Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 432 del 05/10/2010


RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza della vice presidente BONINO

La seduta inizia alle ore 16,02.

Il Senato approva il processo verbale della seduta del 28 settembre.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. L'elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato nonché ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicati nell'allegato B ai Resoconti della seduta.

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,07 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Calendario dei lavori dell'Assemblea

PRESIDENTE. Comunica le determinazioni assunte dalla Conferenza dei Capigruppo ad integrazione del programma dei lavori ed in ordine al calendario dei lavori dell'Assemblea per il periodo fino al 14 ottobre, avvertendo della possibilità, legata all'andamento dei lavori, che la seduta antimeridiana di giovedì 7 ottobre e se necessario la seduta pomeridiana di domani non abbiano luogo. (v. Resoconto stenografico).

Informativa del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sull'avvio dell'anno scolastico e conseguente discussione

GELMINI, ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. L'anno scolastico si è aperto regolarmente, nonostante alla complessità degli adempimenti amministrativi propedeutici all'avvio si siano sommate le inevitabili difficoltà determinate dalla prima applicazione della riforma della scuola secondaria superiore. Questo dato sconfessa le previsioni pessimistiche ed anche le critiche preventive: più in generale, sarebbe opportuno analizzare i temi della scuola sulla base dei dati e non secondo visioni ideologiche o pregiudizi. Si potrebbe verificare allora che i tagli al personale (resi necessari dall'evidente sperequazione della spesa corrente rispetto a quella per investimenti) sono stati assorbiti in larga parte da pensionamenti; che l'effettiva riduzione ammonta a 12000 unità in due anni, ma che, pur in un contesto economico difficile, si è contemporaneamente provveduto a 10000 nuove immissioni in ruolo e sono stati siglati accordi con le Regioni per altre 16000 assunzioni. La precarizzazione, peraltro, non è imputabile all'attuale Governo, bensì alla gestione degli anni precedenti, nei quali la scuola è stata utilizzata come ammortizzatore sociale. Proprio per evitare il formarsi di nuovo precariato, è stato predisposto un regolamento per la formazione iniziale dei docenti incentrato sulla qualità didattica, che alla preparazione teorica unisce quella pratica attraverso il tirocinio. Dal punto di vista retributivo, è da segnalare che proprio grazie ai risparmi generati dalle misure di razionalizzazione, il personale della scuola è il solo a non essere stato coinvolto dai blocchi stipendiali. È comunque allo studio del tavolo indetto con i sindacati un meccanismo di valorizzazione della meritocrazia che agli scatti automatici per anzianità sostituisca avanzamenti legati al merito ed alla qualità dell'insegnamento, anche grazie al potenziamento del sistema di valutazione e di ispezione. Riguardo agli insegnanti di sostegno (che quest'anno sono 3500 in più rispetto all'anno precedente), si è optato per un modello di formazione di base volto a dotare tutti i docenti di una preparazione ad hoc sulle disabilità. Un altro dato da ridimensionare è quello relativo al sovraffollamento delle classi, laddove i dati evidenziano che le classi con più di 30 alunni costituiscono una realtà percentualmente residuale, ben inferiore a quella delle classi con meno di 12 alunni. Il Governo ha inoltre finanziato numerose iniziative relative al tema prioritario della sicurezza dell'edilizia scolastica: si è lavorato all'informatizzazione e al completamento dell'anagrafe dei dati relativi ai rischi presenti negli edifici scolastici ed è stato avviato un piano straordinario per la messa in sicurezza delle scuole ricadenti in zone a rischio sismico. Nella riforma, improntata ad una generale modernizzazione della scuola secondo i parametri europei, trovano largo spazio lo studio delle lingue e delle tecnologie, nonché l'informatizzazione degli spazi di apprendimento. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione sull'informativa del Governo.

