VIESPOLI (FLI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIESPOLI (FLI). Signor Presidente, mi rivolgo al Presidente del Consiglio, innanzitutto, per ringraziarlo della scelta che ha ritenuto di compiere, cioè di chiudere il dibattito parlamentare con il voto di fiducia. Io la ringrazio, perché questo consente al Gruppo Futuro e Libertà di confermare di essere una forza leale, di essere un forza responsabile, di essere una forza consapevole del valore della stabilità.
Signor Presidente del Consiglio, lei stesso ha sottolineato ed evidenziato lo spirito costruttivo dell'approccio dei colleghi che hanno parlato prima di me: la collega Contini, il collega Menardi, il collega Saia, il collega Valditara e il collega Baldassarri (che ringrazio anche per il lavoro svolto nel traghettarci verso la stabilizzazione del Gruppo). Lei ha notato questo spirito costruttivo, e allora mi consenta di dire, signor Presidente del Consiglio, che noi riteniamo che la legislatura debba andare avanti.
Noi vogliamo che la legislatura vada avanti, per dimostrare che non siamo forza di logoramento del Governo, ma siamo forza di condizionamento positivo del Governo, per consentire al Governo di rispondere alle grandi questioni ancora aperte della lunga transizione italiana.
Signor Presidente del Consiglio, per chiarezza, noi non abbiamo cultura ribaltonista. Noi non facciamo ribaltoni: noi conosciamo l'articolo 1 della Costituzione e siamo rispettosi della sovranità popolare. Faccia attenzione, signor Presidente del Consiglio, perché questo rischia di essere un atteggiamento conservatore. Infatti, affermare che si rispetta la sovranità popolare non significa rinunciare a cambiare la legge elettorale. Quest'ultima esprime piuttosto la sovranità padronale, cioè dei padroni delle liste, rispetto alla sovranità popolare. (Applausi dai Gruppi FLI e PD).
Allora, signor Presidente del Consiglio, questa è una sfida innanzitutto per il centrodestra, il quale deve recuperare il profilo riformatore, affrontare la grande questione istituzionale e costituzionale del nostro Paese, risolta la quale deve inserire in questo disegno una legge elettorale funzionale al sistema per consegnare il nostro sistema politico ed istituzionale al di fuori dell'ibrido del lungo dopoguerra italiano, che non ha mai fornito risposte. Mi rivolgo a coloro che hanno la mia storia e la mia cultura politica; penso all'insegnamento di un giurista come Carlo Costamagna che fin dalle origini della Repubblica poneva la domanda: "quale Repubblica?" Non abbiamo mai risposto a questa domanda, ed oggi dobbiamo rinnovare la capacità modernizzatrice del centrodestra, dopo averne riorganizzato e riarticolato la presenza.
Signor Presidente del Consiglio, questo è l'unico modo di lasciare dietro di noi, come fantasmi del passato, il ritorno al trasformismo e a terzi poli; noi guardiamo avanti, ma la responsabilità è dell'intero centrodestra rispetto alla sua capacità di realizzare le riforme, senza pensare a chissà quali disegni e reconditi obiettivi.
Signor Presidente del Consiglio (e mi rivolgo con chiarezza anche agli amici della Lega), come meridionale e come Capogruppo di Futuro e Libertà sottolineo che noi accettiamo e cogliamo il senso importante e decisivo della sfida federalista. Noi vogliamo rappresentare un Mezzogiorno che si misura con la responsabilità, con la qualità della classe dirigente, con la cultura della legalità; che afferma chiaramente di voler crescere perché è capace, bravo, intelligente, creativo, perché ha territorio e talento, perché vuole opportunità per crescere nella competizione globale e nella dimensione del rapporto Nord-Sud. (Applausi dai Gruppi FLI e LNP).
