SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Signor Presidente, ci troviamo in un periodo, a mio avviso, in cui bisogna prestare una diversa e particolare attenzione al tema della criminalità organizzata, che rifletta il dato che questa nostra società abbia preso coscienza e consapevolezza che la lotta alla criminalità organizzata non si fa più soltanto con convegni, con dichiarazioni o con enunciazioni di principio, né tanto meno esclusivamente con il professionismo dell'antimafia.
Allora, questo aspetto e questo dato ci riportano pienamente ad un clima nuovo, che noi vogliamo creare all'interno delle realtà dei territori per isolare sempre più la criminalità organizzata, ma soprattutto per togliere la possibilità a chi pensa, pur essendo criminale, di poter gestire campagne elettorali e quindi avere sempre più un rilievo, un'attenzione e un ruolo sociale molto forti.
Qui non è in gioco il contrasto o la lotta a una determinata cosca, ma sono in gioco la cultura, la civiltà, la democrazia e la libertà all'interno del nostro Paese.
È bene sottolineare che il problema delle cointeressenze tra politica e mafie non riguarda soltanto il Mezzogiorno, tuttavia in alcune Regioni, soprattutto del Mezzogiorno, il peso e la pervasività delle mafie e delle organizzazioni criminali rende assai difficile l'esercizio della rappresentanza e il lavoro delle istituzioni. Questo disegno di legge nasce dalle iniziative di molti parlamentari del Mezzogiorno, perché sono quelli che vivono in queste Regioni e che conoscono quanto importante e decisiva per lo sviluppo di questi territori sia l'attività di contrasto alle mafie, a cominciare dai comportamenti che riguardano la politica.
Sono state avanzate diverse osservazioni sul fatto che questa norma potrebbe prestarsi a un uso strumentale. Dov'è questo uso strumentale, se si prevede che la responsabilità del candidato debba essere accertata con sentenza definitiva? Dov'è questo uso strumentale, se nel testo si prevede che il candidato debba avere consapevolmente richiesto lo svolgimento di campagna elettorale ai mafiosi? Riteniamo che non ci sia alcuna lesione dei diritti civili e della libertà. Anzi, ci stupiamo che qualcuno ne parli, perché gli effetti di questo provvedimento si producono solo in presenza di una sentenza definitiva.
Allora, cosa dire della legge sullo scioglimento dei consigli comunali che colpisce tutti i consiglieri, sia quelli che hanno avuto rapporti con la mafia, sia quelli che non hanno avuto tali rapporti? Questo provvedimento almeno colpisce quelli che deliberatamente hanno richiesto ai mafiosi un sostegno in campagna elettorale.
Non si tratta, quindi, di dividersi tra garantisti e giustizialisti, ma neanche di nascondersi dietro un garantismo di facciata e di nascondere dietro a ciò un eccesso di zelo nella tutela delle garanzie della politica e di quanti fanno politica. Se si trattasse di scegliere tra questo garantismo di facciata, questo eccesso di zelo nella difesa e nella tutela delle garanzie dei politici e i diritti e le libertà dei cittadini che, soprattutto in alcune parti del Paese, vivono l'assenza di libertà e la negazione dei diritti a causa della presenza assillante della mafia, allora non avremmo alcuna difficoltà a scegliere tra le due cose, ovvero l'approvazione di questo provvedimento, ritenendo questo testo necessario.
Tutti sappiamo che i partiti, in prossimità di ogni campagna elettorale, licenziano dei codici etici che dovrebbero schermare la politica da ogni complicità con la 'ndrangheta, la mafia e la camorra. Tutti però verifichiamo, dopo ogni campagna elettorale, quanto questi codici etici non siano stati sufficienti a raggiungere l'obiettivo. La mafia, la 'ndrangheta e la camorra spesso, quando devono scegliere chi sostenere alle elezioni, facendo leva anche sulla competizione che le elezioni stesse generano, sostengono quelli che sono capaci di passare indenni il vaglio dei codici etici dei partiti.
Concludo dicendo che è un testo che ha il pregio di rendere inutilizzabili i voti della mafia. In campagna elettorale spesso si ascolta quanti dicono che tutti i voti sono uguali e che i voti non hanno odore. Spesso questo diventa un alibi nel ricercare voti in qualsiasi contesto. Ebbene, con questa legge si dice che i voti ottenuti dalla mafia sono inutili per chi è impegnato in campagna elettorale. Questo è il pregio del testo che oggi approviamo: quello di dimostrare che c'è una politica che non vuole più ritenere che tutti i voti siano legittimi, ma che ci sono alcuni voti che uccidono la speranza di certi territori.
Ed ancora, a quanti lamentano che in questo testo ci sarebbe la possibilità di una lesione dei diritti e delle libertà, vorrei far presente che l'esercizio delle elezioni, attraverso le candidature e i candidati, è innanzitutto un esercizio utile ad affermare i diritti e le libertà dei cittadini che, soprattutto in alcune parti del Paese, vorrebbero una politica coraggiosa, al punto da rinunciare a un eccesso di zelo nella difesa delle proprie garanzie, se a questa rinuncia può corrispondere una norma capace di aiutare anche i partiti e i politici a fare in modo che non si faccia di tutta l'erba un fascio e che anche nelle Regioni del Mezzogiorno si possa dire che c'è una politica che rifiuta certi voti, perché non è vero che certi voti non hanno odore. (Applausi dei senatori Poli Bortone, Lumia e Pistorio).
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Adamo. Ne ha facoltà.