ZANDA (PD). L'informativa resa dal ministro Gelmini si è sostanziata nell'esplicitazione di una serie di buone intenzioni e propositi, confermando anche nel settore dell'istruzione il fallimento degli obiettivi che il Governo si era prefissato all'inizio della legislatura, testimoniato dal recente discorso programmatico alle Camere del presidente Berlusconi. Ne è ulteriore prova il rinvio di un mese della trattazione della riforma universitaria, che ne sancisce di fatto l'affossamento, in una così delicata congiuntura politica. Anche questo anno scolastico è iniziato all'insegna della mancanza di risorse adeguate a garantire il funzionamento minimo degli istituti scolastici: mancano i supplenti, sono stati ridotti gli orari e di conseguenza viene meno la continuità didattica. Il riordino del sistema scolastico mediante regolamenti ministeriali si sostanzia in una mera riorganizzazione necessaria per adeguare il sistema ai tagli di carattere finanziario operati dal Ministero dell'economia. A conferma della politica di disinvestimento attuata dal Governo vi sono i recenti regolamenti di riordino degli istituti professionali tecnici, che prevedono una ridefinizione al ribasso in termini di strutture e di organici: a tal proposito, chiede che il Ministro chiarisca la posizione del Governo, il quale sembrerebbe non voler dare esecuzione alle recenti decisioni assunte dal TAR e dal Consiglio di Stato, che si sono espressi contro le misure organizzative assunte. (Applausi dal gruppo PD e dei senatori Pardi e Serra).

GIAMBRONE (IdV). Quella che il Ministro e il Governo intendono far passare come una riforma del sistema scolastico è piuttosto un preciso disegno di smantellamento della scuola pubblica, teso per lo più ad assicurare risparmi al bilancio dello Stato attraverso tagli indiscriminati, senza alcuna considerazione per il progetto educativo e con conseguenze devastanti a danno degli studenti e degli operatori del settore. La reintroduzione del maestro unico si configura come un inutile e dannoso ritorno al passato finalizzato esclusivamente alla riduzione della spesa corrente, atteso che l'esperienza maturata nel corso degli anni ha testimoniato che la pluralità del corpo docente consente un maggior approfondimento delle diverse discipline, rendendo l'istituzione scolastica una vera e propria comunità di conoscenza. Una seria riforma del comparto scuola dovrebbe muovere dalla volontà di garantire qualità dell'insegnamento, progetti formativi adeguati e posti di lavori certi e stabili per gli insegnanti, evitando indiscriminate e dannose forme di precariato che condizionano assai negativamente l'esistenza di migliaia di persone. A tal proposito, rinnova l'impegno e la vicinanza da sempre dimostrata dal Gruppo dell'Italia dei Valori ai docenti, ai dirigenti scolastici e al personale ATA che, a causa dei tagli operati, è costretto ad operare in condizioni di lavoro ormai impossibili. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).

RUSCONI (PD). Le dichiarazioni del ministro Gelmini sono molto distanti dalla realtà della scuola italiana, che è caratterizzata dalla totale assenza di investimenti e dalla mancanza di riconoscimento del ruolo professionale e sociale degli insegnanti. I tagli hanno colpito anche le risorse destinate alla valorizzazione del merito e le classi sono state riordinate per decreto-legge senza alcuna discussione parlamentare: perfino i rappresentanti della maggioranza in Commissione istruzione dopo il taglio di 8 miliardi di euro nel 1998 hanno chiesto un'audizione del ministro Tremonti. Dalla relazione odierna emerge un'unica certezza: una scuola sempre più povera e divisa diventerà fattore di esclusione anziché di inclusione sociale. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

