GIAMBRONE (IdV). Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Ministro, abbiamo ascoltato con grande attenzione il suo intervento i cui contenuti, devo dire molto generici (spiace doverlo ribadire), confermano ancora una volta le nostre preoccupazioni e il nostro disagio.
Signora Ministro, la situazione della scuola in Italia ha assunto oggi più che mai carattere emergenziale. Siamo davanti ad un'emergenza culturale vera nel nostro Paese, sia con riferimento alla qualità dell'offerta formativa e alle condizioni in cui si opera, sia con riferimento ai livelli occupazionali. Tale situazione, com'è noto, sta generando forti tensioni e grande disorientamento nel mondo della scuola.
Quella che oggi vuol farsi passare per una riforma, e che ci trova in quest'Aula impegnati a dibattere, è piuttosto un preciso disegno irresponsabile di smantellamento della scuola pubblica.
L'inizio dell'anno scolastico, del resto, ha già anticipato gli effetti devastanti della vostra riforma, di questa riforma, che solo formalmente - non ci stancheremo mai di dirlo - porta il suo nome, trattandosi di una riforma connessa ad una manovra fortemente voluta dal ministro Tremonti; una riforma finalizzata ad assicurare solo risparmi al bilancio dello Stato e ad operare tagli indiscriminati e scellerati, senza alcuna considerazione nel merito per il progetto educativo - sì, il progetto educativo - e con conseguenze davvero devastanti se si pensa a tutti gli operatori della scuola e, soprattutto, agli studenti. Tutto questo ovviamente è in perfetta sintonia - ci teniamo a sottolinearlo - con l'azione politica complessiva dell'attuale Governo, se si fa riferimento anche ad altri interventi, come quello nel campo della cultura.
In questo quadro, signora Ministro (è questa la nostra maggiore preoccupazione), la scuola rischia purtroppo, nel più breve tempo possibile, di essere inesorabilmente destinata a non riuscire più ad assolvere ai propri compiti istituzionali: faccio riferimento ovviamente a quelli della diffusione delle conoscenze e, soprattutto, a quelli della formazione e della crescita.
Noi siamo convinti che dietro ogni riforma, signora Ministro, ci debba essere un'idea, un'idea vera; nel caso di specie si tratta invece di una riforma che non ha nulla a che vedere con un vero progetto di disegno riformatore. Si pensi ad esempio - vogliamo anche andare lontano - alla reintroduzione del maestro unico: signora Ministro, sono decenni che questa figura è stata superata definitivamente.
Non le sfuggirà che tutta l'esperienza di collaborazione dei docenti, che via via ha trovato maturazione nel tempo pieno, è stata estesa a tutta la scuola, diventando patrimonio ineludibile dell'intera istituzione scolastica. Non le sfuggirà altresì, signora Ministro, che la pluralità del corpo docente ha permesso al corpo docente stesso di approfondire la conoscenza delle diverse discipline, rendendo l'intera istituzione scolastica una vera e propria comunità di conoscenza.
Nonostante ciò, il Governo ha voluto invece solamente un ritorno al passato, che permettesse di ottenere nuovi risparmi ai danni della già tartassata scuola pubblica, cioè di fare cassa, per usare un'espressione più comune.
Ma le sembra questo, signora Ministro, il modo migliore di approcciarsi a tematiche così delicate? Ma ha mai fatto un giro conoscitivo nelle scuole? Se almeno questo avesse fatto, forse, piuttosto che liquidare l'intera riforma in tal modo, si sarebbe accorta che la scuola ormai non ha più neanche i fondi per sopravvivere: altro che progetti educativi!
Si è mai preoccupata in questi anni di garantire la qualità della scuola pubblica? Si è mai preoccupata di avere a cuore il progetto formativo scolastico? Si è mai preoccupata di lavorare per adeguare la scuola italiana agli standard europei?
Per capire realmente di cosa ha bisogno la scuola, bisognerebbe entrarci dentro, viverla con i professori, farsi raccontare da loro le loro esperienze ed utilizzare la loro esperienza affinché il servizio dell'istruzione possa innalzarsi e competere a livelli europei.
Questo ci si può aspettare da un Ministro dell'istruzione attento e responsabile; questo ci si può aspettare da un Governo credibile. Tutto questo purtroppo non è accaduto ed è sotto gli occhi di tutti, mentre è accaduto esattamente il contrario.
