in varie occasioni, ad esempio in data 22 maggio 2010, il Ministro in indirizzo ha sostenuto la tesi che il sequestro di beni connesso alla lotta alla mafia sarebbe assimilabile ad "una vera e propria manovra finanziaria (...) presto messa a disposizione della comunità delle persone oneste";
tuttavia, relativamente ai dati sui sequestri e le confische nel periodo dell'attuale Governo (riportati sul sito del Ministero dell'interno nella sezione "Lotta alla mafia") occorre tenere presente che il provvedimento di sequestro di beni è provvisorio e solo se si trasforma in confisca definitiva, a seguito di sentenza inappellabile, quei beni diventano dello Stato che ne può disporre secondo le previsioni di legge (legge n. 575 del 1965, e successive modificazioni) per fini istituzionali, sociali eccetera, altrimenti i beni devono essere restituiti agli aventi diritto;
ciò vale anche per i valori e le somme di denaro oggetto di sequestro che affluiscono al Fondo unico di giustizia (FUG) ripartito tra i Ministeri dell'interno, della giustizia e dell'economia e delle finanze: la notevole differenza tra i valori dei sequestri e delle confische (ad agosto il sito riporta circa 13 miliardi di euro per i primi e circa 3 miliardi di euro per le seconde) segna la distanza tra quanto effettivamente passa allo Stato rispetto all'iniziale blocco dei beni,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno utilizzare maggior cautela nelle esternazioni, evitando toni trionfalistici, anche al fine di diffondere dati più rispondenti alla realtà.
(3-01618)