BEVILACQUA (PdL). L'opposizione non digerisce che una giovane Ministro del Governo Berlusconi sia riuscita nell'impresa, fallita dal centrosinistra, di varare in poco tempo la riforma della scuola primaria e secondaria. Le critiche non tengono conto della sfavorevole congiuntura economica e della necessità di spendere meglio le risorse assegnate e di risolvere il problema del precariato, ereditato dai Governi di centrosinistra. Il Ministro sta lavorando, ma è evidente che la soluzione al problema dei precari, apre un diverso fronte, quello del blocco all'inserimento di neolaureati nella docenza, che potrebbe essere meglio gestito introducendo il numero chiuso nelle facoltà di formazione degli insegnanti, come proposto dal Ministro. Sempre il profilo del contenimento del fenomeno del precariato, positivi effetti avrà il regolamento sulla formazione dei docenti. Le polemiche che hanno accompagnato l'inizio dell'anno scolastico dipendono dal fatto che la riforma del secondo ciclo non ha ancora dispiegato i suoi effetti; le famiglie hanno tuttavia mostrato di apprezzare le novità relative ai licei tecnico-scientifici e linguistici. Al senatore Zanda, segnala che le recenti pronunce del giudice amministrativo per quanto riguarda gli istituti tecnici non hanno inficiato il nuovo sistema, ma posto un problema di procedura nella determinazione degli organici di riferimento. Occorre affrontare con maggiore decisione e con procedure più spedite il problema della messa in sicurezza e della costruzione di nuovi edifici scolastici. La situazione è particolarmente difficile nel Mezzogiorno, a causa dei rischi idrogeologici e dell'elevato numero di scuole che non sono a norma. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Valditara).

FRANCO Vittoria (PD). La rappresentazione che il ministro Gelmini ha dato della scuola non corrisponde alla realtà e il suo progetto è parte consistente del fallimento politico e culturale del Governo Berlusconi. Una scuola più povera, con classi sovraffollate e minori insegnanti, con meno laboratori e con strutture malmesse non può evidentemente garantire una migliore offerta formativa. Il tempo pieno, che non è un parcheggio ma una modalità didattica più ricca, è stato ridotto. Il ritorno al maestro unico è stato un fallimento. Molti docenti demotivati hanno deciso di abbandonare l'insegnamento. La dispersione scolastica è cresciuta, le liste di attesa per la scuola dell'infanzia sono aumentate, mentre si è ridotto l'organico delle scuole per adulti. La scuola non è un ammortizzatore sociale, è una molla di promozione sociale e un asse strategico dell'economia della conoscenza. Ma il Governo, che ha deciso di tagliare le risorse prima che esplodesse la crisi economica, si disinteressa degli obiettivi di Lisbona e non investe nel settore da cui dipendono sviluppo, dinamismo, competitività. Il suo progetto è indebolire la scuola pubblica a vantaggio della scuola privata e ridurre così la già bassa mobilità sociale: la Ministro dell'istruzione dimostra di accettare senza opporsi le scelte del Ministro dell'economia (Applausi dal Gruppo PD).

VALDITARA (FLI). Anche se tagliare sui bilanci di istituto è sbagliato, perché occorre garantire la funzionalità scolastica, il Governo ha operato una razionalizzazione significativa della spesa, già avviata peraltro dal centrosinistra. I risparmi conseguiti nella misura del trenta per cento non dovrebbero però essere utilizzati per pagare gli scatti stipendiali (una scelta che, peraltro, non ha riguardato i docenti universitari) bensì per valorizzare i docenti migliori al fine di concretizzare quella rivoluzione del merito di cui il mondo della scuola ha bisogno. E' poi indispensabile riformare il sistema di reclutamento e affrontare con chiarezza di dati numerici e certezza di risorse il problema sociale del precariato, che affonda le radici in politiche sbagliate della prima Repubblica. Nella sessione di bilancio ripresenterà quindi la proposta di prepensionamenti volontari che costerebbe meno di quanto calcolato dal Ministero dell'economia e consentirebbe di assorbire circa ventimila precari l'anno. Nell'ambito della prossima finanziaria dovranno essere inoltre previsti investimenti a favore della scuola e dell'università. La Commissione istruzione ha approvato il piano per l'offerta formativa a condizione che il prossimo anno tornino a crescere le risorse per l'insegnamento dell'inglese, per la formazione degli adulti, per l'integrazione degli stranieri. Quanto all'edilizia scolastica, suggerisce al Governo di nominare una commissione d'indagine per capire perché in alcuni enti locali si affittino locali costosi e non si utilizzino nuovi edifici costruiti con risorse pubbliche. (Applausi dal Gruppo FLI).