Non possiamo lasciare per strada questi insegnanti, che legittimamente speravano e continuavano ad avere diritto ad un posto di lavoro certo e stabile: per noi dell'Italia dei Valori costituiscono un grande patrimonio di cui il Paese non può fare a meno.
Siamo in presenza del più grande licenziamento di massa dell'Italia repubblicana, che avrà conseguenze - anzi che sta avendo già conseguenze - dure e devastanti nelle Regioni del Meridione. Nessuno di noi, né il ministro Tremonti, ha il diritto di entrare così pesantemente nell'esistenza della gente, di condizionarla così tanto da azzerarne il futuro. (Applausi dal Gruppo IdV).
Siamo fortemente convinti che bisogna investire nella scuola per dare al contrario agli studenti strumenti e preparazioni adeguate. Lo ha affermato magistralmente di recente anche il Capo dello Stato nel suo messaggio in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno scolastico. Riformare si può e si deve, ma con giudizio, signora Ministro. Siamo convinti che occorra anche elevare la qualità dell'insegnamento, motivando gli insegnanti, offrendo loro sempre più risorse; questa è la nostra convinzione. La qualità, signora Ministro, è una precondizione essenziale e necessaria per lo sviluppo di un popolo. Se non si riconosce la priorità della ricerca e dell'istruzione, non si potrà mai assicurare al nostro Paese un adeguato sviluppo.
Noi dell'Italia dei Valori restiamo fortemente e quotidianamente al fianco dei docenti, dei dirigenti scolastici (che malgrado tutto saranno chiamati a garantire ove possibile il massimo della qualità didattica), del personale ATA (che a causa dei tagli è costretto ad operare in condizioni ormai impossibili), dei precari della scuola (a cui non è stato rinnovato il contratto dopo tanti e tanti anni di serio lavoro), degli studenti e dei genitori tutti; restiamo al fianco dei tanti che non vogliono rassegnarsi e che vogliono piuttosto battersi contro provvedimenti gravi e inaccettabili come quelli in questione e che ogni giorno ci proponete; restiamo al fianco dei tanti che non vogliono rassegnarsi. Lo abbiamo fatto con grande determinazione nelle piazze, nelle sedi dei provveditorati, nelle sedi degli uffici scolastici regionali, incontrando giorno dopo giorno tutti gli operatori.
Le assicuro, signora Ministro, è un coro unanime; io sono stato in Sicilia e ho girato tutte le Province, giorno dopo giorno, cercando di raccogliere le istanze di tutti quegli operatori per poi trasferirle opportunamente nelle sedi istituzionali. Lei ricorderà, signora Ministro, quante volte io stesso, nella qualità di componente della Commissione istruzione, ho esternato queste preoccupazioni e i tanti disagi. Ma quante volte le abbiamo invocato di fare insieme questa riforma? Lei lo ricorderà bene, ogni volta che è stata nella nostra Commissione glielo abbiamo chiesto con grande forza.
Siamo convinti che oggi il tema vero è che la scuola è diventata precaria, questo è il significato delle nostre parole. Operare tagli indiscriminati nel campo dell'istruzione equivale a rendere precario il futuro di una collettività. In altre parole, signora Ministro, se la scuola è precaria, lo saremo anche noi, lo saranno anche i nostri figli. La verità vera è che voi, signora Ministro, considerate le politiche culturali, le politiche legate alla scuola, all'università e alla ricerca come marginali rispetto a quelle economiche e di bilancio. L'istruzione è un bene pubblico, è un bene che appartiene a tutti. Nessuno può e deve arrogarsi il diritto di distruggere tutto ciò.
È per questo che non lasceremo solo chi ha il coraggio di far sentire la propria voce, dimostrando così amore per la nostra scuola e senso di responsabilità; quell'amore e quel senso di responsabilità che vediamo invece completamente assenti nell'azione di questo Governo. La scuola va salvata, signora Ministro, e per far ciò occorre prima di ogni cosa crederci e poi ancora l'impegno e la consapevolezza di tutti. Assumetevi la responsabilità di quello che state producendo nei confronti della scuola, nei confronti dei tanti professori, nei confronti del personale ATA, nei confronti degli alunni e dei genitori. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Rusconi. Ne ha facoltà.