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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 432 del 05/10/2010


PROCACCI (PD). Signor Presidente, ringrazio la signora Ministro per la sua presenza in Aula. All'inizio del suo intervento lei ci ha chiesto di non usare la lente dell'ideologia, e voglio seguirla in questo ragionamento perché questa lente dell'ideologia viene usata dalla maggioranza quando sostiene che va tutto bene e magari anche dalla minoranza quando dice che va tutto male. In mezzo ci sono il Paese reale e la quotidianità della vita scolastica. Ho visitato personalmente le scuole e ho ascoltato dirigenti scolastici, alunni e docenti dalle cui parole emergono problemi seri.

Ora, vorrei che lei non ci portasse solo dati e statistiche, anche se mi rendo conto che il suo ruolo oggettivamente deve poggiare su questo, così come le sue dichiarazioni. Allora, cominciando dalla scuola dell'infanzia, pur non essendovi stata alcuna riduzione di posti, le risulta che rimangono ancora tante liste di attesa? E che nella scuola primaria sono circa 2.500 i docenti di ruolo in esubero, concentrati in particolare in quattro o cinque Regioni del Sud? Oppure dell'impossibilità di garantire in tutte le scuole l'orario a 30 ore, e dunque lo smantellamento del modello del tempo pieno, perché quasi del tutto sottratte le quattro ore di compresenza? Queste sono cose che mi riferiscono i dirigenti scolastici. È del tutto impossibile provvedere alla sostituzione dei docenti assenti anche per un solo giorno. Questo è il quadro. Mi parlano di disparità tra classi dello stesso istituto. Là dove è stata scelta la prevalenza ciò è avvenuto sia con classi a 40 che a 30 ore determinandosi una situazione assai critica, con fenomeni di cannibalizzazione reciproca tra classi a 40 ore e classi che prevedono altri modelli. Ogni volta che i bambini sono suddivisi tra le classi per la mancata sostituzione dell'insegnante assente si impedisce il regolare svolgimento della didattica sia nella classe scoperta, sia in quelle che accolgono i gruppi di bambini smistati. Sono problemi concreti, non legati ad una visione ideologica.

Ed ancora, si rischia di riprendere la didattica trasmissiva, quella del dettato, del copiare, e di togliere ogni spazio alla creatività. Per non parlare della scuola media superiore, della scuola secondaria di secondo grado, dove regna la confusione di cui ha parlato poc'anzi anche il senatore Zanda.

È inconcepibile che si sbagli nella procedura, che il Consiglio di Stato debba accogliere la sospensiva del TAR. Oggettivamente, attendiamo che il Consiglio di Stato entri nel merito. Alcune scuole hanno ammesso di essere prive di un orientamento chiaro... (Il microfono si disattiva automaticamente).

Signor Presidente, non è che, arrivato il mio turno, facciamo rispettare rigorosamente i minuti assegnati!

PRESIDENTE. Prosegua pure, senatore Procacci.

PROCACCI (PD). Ci sarebbero tante altre cose da dire. Ricordo, ad esempio, che mancano ancora i regolamenti relativi alla valutazione. Pensiamo al biennio unico che doveva rappresentare uno spazio comune, mentre in realtà già nel secondo anno ci sono materie caratterizzanti che impongono una scelta; dunque, già all'inizio del quinquennio vi è un orientamento rispetto a quello che si dovrà fare, con il rischio di aumentare la dispersione scolastica.

Attendiamo ancora i decreti relativi all'articolazione delle cattedre, ai criteri generali per l'insegnamento e ci troviamo davanti all'assurdo (e questa è stata per me la causa maggiore di confusione) che potrebbero essere avviati degli ordinamenti... (Il microfono si disattiva automaticamente)... senza aver definito le nuove classi di concorso.

C'è una situazione di grande, grandissima confusione che tutti registrano. Anche volendomi porre con spirito positivo ad ascoltare apprezzamenti, non riesco ad ascoltarne fra gli operatori della scuola. Capisco, signora Ministro, che il suo è stato un compito arduo: lei si è trovata a dover gestire una riforma necessaria in un momento in cui il Governo ha deciso di promuovere tagli pesanti nella scuola. Lo capisco, ma almeno lo ammetta. Capisco persino che non lo ammetta, però almeno condivida le difficoltà, non usi toni quasi trionfalistici rispetto ad una riforma che sta cambiando le sorti della scuola italiana... (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Senatore Procacci, intervengo solo per farle notare...

PROCACCI (PD). Poi mi spiegherà, signor Presidente, perché questa specie di cronometro al polso sia applicato solo nei miei confronti!

PRESIDENTE. Vorrei solo farle notare che lei ha a disposizione quattro minuti e gliene abbiamo già concessi ulteriori tre, cioè quasi il 100 per cento in più rispetto al tempo che le era stato assegnato.

PROCACCI (PD). Concludo dicendo che non possiamo fermarci solo davanti ai tagli e ai criteri di organizzazione: non è stato espresso un solo pensiero, una sola idea sui grandi obiettivi formativi per migliorare la nostra convivenza e su cui orientare i formatori. Niente sulla devianza minorile, dimenticando che la scuola non è fine a se stessa, ma strumento per trasformare in futuro reale le ansie e le speranze di una comunità nazionale. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Blazina. Ne ha facoltà.