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Nell'informativa del Ministro non si è fatto alcun cenno ad una serie di temi di estrema rilevanza che afferiscono al numero di iscrizioni di studenti stranieri nell'anno scolastico appena avviato, alla questione dei disabili o all'effettiva entità della diminuzione di insegnanti specializzati nell'insegnamento della lingua inglese. Occorre porre rimedio ad una serie di deficienze strutturali delle istituzioni scolastiche italiane, come all'inefficienza che ancora si registra nell'insegnamento dell'educazione fisica, dovuta in primo luogo all'inidoneità delle palestre. Per risolvere strutturalmente il problema della messa in sicurezza degli edifici, poi, servirebbe un piano pluriennale straordinario di edilizia scolastica. È necessario promuovere i valori della meritocrazia nella scuola, ma dando uguali possibilità a tutti gli studenti; occorre valorizzare le eccellenze in campo educativo e taluni modelli virtuosi di avanzamento tecnologico, ma è compito arduo in presenza dei rigidi vincoli di bilancio imposti dal Ministro dell'economia. Suggerisce l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta che abbia il compito di indagare seriamente sui livelli di qualità ed efficienza dell'insegnamento, nonché sull'idoneità degli edifici scolastici e sull'effettivo numero di studenti per classe. (Applausi dai Gruppi PD e UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE e del senatore Pardi).

VACCARI (LNP). Gli interventi del Governo in materia scolastica risultano improntati ad un sapiente uso delle risorse e ad una razionalizzazione degli sprechi e non hanno generato effetti negativi sul sistema scolastico. Lo dimostrano i dati relativi alle province del Veneto, da cui emerge un complessivo aumento delle iscrizioni, accompagnata da una contrazione del numero delle classi e dei docenti, ma con una media di studenti per classe idonea agli standard di vivibilità e un bilanciato rapporto tra numero degli alunni e dei docenti. Si evince dai dati raccolti, a fronte dell'aumento delle iscrizioni nei licei e negli istituti tecnici, una flessione negli istituti professionali su cui occorre che il Governo investa risorse. In linea con le nuove tendenze migratorie e demografiche vi è un'incidenza in aumento delle iscrizioni di studenti di cittadinanza straniera, sia nella scuola dell'infanzia che nella scuola primaria. Quanto ai tagli al personale ATA, la cui presenza è importante soprattutto in ambito amministrativo, auspica che siano apportate alcune opportune rimodulazioni. In merito alle modalità di valutazione dei livelli di istruzione e di apprendimento, ferma restando la validità dell'INVALSI, si avverte la mancanza di un sistema nazionale di valutazione che fissi obiettivi minimi inderogabili per ciascuna classe e disciplina. Il Governo dovrebbe inoltre contribuire agli sforzi posti in essere dai Comuni in materia di messa in sicurezza degli edifici scolastici e sollecita un'attenzione particolare ai presidi scolastici nelle aree di montagna. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

CERUTI (PD). Il ministro Gelmini sta obiettivamente assolvendo al compito ineludibile di tentare di innovare la scuola italiana, ma ogni ipotesi seria di riforma è condizionata dai vincoli di spesa posti dal Ministro del tesoro. Ma per consentire alla scuola di svolgere la sua funzione di formazione dei cittadini che siano all'altezza delle sfide della modernità, per dare la giusta dimensione al principio di meritocrazia (che per essere utile al Paese deve costituire un'opportunità per tutti e non un privilegio per pochi) non si può far condizionare qualsiasi progetto innovativo dalla limitazione delle risorse, pena la futura uscita dell'Italia dal novero dei Paesi sviluppati. Tra i prodotti emblematici di tale negativa impostazione, il ritorno al maestro unico (scelta non motivata da esigenze pedagogiche, ma da esigenze di riduzione del personale docente) e la diminuzione delle ore di insegnamento scientifico ed i massicci licenziamenti di insegnanti di inglese nelle scuole elementari, che contraddicono gli stessi obiettivi formativi indicati dal Ministro. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Pardi).

