupò in qualche modo anche l'avvocato Ghedini. Ma non sa dire né come, né quando ("Non so cosa facesse, ma Lombardi quando ne parlava si riferiva anche alla sua attività"). Quindi, aggiunge: "Il trasferimento della controversia fiscale Mondadori alle Sezioni Unite fu un buon vantaggio per loro. Ma fu un ripiego. Loro volevano che la cosa (il ricorso contro la decisione che aveva dato ragione alla Mondadori ndr) venisse bocciata integralmente dalla Cassazione e desse ragione a Berlusconi. A casa di Verdini si parlò di trovare un giudice che decideva in quella direzione là. Poi Lombardi disse: "No, questa cosa non si può fare, il giudice non lo abbiamo trovato. Però abbiamo trovato la soluzione di ripiego. Rinvio alle sezioni unite". Del resto, Lombardi è di casa in Cassazione. E per conto dei suoi amici del Palazzaccio sbriga anche qualche faccenda. Come sistemare il figlio di Antonio Martone, allora avvocato generale in Cassazione. "Martone sosteneva che attraverso il Partito voleva dare una risposta lavorativa al figlio, un commercialista mi pare. Lombardi ne parlò a Dell'Utri che disse: "Vediamo"". O come assicurare una vecchiaia serena all'allora Presidente della Cassazione Vincenzo Carbone: "Voleva un incarico dopo la pensione. Quale non lo so. Ma un incarico importante"»;
l'articolo pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" conclude affermando che «oggi, a testimoniare i buoni rapporti tra il presidente Fargnoli e Lombardi, c'è una telefonata in cui il magistrato parla del ricorso presentato contro l'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del sottosegretario Nicola Cosentino. Secondo il quotidiano romano "Fargnoli avrebbe rassicurato Lombardi dicendogli che gli farà sapere che esito avrà il ricorso per farlo decadere"»;
tutte le circostanze sono state immediatamente smentite dai presunti responsabili,
si chiede di sapere quale sia la valutazione del Governo sulla vicenda esposta in premessa, con particolare riferimento alla possibilità di ipotizzare la costituzione di una nuova P2.
(4-03800)
FERRANTE - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
si apprende dalla lettura dell'articolo "Taranto: magistrato concede arresti a detenuto con tumore, dopo 40 giorni è ancora in carcere" pubblicato, il 6 ottobre 2010, dal quotidiano locale "La Sicilia", l'ennesima drammatica notizia proveniente dalle carceri italiane;
sempre dalla lettura dell'articolo si viene a conoscenza del fatto che le condizioni di salute di Christian Bianchini, detenuto di 28 anni affetto da tumore al fegato, si sono ulteriormente aggravate ma che continua a stare nel carcere di Taranto nonostante dall'inizio di settembre il magistrato di sorveglianza gli abbia concesso gli arresti ospedalieri, ordinandone l'immediato trasferimento a Palermo per essere ricoverato al centro clinico Ismet la cui direzione sanitaria si è detta disponibile ad accoglierlo e sottoporlo ad intervento chirurgico per l'asportazione del tumore;
è però accaduto, a giudizio dell'interrogante in modo incredibile, che l'ordinanza del magistrato di sorveglianza non abbia trovato esecuzione nonostante l'immediata notifica alla direzione della casa circondariale e per conoscenza alla Corte d'appello di Catania (che ha processato Bianchini in rito abbreviato condannandolo a 13 anni di reclusione per mafia e traffico di droga) e al difensore dello stesso detenuto, avvocato Giuseppe Brandino;
il quotidiano catanese riporta, inoltre, anche la denuncia dei genitori del detenuto: allarmati per le condizioni del figlio, che da una settimana a questa parte continua ripetutamente a manifestare perdite di sangue e rifiuta il cibo che gli passa la mensa carceraria, hanno minacciato di presentare una denuncia a carico del direttore della casa circondariale e di trascinare in giudizio i responsabili del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per l'omessa attuazione del provvedimento del magistrato di sorveglianza, nonché per il trattamento disumano cui è sottoposto Christian Bianchini, che, nonostante le sue gravi condizioni di salute, viene tenuto in una cella, senza alcuna assistenza sanitaria da parte dei medici del carcere;
le intenzioni dei genitori di Christian Bianchini sono state recepite dall'avvocato Giuseppe Brandino che ha immediatamente inoltrato una diffida sia al direttore della casa circondariale di Taranto che ai vertici del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, trasmettendone una copia al magistrato di sorveglianza di Taranto, per sollecitare un suo eventuale intervento in grado di sbloccare la pratica del trasferimento all'ospedale Ismet di Palermo;
i motivi della mancata osservanza dell'ordinanza del magistrato sembrerebbero da ricercare nella carenza di risorse finanziarie per sostenere i costi di trasporto del detenuto da Taranto a Palermo. Ma anche se così fosse, i genitori, e non solo loro, si chiedono indignati se per soldi lo Stato possa fare morire un giovane di appena 28 anni,
si chiede di conoscere:
se, a quanto risulta al Ministro in indirizzo, quanto sopra descritto corrisponda al vero e se sia vero, in particolare, che il trasferimento del giovane detenuto non sia eseguito per carenza di risorse finanziarie;
se non intenda aprire urgentemente un'indagine per verificare le responsabilità del caso;
che cosa intenda concretamente fare per dare immediata esecuzione all'ordinanza del magistrato di sorveglianza.
