BLAZINA (PD). Signor Presidente, signora Ministro, onorevoli colleghi, ho chiesto al Gruppo PD della 7a Commissione di concedermi alcuni minuti per poter affrontare un segmento specifico del sistema scolastico pubblico italiano: le scuole con lingua d'insegnamento slovena e bilingue nel Friuli-Venezia Giulia. Si tratta di scuole riconosciute, come d'altronde quelle italiane in Slovenia e Croazia, da accordi internazionali e regolate dalla normativa nazionale in materia di istruzione e da alcune leggi specifiche, ultima delle quali la legge n. 38 del 2001 («Norme a tutela della minoranza linguistica slovena»).
Stiamo parlando di una realtà significativa, che rappresenta un valore aggiunto non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. Alcuni dati per l'anno scolastico 2009-2010: 4.040 alunni, 480 docenti, 78 scuole tra scuole d'infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado. Si tratta, come potete vedere, di una realtà vivace e complessa che negli ultimi anni sta crescendo numericamente, anche grazie all'apporto di alunni provenienti da famiglie mistilingui o italiane che sono consapevoli dell'utilità di conoscere le due lingue del territorio.
Anche queste scuole hanno iniziato il corrente anno scolastico con notevoli sofferenze: le difficoltà presenti nelle scuole italiane in seguito alle riforme approvate in questa legislatura e soprattutto ai tagli operati sono in qualche misura qui potenziate, visto che parliamo di un sistema con taluni aspetti specifici. Siamo pienamente convinti che la scuola italiana nel suo complesso abbia bisogno di cambiamento, di innovazione e di riforme; pensiamo però che esse non possano non tenere conto degli aspetti particolari delle scuole slovene nel Friuli-Venezia Giulia: il numero mediamente più basso di allievi, il maggior numero di ore di insegnamento, la necessaria dispersione di plessi scolastici localizzati nei diversi Comuni in cui vive tradizionalmente la minoranza slovena.
È necessario perciò che le diverse riforme e gli interventi normativi e regolamentari non impoveriscano questo sistema e, soprattutto, non diminuiscano l'indispensabile offerta formativa; si tratta cioè di salvaguardare il diritto all'istruzione nella propria madrelingua, uno dei diritti fondamentali delle minoranze linguistiche, sancito anche da convenzioni internazionali.
È per illustrarle tutto ciò che più volte ho fatto richiesta a lei, signora Ministro, di un incontro con i rappresentanti della comunità slovena. È da due anni che aspetto una sua risposta, salvo un cenno di promessa a fine luglio. Le si chiedono solamente la dovuta attenzione e la necessaria sensibilità verso questi temi. Per poter avere una visione più completa di tale problematica, sarebbe forse anche utile per lei visitare le scuole della minoranza italiana in Slovenia e Croazia. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pistorio. Ne ha facoltà.