Presidenza del vice presidente NANIA

ASCIUTTI (PdL). La riforma del secondo ciclo di istruzione e formazione ha posto particolare attenzione al settore tecnico-scientifico, con un incremento degli orari delle materie scientifiche ed il potenziamento dello studio delle lingue straniere: tale impostazione è stata favorevolmente accolta dalle famiglie, come dimostrano i dati relativi all'aumento delle iscrizioni. Si è inoltre creato un raccordo tra scuola, università e aziende protagoniste della formazione; è stata confermata la linea del rigore contro l'eccesso di assenze; sono aumentate le classi a tempo pieno; il taglio di organici (coerente con gli impegni assunti anche dal Governo di centrosinistra per superare l'inefficienza della spesa pubblica) è stato in larga parte compensato da nuove assunzioni; il rapporto tra numero dei docenti e numero degli studenti, il numero di ore di insegnamento ed il numero medio di studenti per classe ora si allineano alla media europea. Occorre un uso efficiente e razionale delle risorse nella scuola per valorizzare le eccellenze in campo educativo e premiare gli insegnanti più meritevoli, anche con l'uso di incentivi e introducendo nuovi sistemi di valutazione. La sfida è quella di offrire agli studenti una scuola più qualificata e restituire ai docenti il prestigio del loro ruolo in un rapporto più responsabile con alunni e genitori. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni. Commenti della senatrice Mariapia Garavaglia).

PROCACCI (PD). È necessario guardare con obiettività alla situazione critica in cui versano le istituzioni scolastiche, che i dati statistici forniti dal ministro Gelmini non valgono a smentire. Permangono infatti molte liste di attesa per l'accesso alla scuola dell'infanzia; si registra l'esubero di 2500 docenti di ruolo nelle scuole primarie, concentrati in alcune regioni del Sud; molte scuole non sono in grado di garantire l'orario a 30 ore, con conseguente smantellamento del modello del tempo pieno; è impossibile sostituire i docenti assenti; non sono ancora stati emanati i regolamenti relativi alla valutazione, nonché i decreti relativi all'articolazione delle cattedre e ai criteri generali dell'insegnamento. Manca soprattutto un progetto formativo di fondo, utile alla crescita complessiva della società. Il Ministro ha un compito difficile, stretta com'è dai vincoli di bilancio, ma invece di ammetterlo, usa impropriamente toni trionfalistici. (Applausi dal Gruppo PD).

BLAZINA (PD). Auspica che il Governo dedichi una attenzione particolare alla realtà specifica delle scuole bilingui italo-slovene del Friuli, riconosciute a livello internazionale e regolate da una normativa specifica per la tutela delle minoranze linguistiche. I dati descrivono una realtà composita e destinata a crescere, che per i suoi aspetti peculiari - la dispersione dei plessi scolastici, il maggior numero di ore di insegnamento, il minor numero di alunni - ha vissuto un avvio di anno scolastico particolarmente difficoltoso e rischia di essere fortemente penalizzata dall'applicazione della riforma. La disponibilità del Ministro ad un sopralluogo diretto in loco sarebbe un apprezzabile e dovuto segnale di sensibilità per il valore culturale e sociale di tali realtà. (Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini).

PISTORIO (Misto-MPA-AS). I dati esposti dal Ministro nella sua informativa come rappresentativi degli ottimi risultati della riforma dell'istruzione secondaria non tengono conto dei risvolti concreti ed umani delle misure adottate. I tagli hanno ridotto le cattedre e quindi le ore di studio, con un disinvestimento irresponsabile dallo sviluppo e dalla formazione dei futuri cittadini. È evidente tutta la drammatica realtà della riduzione degli insegnanti di sostegno per alunni disabili e del sovraffollamento delle classi, con conseguente aggravamento dei problemi igienico-sanitari e di sicurezza, anche per l'esiguità delle risorse destinate all'edilizia scolastica. E' inutile poi lamentare i bassi livelli retributivi e l'eccessiva anzianità media dei docenti italiani, se si espellono dalla scuola migliaia di giovani docenti e si bloccano gli incrementi stipendiali. Ad essere penalizzate in modo particolare da questa politica di tagli sono ancora una volta le scuole del Mezzogiorno, dove la riforma viene percepita come particolarmente ingiusta, poiché si abbatte su situazioni di disagio e di svantaggio che al contrario avrebbero richiesto provvedimenti ad hoc tesi a realizzare un minimo di equità fra Nord e Sud del Paese e fra classi sociali, combattendo certamente gli sprechi ma cionondimeno garantendo il sacrosanto diritto allo studio. (Applausi del senatore Lumia).