(4-03801)
LANNUTTI - Al Ministro dello sviluppo economico - Premesso che:
l'Autorità per l'energia elettrica ed il gas ha da tempo aperto un'istruttoria sulla posizione dominante dell'Eni e di Snam rete gas nella distribuzione e nello stoccaggio del gas metano, i cui prezzi in Italia sono tra i più elevati d'Europa, proprio a causa del monopolio;
nei giorni scorsi l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, in polemica con il Presidente dell'Autorità Alessandro Ortis, ha affermato che: «L'authority apre molte istruttorie»;
secondo quanto riferito da una articolo pubblicato su "Il Sole-24 ore" del 5 ottobre 2010, l'amministratore delegato dell'Eni, Scaroni, «si riferisce all'indagine che l'Autorità dell'energia vuole condurre sul mercato del metano (si veda il Sole 24 Ore del 3 ottobre), in particolare per capire come mai le importazioni di gas non sono al massimo, gli stoccaggi sotterranei non sono pieni come si dovrebbe prima dell'inverno, ma i prezzi nazionali sono robusti, assai più alti di quelli del mercato internazionale. Scaroni non è allarmato né sull'indagine dell'autorità indipendente presieduta (fino a metà dicembre) da Alessandro Ortis né è preoccupato su una possibile insufficienza di metano in Italia, tenendo conto anche dell'interruzione di una conduttura che arriva dal Nord Europa: "Non credo che ci sia alcun allarme su sicurezza e approvvigionamenti, c'è abbondanza di gas in tutta Europa. Certo c'è questo incidente in Svizzera dove sta franando una montagna. Ci auguriamo che venga riparato al più presto". Ma il presidente dell'authority, Ortis, aveva anche suggerito che l'Eni si liberasse della Snam Rete Gas, per interrompere l'integrazione verticale, cedendola alla Cassa depositi e prestiti. Scaroni non è d'accordo; piuttosto venderà le sue quote nel gasdotto che viene dalla Russia, il Tag, come aveva chiesto in alternativa la Commissione UE. Ma c'è ancora un anno: "Ci vorrà ancora tempo", ha detto sulla cessione delle condutture del Tag alla Cassa depositi e prestiti; "abbiamo dodici mesi di tempo", conclude Scaroni. Ortis - intervenuto ieri per presentare le "bollette trasparenti" che saranno introdotte l'anno prossimo - invece entra nel dettaglio dell'indagine sul metano. "Abbiamo avviato l'istruttoria per capire quando ripartirà il gasdotto Transitgas, ma allo stesso tempo la nostra istruttoria punta anche ad aspetti di mercato", replica il Presidente dell'authority. "Stiamo analizzando l'impatto che l'interruzione in Svizzera ha avuto e avrà in inverno". L'indagine dell'authority "si chiuderà entro tre mesi, forse anche prima". Il Transitgas è il gasdotto che attraversa il territorio svizzero per poi immettersi nella rete italiana». La tubazione è interrotta dalla fine di luglio e importa in Italia il metano estratto dai giacimenti olandesi e norvegesi. Per quanto riguarda le quote di partecipazione dell'Eni nel metanodotto Tag (Trans Austria Gasleitung) che arriva dalla Russia, Ortis afferma che "il soggetto dovrà gestire il Tag, ma sicuramente dovrà garantirne il funzionamento senza discriminazioni"»;
considerato che:
secondo quanto si legge ancora nel citato articolo: «Nel dibattito a distanza tra Scaroni e Ortis si è aggiunta la Lega consumatori, che contesta l'amministratore delegato dell'Eni: Scaroni "ancora una volta si permette di criticare apertamente l'operato dell'Autorità dell'energia - protesta l'associazione. - È un atteggiamento non riscontrabile da parte di alcun operatore nei confronti di nessun'altra autorità di garanzia. Evidentemente Scaroni deve tenere in ben scarsa considerazione il presidente Ortis, oppure sa che tra non molto verrà sostituito"»;
secondo quanto riferito all'interrogante da un esponente della Lega Consumatori, alcuni dirigenti dell'Eni avrebbero fatto una lavata di testa al Presidente dell'associazione Pietro Praderi, minacciando velatamente di denunciarlo alla Consob per turbativa di mercato, come è già accaduto all'interrogante, per un articolo che critica all'amministratore delegato dell'Eni, in quanto tale dichiarazione potrebbe influire sull'andamento delle azioni, attualmente sotto presunta pressione di fondi americani,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza del perché il mercato in esame sia ancora caratterizzato dalla posizione dominante di Eni e Snam rete gas, che continuano a "taglieggiare" i consumatori con bollette del gas più elevate di un buon 30 per cento della media europea, contribuendo in tal modo ad impoverire le famiglie ed a rendere meno competitive le imprese;
