la città di Livorno ha vissuto, all'inizio del mese di settembre 2010, alcuni giorni di tensioni sociali che si sono intrecciate con problemi di tutela dell'ordine pubblico;
durante la serata di mercoledì 8 settembre, il Popolo della Libertà, in collaborazione con altre associazioni, ha organizzato, per le vie del centro della città labronica, una fiaccolata contro il degrado e per la sicurezza, volta semplicemente a richiedere maggiore tutela e controlli nei quartieri più a rischio;
una cinquantina di facinorosi anarchici, antagonisti e simpatizzanti del centro sociale "Godzilla" ha contestato il citato evento con atti di violenza, come lancio di fumogeni, bottiglie e petardi, e cercando quindi di negare il regolare svolgimento della manifestazione, peraltro regolarmente autorizzata;
altri episodi di enorme gravità sono avvenuti al termine del corteo, che si è svolto in modo pacifico, quando gli antagonisti, oltre ad aggredire dei consiglieri comunali e minacciare di morte dei militanti del Popolo della Libertà, hanno danneggiato delle auto, creando attimi di terrore;
la situazione dell'ordine pubblico nella città di Livorno è divenuta inaccettabile: è divenuto persino complicato e rischioso manifestare liberamente il proprio pensiero o le proprie opinioni, senza dover imporre una mobilitazione imponente di uomini e mezzi delle Forze dell'ordine a protezione dei manifestanti;
anche in altre città della Toscana, basti citare Pisa, vi sono gruppi organizzati, appartenenti a centri sociali ed antagonisti, che in svariate occasioni hanno creato forti tensioni e problematiche allo svolgimento, assolutamente democratico, di iniziative e manifestazioni, anche politiche, legate a valori e posizioni divergenti dai loro,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno porre in essere tutte le iniziative volte ad accertare chi siano i responsabili dei gravissimi atti sopra esposti, e ad evitare che un episodio di tale gravità, il quale ha creato, di fatto, un vulnus allo svolgimento dell'iter democratico nel comune di Livorno, possa in futuro ripetersi, in modo, quindi, da garantire appieno la libertà di pensiero, la tutela dei cittadini ed il pieno rispetto della legalità.
(4-03770)