BERTUZZI (PD). Le scelte operate dalla riforma del comparto scuola sono dettate dall'urgenza di ottemperare agli obiettivi di contenimento della spesa della politica economica del Governo. La rappresentazione puramente numerica che il Ministro fa della complessa e variegata realtà del mondo della scuola, peraltro in termini entusiastici, evidentemente prescinde da una effettiva conoscenza della realtà materiale, fatta di classi sovraffollate, in cui alunni disabili o stranieri sono trascurati e in cui non vi è adeguata copertura delle assenze degli insegnanti; di laboratori di informatica o di musica che restano inutilizzati in mancanza di personale qualificato; di impellenti esigenze di edilizia scolastica cui neppure i Comuni virtuosi possono porre mano perché impediti dal patto di stabilità interno; di un aumento degli abbandoni scolastici. Questi sono i tratti di una scuola destinata a penalizzare i più deboli e a rendere la scuola privata l'unica alternativa valida, per chi se la può permettere. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).

PARDI (IdV). La soddisfazione espressa dal Ministro nella sua informativa mal si addice allo scenario che si presenta all'indomani dei tagli operati dalla legge finanziaria al comparto scuola, una vera falcidie di personale docente ed amministrativo, con un calo delle ore di insegnamento e un totale insuccesso nel progetto di valorizzazione degli insegnamenti linguistici ed informatici. L'unica abilità particolare di cui si dotano gli studenti sembra essere quella di affrontare gli anni cruciali della formazione in condizioni disagiate sotto tutti i profili, a cominciare da quello gravissimo della sicurezza degli edifici. Da tale politica emerge una patente svalutazione del ruolo degli insegnanti, chiamati a sacrifici quasi eroici, malpagati e gratificati solo dalla stima dei propri alunni, colpiti dalla scure delle razionalizzazioni che non tocca però, curiosamente, gli insegnanti di religione. Non è poi chiaro quali dovrebbero essere i criteri sulla cui base valutare gli insegnanti: non possono essere di natura quantitativa ma devono evidentemente applicarsi alla capacità del docente di trasmettere il sapere e di educare i propri alunni alla capacità critica. Forte di tali convinzioni, l'opposizione affiancherà la società attiva in tutte le proteste che riterrà di condurre contro l'inaccettabile politica del Governo in materia di istruzione pubblica. (Applausi dai Gruppi IdV e PD. Congratulazioni).

SOLIANI (PD). Dal dibattito sono emerse visioni radicalmente opposte della realtà; in particolare si registra negli interventi della maggioranza un ottimismo che non può essere certamente condiviso dalle persone che a vario titolo e con diversi ruoli vivono nel mondo della scuola, un settore vitale per il Paese che viene però definito dal Governo e dalla maggioranza, con grave pregiudizio ideologico, come una sorta di ammortizzatore sociale. Quella avviata non è una riforma organica, ma il risultato di pensanti tagli che hanno colpito il comparto, generato precarietà e sfiducia nel futuro, impoverito l'offerta formativa sin dalla scuola d'infanzia. Si compiono così vistosi passi indietro rispetto a tutte le conquiste del passato in termini di estensione del diritto fondamentale all'istruzione, mentre occorrerebbero interventi seri sulla formazione dei docenti e sulla valutazione del loro operato, sulla regolamentazione del meccanismo di turnover e sulla premialità. Il mondo della scuola non perde tuttavia la propria combattività e continua a difendere con passione i principi di democrazia, autonomia, equità sociale e della convivenza civile. (Applausi dal Gruppo PD).

