il Rettore dell'Università di Messina, professor Francesco Tomasello, è stato rinviato a giudizio per rispondere dei reati di tentata concussione e abuso d'ufficio;
secondo l'accusa, tali reati sarebbero stati commessi per favorire il figlio del preside pro tempore della facoltà di Veterinaria dell'ateneo messinese in un concorso universitario per professore di seconda fascia;
per tali ipotesi accusatorie, il professor Tomasello è stato sospeso nel 2007 dalle funzioni dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Messina per il periodo di 60 giorni;
tale misura cautelare ha superato il vaglio del giudice del riesame;
il processo per tali ipotesi di reato, iniziato quasi un anno addietro, si sta ancora celebrando dinanzi al Tribunale di Messina ed è in corso l'istruttoria dibattimentale;
in tale processo la stessa Università si è costituita parte civile contro il suo stesso Rettore;
non risulta sia stato avviato alcun procedimento disciplinare a carico del Rettore, in pendenza del procedimento penale;
i coimputati del Rettore, che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, hanno subito pesanti condanne da parte del giudice dell'udienza preliminare competente;
nel 2008 il professor Tomasello è stato sospeso dall'autorità giudiziaria dalle funzioni di Rettore dell'Università di Messina una seconda volta per l'accusa di eventuali brogli in un altro concorso presso il Policlinico universitario a favore del Presidente del Consiglio comunale della città;
nel rigettare il ricorso proposto contro la misura cautelare, il Tribunale del riesame ha rilevato una «allarmante ostinazione manifestata dall'indagato nella conduzione clientelare della propria carica», nonché una «pericolosa quanto diffusa inclinazione alla rimozione assoluta del disvalore morale insito nelle condotte in esame ed alla sua sostituzione con un atteggiamento di compiaciuta, disinvolta ed opportunistica solidarietà rispetto al beneficiario dell'abuso, che poco giova al prestigio e all'autorevolezza dei pubblici uffici coinvolti i simili dinamiche»;
anche la Suprema Corte ha rigettato il ricorso proposto contro tale misura cautelare;
per tale seconda ipotesi di reato, la Procura della Repubblica di Messina ha notificato da tempo agli indagati l'avviso di conclusione delle indagini;
i fatti di cui sopra hanno avuto grandissima risonanza sugli organi di informazione nazionali ed hanno costituito anche oggetto di programmi televisivi nazionali di approfondimento, nonché di precedenti interrogazioni al Ministro dell'istruzione, università e ricerca;
premesso, altresì, che:
su proposta del rettore Tomasello, il Senato accademico, nella seduta del 17 maggio 2010, ha approvato, con il voto contrario dei Presidi della facoltà di Medicina e chirurgia, di Scienze naturali e l'astensione di quello di Giurisprudenza, tra le altre, la modifica dell'art. 57 dello statuto d'ateneo secondo la quale «i mandati in corso degli organi elettivi, compresi il Collegio dei revisori dei conti e il Nucleo di valutazione di Ateneo, sono prorogati di un anno»;
tale provvedimento ha provocato la reazione del Dipartimento di Diritto privato e della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Messina;
già nel mese di novembre 2009, un'analoga proposta di auto-proroga del mandato del Rettore e dei presidi era stata ritirata dopo le dure reazioni della facoltà di Giurisprudenza, di quella di Medicina e chirurgia e di quella di Scienze naturali, nonché di alcuni dipartimenti;
la modifica statutaria del mese di maggio 2010 ha avuto ampia risonanza sulla stampa locale e ha provocato la proposizione di interrogazioni parlamentari al Ministro dell'istruzione;
alcuni docenti e dipendenti dell'Università di Messina hanno presentato esposti al Ministero evidenziando numerosi profili di illegittimità che caratterizzano il provvedimento in parola;
in particolare, negli esposti è stata posta in evidenza la violazione dell'obbligo di astensione da parte dei componenti del Consiglio di amministrazione e del Senato accademico i quali, deliberando la propria auto-proroga nell'ufficio, versavano in palese conflitto d'interessi;
sempre secondo quanto argomentatamente illustrato negli esposti, avrebbero concorso ad assumere la deliberazione di auto-proroga anche i rappresentanti degli studenti in seno al Consiglio di amministrazione ed al Senato il cui mandato (e la cui proroga ex decreto-legge n. 293 del 1994) era scaduto da lungo tempo, con la conseguente nullità del provvedimento alla cui adozione gli stessi hanno concorso;