se non intenda accertare la veridicità dell'episodio relativo alle velate minacce contro un esponente di un'associazione dei consumatori, che ha il dovere di criticare le politiche predatorie dell'Eni e di Snam rete gas, prendendo a pretesto un noto episodio di intimidazione, vera e propria rappresaglia messa in atto dai potentati economici e bancari, quali Unicredit e l'ex amministratore delegato Profumo servendosi della Consob, a giudizio dell'interrogante compiacente, per screditare l'azione di Adusbef e dell'interrogante, mediante un vero e proprio falso, esaminato dalla Procura della Repubblica di Roma, dopo l'annullamento della sanzione da parte della Corte di Appello di Perugia;
quali misure urgenti intenda intraprendere per imporre agli oligopolisti, quali Eni, di imporre politiche di mercato, con la dismissione di assets quale Snam rete gas, favorendo la pluralità di soggetti e quindi un abbattimento sostanzioso delle tariffe a vantaggio delle famiglie consumatrici e delle imprese.
(4-03802)
MAZZATORTA, MARAVENTANO, VALLI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
Amsa SpA (Azienda milanese servizi ambientali) è società interamente controllata da A2A, società quotata alla borsa di Milano e tra i maggiori azionisti figurano i Comuni di Milano e Brescia, ognuno con una partecipazione di circa il 30 per cento del capitale sociale;
Amsa SpA ha alle proprie dipendenze circa 3.000 lavoratori;
svolge servizi pubblici essenziali nel territorio della città di Milano e nel territorio di alcuni comuni dell'hinterland milanese, con particolare riferimento al servizio di igiene urbana (raccolta rifiuti, smaltimento e spazzamento stradale);
in Amsa SpA da decenni è stato costituito un fondo integrativo detto Fidas (Fondo integrativo di assistenza sociale) che nel suo scopo originario si dovrebbe occupare di assistenza alle necessità dei lavoratori e di gestione delle attività culturali, sportive e ricreative degli stessi;
tale fondo gestisce ed eroga i fondi necessari mediante contribuzioni dei lavoratori iscritti e dell'azienda;
tale fondo Fidas Amsa è governato da un Consiglio di amministrazione composto da rappresentanti dei lavoratori e dell'azienda;
in occasione della presentazione del bilancio consuntivo dell'esercizio chiuso al 31 dicembre 2009 della gestione economica e finanziaria del Fidas risulta che sia emersa una perdita di circa 500.000 euro, causata da un investimento finanziario effettuato dal fondo tramite la società di intermediazione finanziaria Ibsforex;
la società Ibsforex, cui erano stati affidati parte dei fondi depositati sul conto corrente del fondo, risulta ormai dichiarata fallita ed i suoi gestori risultano irreperibili; sull'intera vicenda è in corso un'indagine da parte della magistratura;
la perdita per i lavoratori/soci del Fidas Amsa risulta estremamente consistente in quanto una perdita di tale importo è una parte rilevante del denaro gestito dal fondo stesso che ammonta a circa 10 milioni di euro;
la decisione dei componenti il Consiglio di amministrazione del fondo di investire e mantenere tale investimento finanziario speculativo non appare consona allo spirito del fondo stesso e alle sue finalità statutarie;
il Collegio sindacale del fondo, nella sua relazione, pare che abbia sottolineato il rilievo, fatto durante l'ultimo anno in occasione delle verifiche periodiche e delle riunioni del Consiglio di amministrazione, che gli investimenti finanziari con alto tasso di rischio non sarebbero rientrati nello spirito di un fondo integrativo;
se i fatti risultassero confermati verrebbe arrecato un grave danno economico ai lavoratori/soci del Fidas Amsa;
il Fidas Amsa si finanzia anche mediante contribuzioni di Amsa SpA,
si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo, per quanto di rispettiva competenza, non intendano inviare ispettori ministeriali per verificare la situazione del Fidas Amsa, stante la rilevanza sociale ed economica della situazione descritta.