POSSA (PdL). La relazione del Ministro è pienamente condivisibile ed apporta elementi di chiarezza: la diminuzione del personale docente è stata quasi tutta assorbita dai pensionamenti; il numero degli insegnati di sostegno è aumentato di 3.500 unità; il numero degli alunni per classe non è affatto aumentato nella misura da taluni impropriamente riportata. Il Governo ha inoltre varato il regolamento per la formazione iniziale degli insegnanti; si pensa all'accesso programmato alle facoltà di formazione degli insegnati e, quindi, la fine del fenomeno delle graduatorie e del precariato. Sono stati attuati positivi interventi in materia di informatizzazione della scuola, di promozione di una maggiore serietà e severità negli studi e di valutazione degli insegnanti. Nell'auspicare un celere parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti al fine di sbloccare e rendere utilizzabili i 300 milioni di euro per l'edilizia scolastica previsti nella legge finanziaria 2010, esprime il pieno plauso all'azione del ministro Gelmini, che si è concretizzata in un'intensa attività riformatrice nel rispetto delle esigenze di austerità finanziaria della politica governativa. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

SERRA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). La situazione in cui versa il sistema scolastico italiano, frutto di errori e carenze accumulate in molti anni, è oggi più grave che mai, come testimoniato dalla consistente riduzione degli organici, dal caos e dalle proteste che accompagnano l'avvio del nuovo anno scolastico, dalla mancanza di risorse per la didattica e l'amministrazione, dalla riduzione del tempo-scuola, che è impoverimento dell'offerta formativa e contrazione di posti di lavoro, nonché dall'inadeguatezza di gran parte del patrimonio edilizio. Nel comparto scuola la spesa corrente copre quasi per intero le risorse a disposizione ed è pertanto condivisibile l'obiettivo di un loro più equilibrato impiego, che non può tuttavia giustificare il sacrificio di 140.000 precari. Allo stesso tempo, il Governo dovrebbe operare per ancorare il reclutamento al merito, per collegare sempre più la stabilizzazione del personale alla formazione, per conferire maggiore dignità al ruolo dell'insegnante anche assicurando un adeguato riconoscimento economico. Quanto alla riforma universitaria attualmente all'esame dell'altro ramo del Parlamento, essa è condivisibile laddove mira ad una governance caratterizzata da autonomia e responsabilità, a criteri di reclutamento improntati alla meritocrazia e a valorizzare la produttività e la qualità del lavoro; essa andrebbe però accompagnata da risorse finanziarie che il Governo non ha invece affatto provveduto a stanziare. Conclude esprimendo sdegno e preoccupazione per la recente vicenda che ha visto l'inserimento massiccio di simboli di partito nelle strutture e negli arredi di una scuola pubblica, in spregio alla Costituzione e alla funzione formativa che la scuola deve avere. (Applausi dai Gruppi UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE e PD. Congratulazioni).

PITTONI (LNP). La scuola italiana, nonostante alcune carenze e anomalie, meriterebbe tuttavia di essere oggetto di una campagna di informazione più corretta e oggettiva, la quale, ad esempio, metta in rilievo il fatto che la durata del tempo scuola degli studenti italiani e l'indicatore costo per alunno sono superiori alle medie OCSE. Nel comparto della scuola le Regioni già da oggi hanno la facoltà, che farebbero bene ad esercitare, di legiferare in tema di organizzazione del servizio scolastico e di ripartizione alle scuole del territorio delle risorse finanziarie statali, con ciò potendo contribuire alla tenuta dei conti pubblici e alla garanzia di più elevati standard di prestazioni. Parimenti necessario è rivedere i criteri di valutazione degli insegnanti: a tal proposito, la Lega Nord ha elaborato un progetto volto ad istituire degli albi regionali per il reclutamento degli insegnanti, la cui finalità è quella di sottoporre i candidati all'insegnamento ad un serio test di preparazione (prescindendo dai titoli, conseguiti con più o meno attendibili valutazioni), di garantire una più elevata meritocrazia e di rafforzare il legame tra insegnanti e territorio, atteso che le responsabilità della scuola nella trasmissione di cultura e valori locali sono cresciute in maniera esponenziale e meritano di essere valorizzate. (Applausi del Gruppo LNP. Congratulazioni).