inoltre, negli esposti era anche evidenziata la palese illegittimità del contenuto della modifica statutaria, non essendo possibile modificare la durata di un mandato elettivo con efficacia retroattiva da parte dello stesso organo beneficiario della proroga;
tale deliberazione è stata inviata al Ministero per il controllo ex art. 6 della legge 9 maggio 1989, n. 168, con nota rettorale pervenuta al Ministero, secondo quanto riferisce lo stesso Rettore, il 28 maggio 2010;
con nota a firma del Direttore generale, dottor Marco Tomasi, del 29 luglio 2010, n. 2155, il Ministero, richiamati gli esposti di cui si è detto, le fortissime proteste e l'ampio risalto che le stesse hanno avuto, nonché le interrogazioni parlamentari che ne sono seguite, impregiudicati i profili procedurali di cui si è detto, ha circoscritto il proprio controllo alla violazione dell'ambito di autonomia che la legge riconosce agli atenei;
pur limitato in tale esclusivo ambito, il Ministero ha bocciato la proposta di modifica statutaria affermando che «il prolungamento dei mandati in corso previsto dall'art. 57, comma secondo, si configur(a) di fatto come una proroga automatica degli attuali mandati rispetto alla quale non vien data agli elettori la possibilità di esprimersi e, di conseguenza, come suggerito da copiosa giurisprudenza, si pone in contrasto con la necessità di garantire al corpo elettorale il diritto/dovere di verificare in concreto l'operato dell'eletto alla scadenza del mandato», invitando, pertanto, al riesame della proposta statutaria ai sensi dell'art. 6, comma 9, della legge;
nella seduta del Senato accademico di lunedì 2 agosto 2010, convocata a mezzo e-mail venerdì 30 luglio alle ore 11,47, il Rettore ha riferito di aver inviato la modifica statutaria al Ministero per il controllo, che per legge si deve esercitare entro 60 giorni, e che « non essendo pervenuta all'Ateneo alcuna comunicazione entro il termine suddetto e, pertanto, in assenza di rilievi, ai sensi dell'art.6, comma 9, della legge n. 168/89, le modifiche devono essere emanate dal Rettore»;
ha aggiunto il Rettore nella medesima seduta, «a termine ormai scaduto, il Ministero ha fatto presente al Rettore (con nota 29 luglio 2010 trasmessa via e-mail in data 30 luglio 2010), che sarebbe stata consigliabile una revisione della disciplina transitoria introdotta dall'art. 57 con la quale venisse offerta al corpo elettorale l'opportunità di manifestare la propria volontà in merito al prolungamento del mandato degli organi elettivi. Una soluzione questa di cui si è avvalso l'Ateneo di Palermo, con specifico riferimento alla durata del mandato del Rettore in carica, prorogato di due anni»;
sulla base della proposta del Rettore, il Senato accademico ha approvato la proposta di inserire nello statuto d'ateneo un art. 57-bis del seguente contenuto: «la modifica statutaria relativa al prolungamento dei mandati elettivi, di cui al'articolo precedente, non ha effetto ed è perciò salva la loro scadenza ordinaria qualora ne faccia richiesta scritta in tal senso, entro tre mesi dalla pubblicazione della presente modifica di Statuto, la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto»;
pertanto, con l'ultima modifica statutaria viene introdotto una specie di referendum abrogativo a voto palese, per il quale si richiede una maggioranza addirittura superiore di quella necessaria per eleggere il Rettore (si veda l'art. 8 dello statuto d'ateneo che prevede la possibilità che il Rettore sia eletto anche con la semplice maggioranza dei votanti);
in particolare, gli « aventi diritto al voto » nell'Università di Messina sono oltre 30.000 persone, visto che per eleggere le varie cariche accademiche sono chiamati a votare docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti sicché, per impedire la proroga disposta dal Senato accademico occorrerebbe la « richiesta scritta » di oltre 15.000 persone;
siffatta modifica statutaria è stata trasmessa al Ministero per il controllo di legge con nota 27 agosto 2010;
nella seduta del Senato accademico del 28 settembre 2010 il Rettore ha dichiarato che il Ministero avrebbe approvato espressamente tale ultima modifica statutaria;
premesso ancora che:
il professor Giuseppe Pio Anastasi, ordinario di Anatomia umana è in atto delegato del rettore Tomasello quale "Coordinatore del Collegio dei Prorettori e rapporti Policlinico Universitario" e in tale veste invitato a intervenire alle riunioni del Senato accademico ai sensi dell'art.9, comma 9, dello statuto d'ateneo;
secondo notizie di stampa, il docente in questione, pur percependo l'indennità di assistenza medica dall'Azienda ospedaliera universitaria Gaetano Martino di Messina, non risulta iscritto all'Ordine dei medici sin dal 1998;
solo dopo la pubblicazione di articoli di stampa sull'argomento, il docente ha chiesto l'iscrizione all'Ordine dei medici chirurghi della Provincia di Messina;
l'Azienda ospedaliera universitaria messinese ha avviato il procedimento per il recupero delle indennità indebitamente percepite dall'interessato (circa 2.000 euro per 13 mensilità per 12 anni);
l'Assessore alla salute della Regione siciliana, dottor Massimo Russo, ha espresso vivo apprezzamento per l'iniziativa assunta in tal senso dall'Azienda ospedaliera universitaria;
il rettore Tomasello si è limitato a chiedere una relazione sull'accaduto e ha ritenuto di non dover revocare l'incarico fiduciario al professor Anastasi di "Delegato per i rapporti con il Policlinico" (si veda il comunicato stampa dell'Università di Messina n. 386 dell'11 settembre 2010);
premesso, infine, che, ferma la presunzione di innocenza a favore degli imputati e dei soggetti coinvolti, i fatti di cui sopra gettano un gravissimo discredito sul sistema universitario nazionale e sull'Università messinese in particolare, compromettendo il prestigio maturato negli anni da quell'ateneo, nonché l'impegno profuso quotidianamente dalla stragrande maggioranza dei docenti, dal personale tecnico e amministrativo che vi opera e, soprattutto, rischiando di compromettere la credibilità del titolo di studio cui aspirano gli studenti che lo frequentano, nonché frustrando l'impegno del personale e la fiducia degli utenti del Policlinico universitario Gaetano Martino,
si chiede di sapere dal Ministro dell'istruzione, università e ricerca:
se risponda al vero che il controllo ministeriale sulla modifica dell'art. 57 dello statuto dell'ateneo di Messina è stato esercitato oltre il termine perentorio previsto dall'art. 6, comma 9, della legge n. 168 del 1989;
in caso di risposta affermativa, quali siano le ragioni di tale circostanza e quali iniziative intenda assumere, anche avuto riguardo alla dichiarata intenzione del Rettore di dar corso a tale modifica statutaria nonostante i rilievi ministeriali;
se risponda al vero che il Ministero ha approvato la delibera concernente l'art. 57-bis dello statuto d'ateneo la quale, anziché porre rimedio agli accertati vizi di legittimità e di merito dell'art. 57, a giudizio degli interroganti li aggrava palesemente;
se risponda al vero che i rappresentanti degli studenti in seno al Senato accademico e al Consiglio d'amministrazione dell'Università di Messina sono cessati dalle cariche, rispettivamente il 31 ottobre e il 31 dicembre 2009 (giusto decreto rettorale di nomina del 26 maggio 2008, n. 2090, per il biennio accademico 2007/2008-2008/2009 e per il biennio finanziario 2007/2008-2008/2009), con la conseguente nullità di tutti gli atti deliberati con il loro concorso ai sensi dell'art.6 del decreto-legge n. 293 del 1994;
in caso affermativo, quali iniziative si intendano assumere per ristabilire l'ordinario funzionamento degli organi accademici e per porre rimedio allo stato di diffusa e permanente illegittimità che ha caratterizzato il funzionamento del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione;
si chiede altresì di sapere, dal Ministro della salute:
se risponda al vero che il professor Giuseppe Pio Anastasi, ordinario di Anatomia umana presso l'Università di Messina e delegato del Rettore quale "Coordinatore del Collegio dei Prorettori e rapporti Policlinico Universitario", non è stato iscritto all'Albo dei medici chirurghi dal 1998 al 7 settembre 2010, pur continuando a percepire in tale periodo dall'Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Gaetano Martino l'indennità stipendiale di assistenza medica;
in caso di risposta affermativa, se intenda assumere iniziative per denunciare all'autorità giudiziaria gli eventuali reati che in tale vicenda si dovessero rilevare e per tutelare l'immagine e il decoro della professione medica, dell'Azienda ospedaliera universitaria policlinico Gaetano Martino e dell'Università di Messina, gravemente lesi anche da tale ultimo episodio.
(3-01613)