l'articolo 62 del decreto-legge n. 112 del 2008, modificato dalla legge di conversione n. 133 del 2008 e da ultimo sostituito dall'articolo 3 della legge n. 203 del 2008, fa divieto alle Regioni, alle Province autonome di Trento e Bolzano e agli enti locali di stipulare contratti relativi agli strumenti finanziari derivati;
negli anni dal 2003 al 2006 la Regione Molise aveva emesso prestiti obbligazionari, i cosiddetti bond, sul mercato inglese. Le emissioni sono avvenute nel 2003 (a seguito della legge regionale n. 22 del 2003) per 100 milioni di euro, nel 2005 (a seguito della legge regionale n. 6 del 2005) per 80,5 milioni di euro e nel 2006 (a seguito della legge regionale n. 4 del 2006) per 86,7 milioni di euro (le cifre sono arrotondate: per l'esattezza l'ammontare complessivo è pari a 267.322.659,36 euro). Non proprio un basso livello di indebitamento, se raffrontato al bilancio annuale della Regione. Per le prime due emissioni la Regione Molise si è avvalsa dell'assistenza dello studio legale Beltramo di Roma, per la terza della società Ruffo & Partners di Campobasso;
la Regione Molise per cautelarsi contro il rischio di rialzo dei tassi ha poi associato ad ogni operazione uno swap ovvero un derivato finanziario, di copertura: tre operazioni di swap, (di circa 90, 85 e 77 milioni di euro) con Deutsche Bank, UBM e UBI, di tipo rispettivamente digi-collar con barriere scalette e IRS plain vanilla, entrambe con scadenza dicembre 2033, e IRS plain vanilla rinveniente da una rinegoziazione con UBI e posta a copertura del bond Dexia. Non si conosce l'impatto finanziario di queste operazioni "esotiche", ma considerato quanto accaduto in altre parti d'Italia, si può pensare che difficilmente avranno favorito la Regione. Per il Molise, l'ammontare degli swap nel 2006 era di 257.817.575 euro (dall'articolo "Enti locali, un macigno chiamato derivati", «Il Sole-24 ore», 7 settembre 2007);
le suddette informazioni sono riprese dal capitolo "La Regione e la finanza creativa" (pag. 247 e segg.) del libro «Il Regno del Molise. Sprechi, scandali e inchieste giudiziarie nell'isola felice governata da Michele Iorio» di Vinicio D'Ambrosio, anno 2009, edizioni Il Chiostro, Benevento. Non si ha alcuna notizia ufficiale da parte della Regione Molise sulla struttura dei prestiti ovvero su che tipo di derivati siano stati sottoscritti, né dei piani di rimborso, con il forte dubbio che l'ente, anche a causa della crisi finanziaria in corso, abbia perso denaro nelle operazioni di swap sui tassi d'interesse;
di tutto ciò, a dispetto dei più elementari principi di trasparenza, non vi è traccia alcuna nella documentazione ufficiale della Regione o sul sito Internet della medesima, né la Giunta regionale ha mai dato risposta e/o posto in discussione le mozioni in merito presentate in Consiglio regionale. Ai consiglieri non è stata mai fornita alcuna informativa, salvo una nota, parziale e del tutto carente, dell'Assessore allo sviluppo economico, bilancio e finanze datata 27 novembre 2008 ma consegnata ufficialmente solo l'8 giugno 2009, ovvero dopo un anno e mezzo;
la magistratura contabile, nella fattispecie la Corte dei conti del Molise, ha aperto da tempo un fascicolo e adottato più deliberazioni:
1) deliberazione n. 26 del 21 aprile 2008 contenente un avvertimento: gli amministratori che fanno ricorso ai derivati per indebitarsi e finanziare spese diverse da investimenti sono "infedeli" alla loro responsabilità amministrativa finanziaria e "gli enti locali non possono cercare di traslare la loro responsabilità a carico delle banche contraenti, protese a realizzare il massimo profitto". Secondo i magistrati contabili, gli amministratori che fanno cattivo uso dei derivati, con mire speculative o per un immediato accredito di liquidità, non possono sottrarsi alla loro responsabilità quando provocano passivi di bilancio. Possono essere chiamati in giudizio dalla Procura su segnalazione della Corte dei conti per aver gestito in maniera non corretta il denaro pubblico;
2) deliberazione n. 32 del 14 ottobre 2008. L'atto è molto critico nei confronti della Regione Molise. Questi, in sintesi, i contenuti: dall'esame sull'utilizzo dei derivati finanziari la Regione Molise risulta firmataria di un contratto stipulato il 23 novembre 2006 (operazione swap) per 86 milioni di euro, e di un contratto stipulato il 20 ottobre 2006 per 77 milioni di euro; le due operazioni di finanza derivata sono state attivate per il tramite di Deutsche Bank, Unicredit banca mobiliare SpA e Unicredit banca d'impresa e i contratti sono stati stipulati in lingua inglese, scegliendo in caso di controversie la legislazione inglese e la giurisdizione estera (ciò potrebbe comportare significativi maggiori oneri); dai controlli esercitati dal magistrato istruttore è spuntato fuori un ulteriore contratto su derivati assunto con Deutsche Bank e Unicredit banca mobiliare SpA nel novembre 2003 per altri 100 milioni di euro che presenta un mark to market negativo per l'ente pari a 3.550.000 euro; la Regione Molise, in base a quanto comunicato dalla stessa, è esposta per 253.984.216 euro con i tre contratti di finanza derivata; nelle conclusioni della deliberazione, la sezione regionale di controllo della Corte dei conti, "ritenuti i comportamenti omissivi, le gravi irregolarità finanziarie, le anomalie, ordina alla Segreteria che copia della deliberazione sia trasmessa alla Procura della Corte dei conti per il Molise per le valutazioni di competenza ovvero per l'accertamento di eventuali illeciti finanziari con danni erariali e responsabilità finanziarie degli amministratori". Ad oggi non si conosce l'esito di questi accertamenti e di eventuali sviluppi;
