PERDUCA (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PERDUCA (PD). Signora Presidente, non intendo citare anch'io la battaglia di Lepanto (come è stato poc'anzi fatto dai colleghi della Lega), ma ricordo che nel 1989 Milosevic parlò del modo in cui i serbi bloccarono l'Islam a Kosovopoli; di lì in poi nacque un modo particolarmente cruento di difendere l'Europa giudaico-cristiana dalla presenza di musulmani, con la persecuzione nei confronti dei kosovari. Dunque, se dobbiamo celebrare qualcosa, credo si debba celebrare l'impegno dell'Italia relativamente alle discriminazioni e alle persecuzioni nei confronti dei cristiani e quindi dare forza e magari qualche finanziamento in più ai nostri sforzi internazionali, piuttosto che una battaglia di 400-500 anni fa. Non ho chiesto, però, la parola per intervenire su questo. Desidero invece sottolineare che i giornali ci informano che all'interno del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica è in atto un'impasse di tipo politico: i rappresentanti della maggioranza, in particolare quelli del Popolo della Libertà, boicottano le sedute del Comitato, per motivi non istituzionali, ma meramente politici.
Il comma 2 dell'articolo 1 del Regolamento del Senato stabilisce che i senatori hanno il dovere di partecipare alle sedute dell'Assemblea e ai lavori delle Commissioni. Tra l'altro, si tratta di uno degli organi bicamerali più importanti, cioè quello che controlla i Servizi di sicurezza. Questi ultimi vengono tirati in ballo praticamente ogni minuto per qualsiasi motivo che riguardi comportamenti o possedimenti di membri del Parlamento, ma anche per gravissimi fatti come l'attentato nei confronti del direttore di "Libero".
All'inizio di questa legislatura ci siamo trovati di fronte ad una situazione quasi simile, relativamente alla Commissione di vigilanza RAI. Non vorrei che ancora una volta, ostaggio di diatribe di oligarchie partitocratiche, ci si dovesse trovare a non far funzionare il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Il presidente D'Alema ha convocato altre due riunioni per martedì e mercoledì; credo, quindi, che nei prossimi giorni qualcosa avverrà. Non vorrei però che ci si dovesse trovare nella stessa situazione di due anni e mezzo fa, e quindi trovarmi a ricordare quotidianamente ai parlamentari di svolgere il proprio dovere. (Applausi dal Gruppo PD).