BASTICO (PD). Nonostante la competenza e lo spirito di sacrificio quotidianamente profusi dagli insegnanti e dagli altri lavoratori del settore, il sistema scolastico italiano versa oggi in uno stato di grave crisi, ulteriormente aggravato per effetto del taglio di 132.000 posti di lavoro negli ultimi tre anni e dello smantellamento del piano previsto dalla legge finanziaria del 2007, che avrebbe invece consentito l'assunzione di 150.000 unità. Parimenti drammatica è la situazione sul versante finanziario: i fondi destinati all'edilizia scolastica non sono ad oggi ancora stati sbloccati e il Ministro non ha inoltre comunicato come intende utilizzare i 2,3 miliardi di euro attualmente nella sua disponibilità: se per recuperare il blocco degli scatti di anzianità o per premiare i docenti migliori. Conclude rilevando che il ministro Gelmini avrebbe fatto bene ad opporsi con maggior forza alla politica di tagli attuata dal Governo, non soltanto perché la spesa per l'istruzione in Italia è già oggi tra le più basse in Europa, ma anche perché tale politica sembra sempre più lo strumento attraverso cui l'Esecutivo mira ad impoverire e a dequalificare la scuola pubblica a vantaggio di quella privata. (Applausi dal Gruppo PD).

QUAGLIARIELLO (PdL). I dati riportati dal Ministro indicano che il Governo sta procedendo nella giusta direzione: quella di una radicale innovazione di sistema per rendere la scuola più efficiente e più vicina alle esigenze del mercato e del mondo del lavoro. I problemi della scuola italiana sono complessi e difficili da scardinare, non sono imputabili ai Governi di centrodestra ma affondano le radici nell'egualitarismo di matrice sessantottina, nella gestione della scuola come ammortizzatore sociale e serbatoio di consenso elettorale, nella perdita di ruolo sociale da parte degli insegnanti. Il ministro Gelmini ha avviato un'importante opera di razionalizzazione finanziaria e strutturale; ha realizzato una riforma degli ordinamenti che valorizza la formazione tecnico-professionale e tenta di interpretare le richieste provenienti dal mondo del lavoro; ha promosso un sistema di valutazione che premia finalmente il merito. Un'opposizione responsabile anziché attardarsi in critiche pretestuose dovrebbe farsi carico della grave congiuntura economica che ha comportato tagli in tutti i settori dell'amministrazione statale e prendere atto che il ministro Gelmini sta operando in primo luogo per tagliare gli sprechi e per trovare una soluzione reale al problema creato da chi ha arruolato un esercito di precari a prescindere dalla effettiva necessità e dalla sostenibilità economica dell'operazione. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP e dai banchi del Governo).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione sull'informativa del Ministro.

RUSCONI (PD). Chiede al Presidente perché il Ministro non intervenga in replica.

PRESIDENTE. La procedura dell'informativa non prevede la replica del Ministro. L'intervento del Governo riaprirebbe la discussione.

Sui lavori del Senato

PRESIDENTE. Per accordi intercorsi tra i Gruppi, gli interventi sul fatto di cronaca che ha riguardato una famiglia pakistana in provincia di Modena e sulle dichiarazioni rese dal senatore Ciarrapico nel dibattito sulla fiducia della scorsa settimana avranno luogo nella seduta antimeridiana di domani.

NEGRI (PD). In considerazione del fatto che l'attività legislativa dell'Assemblea sta rallentando, chiede che in sede di programmazione dei lavori si dedichi maggiore tempo alle attività di sindacato ispettivo. (Applausi del senatore Molinari).

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo esaminerà la proposta.

Per un'adeguata politica dell'occupazione

CARLINO (IdV). Prendendo spunto da una tragica notizia - il suicidio di un laureato che non riusciva a trovare lavoro - sollecita un intervento del neoministro dello sviluppo economico Romani e del ministro del lavoro Sacconi per mettere a punto adeguati interventi a sostegno dell'occupazione. (Applausi dal Gruppo IdV).

PRESIDENTE.Dà annunzio degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo pervenuti alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica l'ordine del giorno delle sedute del 6 ottobre.

La seduta termina alle ore 19,52.