3) deliberazione n. 43 del 29 settembre 2009, nella quale la sezione regionale di controllo, nel proseguire l'indagine sulla consistenza del fenomeno del ricorso all'acquisto di strumenti di finanza derivata concernente il territorio regionale con l'esame e valutazione della regolarità e della legittimità delle procedure adottate e dell'esposizione a rischio delle finanze pubbliche, rileva come la Regione Molise persiste nella condotta omissiva con la mancata trasmissione dei dati richiesti;
4) deliberazione n. 32 del 7 maggio 2010, che valuta così l'operato della Regione Molise «Va stigmatizzata la condotta della Regione Molise la quale, con nota dell'11 maggio 2009 non seguita da ulteriori comunicazioni, si è limitata semplicemente a dichiarare di aver trasmesso la richiesta inoltrata da questa Sezione al competente Ufficio della Direzione Generale I, con l'invito di fornire le informazioni richieste, senza accertarsi diligentemente che gli elementi conoscitivi richiesti pervenissero regolarmente ed effettivamente a questa Sezione». Per poi evidenziare «per l'ennesima volta e con altrettanto assoluta fermezza, che il comportamento pervicacemente inadempiente ed omissivo tenuto dagli enti territoriali, tra cui spicca la Regione Molise, oltre a qualificarsi apparentemente ingiustificato, costituisce una grave negligenza nell'assolvimento dei doveri di leale collaborazione istituzionale costituzionalmente presidiati (art. 97 Cost.) ed è inidoneo a fugare il sospetto che i comportamenti dilatori tenuti possano essere intenzionalmente preordinati ad occultare condotte censurabili o disinvolte riferite alle pubbliche finanze in grado di configurare elementi di criticità o gravi irregolarità contabili capaci di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio degli enti medesimi col rischio, nei casi più gravi, di condurre a dissesti finanziari». In conclusione, la Sezione poi dispone (per l'ennesima volta) di trasmettere copia della deliberazione alla Procura della stessa Corte per le valutazioni di competenza e per l'accertamento di eventuali illeciti finanziari causativi di danni erariali;
la Regione Molise, mentre viene indicata dalla Corte dei conti come quella più a rischio, a seguito del comportamento omissivo è chiaramente venuta meno all'assolvimento di leale collaborazione istituzionale nei confronti della magistratura contabile;
al contrario, ai molisani va data contezza, in ossequio ai più elementari principi di trasparenza, anche di come siano state utilizzate le risorse provenienti da tali investimenti, e conoscere i compensi e le commissioni spettanti ai vari intermediari e consulenti che hanno agito in siffatte operazioni. In particolare, se ci si sia avvalsi di consulenti del tutto indipendenti oppure se gli stessi siano legati a politici regionali, in modo da poter smentire le indiscrezioni giornalistiche, non si sa quanto attendibili, filtrate su due "figli d'arte" di amministratori regionali che avrebbero conseguito lauti guadagni per alcuni milioni di euro, operando per un istituto di credito con sede a Lugano;
considerato che:
l'atteggiamento adottato dalla Giunta regionale sembra dovuto al fatto che, alla fine, l'indebitamento graverà sulle future generazioni dei molisani onesti, con buona pace della crescita e dello sviluppo della regione;
ancora non si conosce l'esito degli accertamenti in corso da parte della Procura della Corte dei conti del Molise, mentre si sa che nel resto d'Italia sono in corso numerose inchieste penali (Milano, Torino, Firenze, Taranto) che hanno comportato, in alcuni casi, l'emissione di misure cautelari reali (sequestri conservativi di beni) nei confronti di funzionari e dirigenti pubblici e bancari. Le indagini concernono anche i pagamenti per commissioni occulte ai consulenti delle banche d'affari a carico degli enti territoriali, liquidate nell'ordine di milioni di euro sui miliardi di euro di derivati sottoscritti in tutta Italia;
v'è la necessità di evitare pesanti esposizioni della Regione Molise, per non gravare ulteriormente sulla popolazione regionale già oppressa da notevoli difficoltà economiche e finanziarie (non ultima, il mancato rientro dal deficit Sanitario),
si chiede di sapere:
quali siano le informazioni in possesso del Ministro in indirizzo sullo stato dell'indebitamento della Regione Molise conseguente alla stipula dei contratti finanziari derivati e in merito ai seguenti profili: costi delle commissioni, esplicite, implicite od occulte; le perdite in generale e quelle derivanti da rimodulazione dei contratti; l'upfront o accredito immediato e la sua eventuale utilizzazione per spese correnti o disavanzi di bilancio; i costi degli interessi sui derivati; l'incidenza dei derivati sulla gestione finanziaria regionale; ogni altra irregolarità contabile;
quali provvedimenti di competenza intenda adottare affinché il Governo regionale trasmetta, senza ulteriori indugi, alla Corte dei conti del Molise le informazioni più volte richieste.
(4-03786)