LI GOTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LI GOTTI (IdV). Signora Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente il provvedimento che ci apprestiamo a votare, e per il quale il Gruppo dell'Italia dei Valori esprimerà un voto decisamente favorevole, va a completare l'iniziativa recentemente assunta all'unanimità dalla Commissione bicamerale sulle mafie che aveva acutamente previsto, nell'autoregolamentazione di condotta dei partiti che si presentano alle elezioni, la non candidabilità (sotto forma di autoregolamentazione, appunto) di coloro nei cui confronti era stata applicata la misura di prevenzione personale o patrimoniale, ai sensi della legge n. 575 del 1965. Questo è quello che la Commissione antimafia all'unanimità ha approvato.
Rimaneva però l'aspetto per cui si sollecitavano le forze politiche a non candidare questi soggetti, ma non era prevista alcuna norma che impedisse agli stessi di svolgere propaganda elettorale, a favore o contro. E la propaganda elettorale di questi soggetti, a favore o contro, non è la normale propaganda elettorale, il che avrebbe potuto far ritenere addirittura incostituzionale una disciplina del genere, perché si tratterebbe di vietare ad un cittadino la possibilità di esprimere e di fare conoscere il proprio orientamento sollecitando l'adesione sulle proprie idee. No, noi stiamo parlando della condizione soggettiva e della particolare «propaganda elettorale» che un soggetto ritenuto pericoloso per la società fa nel momento in cui appoggia un candidato o ostacola una candidatura: sono persone che si avvalgono del loro status per condizionare il voto. È, purtroppo, storia della nostra democrazia il fatto che spesso nei pressi dei seggi elettorali vengono avvistate le presenze - e basta la presenza in alcuni casi - di malavitosi che, appunto, con la loro presenza condizionano gli elettori.
Almeno con questa legge ci dotiamo di uno strumento: il candidato ora deve sapere che qualora egli intenda avvalersi di una certa propaganda (e nell'ordine del giorno G1.1 in cui ho trasformato i miei emendamenti si fa riferimento ad ogni tipo di propaganda), come giustamente diceva il presidente Vizzini, quel voto diventa inutile perché quel voto è inutile per la democrazia. La democrazia ha bisogno di voti che siano espressione di volontà non coartate o non condizionate.
Il nostro voto è, quindi, favorevole. Poi miglioreremo questo testo nel senso che ho auspicato: lo adegueremo al diritto comune, alla normativa ordinaria del codice penale, lo estenderemo a tutte le forme di propaganda, prevedremo anche la richiesta indiretta al sorvegliato speciale di far propaganda per un partito, raccoglieremo le sollecitazioni del senatore Longo, che ha parlato della necessità di prevedere anche la propaganda a favore e contro un soggetto politico qualunque esso sia, la lista o il partito e non solo il candidato. Tutte queste cose miglioreranno il testo, sperando che ciò serva.
Certo, se noi limitassimo il nostro intervento alle previsioni del presente testo riguardanti la distribuzione di volantini e l'affissione di manifesti faremmo una cosa ridicola. Lo votiamo perché vogliamo fare un'altra cosa. Pensare che il soggetto pericoloso si metta a distribuire volantini o ad attaccare manifesti e prevedere la punizione soltanto di queste condotte è francamente riduttivo rispetto alla realtà che conosciamo. Leggiamo il testo che stiamo per approvare per ciò che ancora non contiene e per come verrà integrato in futuro, perché per quello che contiene è un po' ridicolo. Ma il nostro voto è favorevole. (Applausi dal Gruppo IdV e del senatore Marini).