(4-03803)
BUTTI - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze - Premesso che:
le organizzazioni imprenditoriali lariane, riunite in un tavolo della competitività della provincia di Como, volto ad analizzare l'andamento della situazione economica e dell'occupazionale provinciale, hanno affrontato nell'ultima riunione del 4 ottobre 2010 il tema degli ammortizzatori sociali e in particolare della cassa integrazione in deroga per i lavoratori delle aziende comasche;
stante l'attuale congiuntura economica, risultano in difficoltà anche aziende che per numero di dipendenti e per settore in cui operano non possono, in caso di sospensione dei lavoratori o di loro licenziamento, far ricorso agli ammortizzatori sociali previsti dalla legge vigente;
per tali aziende è stata infatti predisposta la cassa integrazione in deroga attraverso successive leggi a partire dalla legge finanziaria per il 2005 (art. 1 comma 155, della legge n. 311 del 2004);
alcuni distretti produttivi della provincia di Como colpiti dalla crisi che rientrano in questa tipologia di aziende hanno fatto ricorso nel 2010 alla cassa integrazione in deroga, provvedimento che a breve scadrà,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo abbiano già predisposto la proroga degli ammortizzatori sociali in scadenza per le imprese che hanno fatto ricorso nel 2010 alla cassa integrazione in deroga;
se non ritengano opportuno prevedere, attraverso la manovra finanziaria per il 2011, nuove risorse che consentano la proroga della cassa integrazione in deroga in scadenza per le aziende tessili dei distretti produttivi in provincia di Como.
(4-03804)
BUTTI - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti - Premesso che:
i mezzi pubblici lacuali presenti sul lago di Como sono giornalmente utilizzati da migliaia di turisti e residenti;
i dati più recenti provenienti dalla gestione governativa della navigazione del lago di Como dimostrano che, su 2.800.000 passeggeri trasportati nel 2008, solo 800.000 sono i locali che usano i battelli come servizio di trasporto pubblico, mentre ben 2.000.000 sono i turisti che lo utilizzano per diporto;
risulta evidente che per la società di navigazione il comparto turistico rappresenta il cardine della propria attività;
tra i mezzi più utilizzati dal trasporto pubblico lacuale, ci sono numerosi catamarani che hanno consumi di gasolio elevatissimi; tali mezzi consumano infatti 4 quintali all'ora di gasolio fino alla città di Como e circa 3,5 fino alla città di Lecco;
prima dell'utilizzo di questi catamarani, venivano utilizzati aliscafi, di dimensioni più contenute, più veloci, eleganti, e soprattutto con minori consumi di gasolio, la cui messa in uso fu fortemente voluta dall'interrogante; inoltre i precedenti aliscafi non creavano particolari danni ai terrapieni delle sponde, come invece accade con i più voluminosi catamarani che viaggiano sempre in perdita a causa del consumo eccessivo di gasolio;
il servizio di navigazione pubblica del lago di Como deve essere un biglietto da visita impeccabile per le migliaia di turisti che ogni anno vi trascorrono le vacanze; deve essere un servizio attento all'ambiente e alla tradizione, che assicuri tempestivi collegamenti turistici e tra i comuni lacuali,
si chiede di sapere quali misure di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda porre in essere per migliorare il servizio di navigazione pubblica del lago di Como, favorendo la sostituzione degli attuali mezzi con altri che rispettino l'ambiente, che siano quindi più ecologici, che abbiano consumi contenuti, ma che garantiscano al contempo un efficiente servizio.
(4-03805)