Colleghi della Lega, così come affermo che siamo pronti ad assecondare le legittime richieste di autonomia e di peso politico del Nord, vi dico che se non cresce il Sud non cresce l'Italia: lo sviluppo del Mezzogiorno è interesse di quella parte del territorio nazionale, come è interesse dell'Italia. La dimensione del dibattito sul Mezzogiorno è troppo angusta e piccola; siamo nell'epoca della globalizzazione: quando la stessa Europa è troppo piccola per competere, pensiamo di animare il conflitto Nord-Sud, senza capire che il problema è quello di far crescere il sistema Paese tutto intero, da Nord a Sud, e senza sapere che la dimensione europea affronta meglio di qualsiasi altra dimensione lo sviluppo del Mezzogiorno. Consentitemi una battuta: lo sviluppo del Sud si manifesta e si concretizza più a Bruxelles e a Casablanca che a Roma, a Milano o a Torino: si manifesta cioè nella capacità dell'Europa di cogliere il ritorno che la storia riconsegna al Mediterraneo e di capire che il Sud è il fronte europeo verso il Mediterraneo, è proiettato nel Mediterraneo. Il Sud ha una grande funzione geopolitica nell'interesse nazionale ed europeo. (Commenti della senatrice Mauro).
In questo modo vogliamo affrontare le questioni e misurarci con i problemi, signor Presidente del Consiglio.
Rispetto al Mezzogiorno, per quanto riguarda le infrastrutture, non voglio sostenere che non si è fatto; tuttavia, quando lei cita alcune infrastrutture, ho la sensazione che non le dicano tutto l'iter procedurale. Allora, signor Presidente del Consiglio, dia un bel segnale al Mezzogiorno: convochi il prossimo CIPE e recuperi i 90 milioni di euro che il ministro Tremonti ha tolto per far decollare un investimento di finanza di progetto di circa 500 milioni di euro, che lei ha indicato nelle infrastrutture del Sud, cioè la cosiddetta autostrada Telesina; sblocchi le risorse pari a 700 milioni di euro per far partire il primo lotto di intervento della Napoli-Bari. La Napoli-Bari - lo dico al ministro Tremonti che lamenta la dispersione delle risorse - è pensata non Regione su Regione, ma tra le Regioni Campania e Puglia. È pensata guardando al Mezzogiorno come grande macroarea proprio per non frantumare le risorse.
Mi consenta di dirle, Presidente, a proposito del piano per il Sud, di costituire una conferenza nazionale permanente sui problemi del Sud a Palazzo Chigi. (Commenti dal Gruppo LNP). Chiami le Regioni, le forze sociali, determini le condizioni per evitare la dispersione delle risorse, individui la concentrazione delle risorse. Nel Sud, colleghi della Lega - lo sappiamo noi per primi - non c'è un problema di quantità delle risorse ma di qualità della spesa, di direzione della spesa, di strategicità della spesa, di capacità di guardare fino in fondo ad una crescita che noi vogliamo accompagnare, assieme agli amici del MPA con i quali ho presentato la risoluzione.
È con questo spirito, signor Presidente, che vogliamo affrontare i problemi, per andare avanti e non per tornare indietro, per guardare al recupero della centralità e della forza della politica, della visione, della missione, per riconciliare, non nell'orticello autoreferenziale del partitismo, la politica e le istituzioni con la gente e con i cittadini, entrando nel corpo vivo della società italiana che vuole essere governata, che vuole risposte a questa straordinaria domanda di governo che non sempre trova capacità di risposta.
Allora, vogliamo partecipare a questa nuova stagione del cambiamento e delle riforme che lei ha disegnato e che lei ha prospettato con una visione, Presidente. Mi consenta una battuta: a volte ripercorrere le vecchie strade, le vecchie categorie ottocentesche e novecentesche, (Commenti delle senatrici Mariapia Garavaglia e Pinotti) impedisce di capire che siamo ad una grande svolta epocale, dove tutte le vecchie culture politiche si devono interrogare, dove destra e sinistra si contrappongono ed insieme si incrociano e si attraversano, perché trasversali sono i problemi.
Ho avuto solo un fremito rispetto alla stabilità del Governo ed alla prospettiva della legislatura. Mi consenta di finire con questa battuta: quando ho ascoltato un autorevole collega dire che la differenza in Europa che bisogna recuperare in Italia è la differenza tra moderati e socialisti, ho pensato ai tanti socialisti in un Governo moderato e che, se fosse davvero questa la contrapposizione, allora, sì, ci dovrebbe essere la crisi e la difficoltà del Governo. Per dire che queste vecchie categorie ottocentesche e novecentesche non servono a disegnare gli scenari del cambiamento e del rinnovamento. (Applausi dai Gruppi FLI, PdL, UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE. e Misto-MPA-AS - Congratulazioni).