INCOSTANTE (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCOSTANTE (PD). Signora Presidente, anche noi abbiamo lavorato per il disegno di legge in esame, sia alla Camera che al Senato, con particolare convincimento. Non ritorno sui punti e sui limiti che alcuni colleghi hanno sollevato. Questo provvedimento interviene in un campo molto delicato, che attiene alla legalità e anche alla democrazia.
Presidente, vorrei sollevare l'attenzione sul fatto che questo provvedimento, anche se è un piccolo tassello, interviene su un tema molto importante: la legalità e la democrazia del nostro Paese e l'intreccio e il condizionamento politico-mafioso che sul voto si può esercitare e si è esercitato, come ci dicono tanti fatti, tante inchieste e tante indagini. Ci dicono, altresì, come tale condizionamento nei fatti rischia di diventare endemico in tanti territori del nostro Paese, e sicuramente non soltanto in quelli che fino adesso abbiamo considerato a forte infiltrazione mafiosa.
Questo rapporto è da spezzare. È questa la vera battaglia democratica per restituire dignità alla politica e anche per liberare alcuni territori da una morsa che li stritola e che tende a perpetrare sottosviluppo, dipendenza e manipolazione del consenso. Dobbiamo restituire ai cittadini la dignità di cittadini e non quella di sudditi.
Abbiamo l'occasione per dare un piccolo contributo: intervenire ora, senza indugi, avendo la Camera dei deputati già approvato questo provvedimento, perché potrà essere uno strumento per la prossima tornata elettorale.
Noi sappiamo che i soggetti di cui tratta il provvedimento, che sono dediti ad attività delittuose e spesso appunto di tipo mafioso, sono anche tali da controllare, attraverso la scelta di un candidato o di più candidati, il funzionamento, la vita e le scelte delle pubbliche amministrazioni. Questa ‑ a nostro avviso ‑ è la porta delle infiltrazioni criminali dentro le istituzioni. Questa è la connessione che lega concessioni di appalti, lavori pubblici e quanto altro conosciamo. Questo è anche il male oscuro e profondo del corrompimento delle nostre istituzioni. È un grimaldello che può minare profondamente la vita delle comunità e ‑ come si è dimostrato ‑ i legami e le catene delle filiere sono molto lunghi e molto più complessi del passato. Sappiamo che, attraverso la pena prevista nel testo - pena che si estende anche al candidato con l'interdizione dai pubblici uffici - creiamo un deterrente che può essere forte e significativo.
Il lavoro nella Commissione è stato lungo, e sappiamo che la larghissima intesa che si è ottenuta nasce proprio dalla consapevolezza che il traffico di voti, il condizionamento del voto di preferenza, che non a caso si esprime in alcune Regioni all'80 per cento e nella media nazionale ‑ sottolineo, nella media nazionale ‑ al 51 per cento, ci dovrebbe far riflettere anche quando talvolta parliamo dei sistemi elettorali con una certa leggerezza.
Le mafie ormai non scelgono un partito, senatore Longo, ma credo lavorino sui candidati - come è dimostrato almeno fino a questo momento -, talvolta anche su più fronti e in tanti centri, come ci dicono anche alcune relazioni delle procure distrettuali che seguono soprattutto il flusso del denaro, per accrescere il loro potere sociale ed economico.
È evidente, tuttavia, cari colleghi, che nessuna legge e nessuna pena potrà bastare, se non ritorna in campo la politica, o meglio una buona politica. Sicuramente dobbiamo interrogarci sulle modalità di costruzione del consenso in tante realtà, sul senso di responsabilità verso i cittadini quando esercitiamo la funzione di amministratori, sulla qualità della proposta politica e della rappresentanza.
I principi di imparzialità e di buon andamento della pubblica amministrazione invocati dall'articolo 97 della nostra Carta costituzionale non sono parole nostalgiche: sono principi da tenere fermi in modo saldo. Così si tiene insieme una comunità. Così si condividono le regole. Solo così, forse, per questa strada, si dà senso e autorevolezza alla delega che viene attribuita all'esercizio del mandato politico ed amministrativo. Si ridà dignità a tanti seri, competenti e onesti amministratori del nostro Paese, i quali lavorano in modo trasparente e per questo dobbiamo ringraziare, perché anche loro fanno forte questo Paese.
Forse è solo su questa strada, con questo piccolo contributo di oggi, che possiamo sfuggire al qualunquismo e al populismo, che sono due facce della stessa medaglia. Forse possiamo tentare di restituire dignità alla politica, che oggi ne ha tanto bisogno. Anche per queste motivazioni esprimiamo il nostro voto favorevole.
Signora Presidente, le chiedo di poter consegnare il testo integrale del mio intervento perché sia allegato al Resoconto della seduta. (Applausi dal Gruppo PD).