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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 431 del 30/09/2010


MAZZATORTA (LNP). Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli Ministri, onorevoli colleghi, abbiamo ascoltato le sue comunicazioni all'Aula e le abbiamo trovate concrete e condivisibili e per nostra fortuna, e per fortuna del Paese, lontane anni luce da quelle insostenibili cronache quotidiane della politica politicante presenti sui nostri giornali.

La Lega Nord ha da sempre e con determinazione perseguito un obiettivo di riforma delle attuali istituzioni, per trasformare radicalmente l'assetto di questo Stato centralista ed inefficiente, per sostituire a questo centralismo Statocentrico un federalismo che riesca a dare autodeterminazione ed autonomia ai diversi territori e a colmare quella frattura profonda tra Nord e Sud che in 150 anni di storia unitaria non siamo riusciti come Paese a colmare.

Che le grandi Regioni produttive del Nord producano assai più di quel che spendono è ormai un dato inconfutabile. Esiste quindi una questione settentrionale -che Umberto Bossi in anni lontani ha portato all'attenzione della politica nazionale, collega Butti - così come esiste certamente una questione meridionale. E se esiste un Meridione che nessuno ha il coraggio di negare, sia in termini geografici, che in termini identitari, quando si parla di Settentrione, e quindi di Padania, si continua pervicacemente a negare l'evidenza, ossia che esista questo posto, mentre una delle cause principali del malessere settentrionale deriva proprio dal rifiuto dello Stato centralista di accettare l'esistenza di un'area chiamata Padania. (Applausi dal Gruppo LNP). E tutti oggi, a parole più che nei fatti, continuano a riconoscere la necessità di rimediare ai guasti dell'attuale Stato centralista ed ingombrante, ma ritengono eversivo parlare di Padania.

Ma mentre noi procediamo sulla strada delle riforme e della diffusione della cultura del federalismo (forse questo secondo aspetto, ossia la diffusione della cultura della differenziazione e della valorizzazione delle diversità, è il più difficile), sono al lavoro le burocrazie parassitarie, statali e parastatali, per difendere i loro privilegi. Non è un'offesa, colleghi, ma è la pura e cruda realtà riconoscere che Roma è ovviamente il luogo di massima concentrazione di queste burocrazie parassitarie. (Commenti del senatore Di Giovan Paolo). La battaglia contro Roma non è, quindi, che la battaglia a queste corporazioni, burocrazie ed apparati, sulle quali ronzano, come le api sul miele, gli interessi clientelari. Non è la battaglia contro i cittadini romani. Il Nord non è disposto ad essere, come diceva Mameli, schiavo di Roma, ossia dipendente da questi centri di potere clientelare.

Quando noi proponiamo l'inizio di un processo di ristrutturazione territoriale dello Stato e un'organizzazione decentrata dell'amministrazione statale sul modello di ciò che avviene in altri Paesi europei e per dare attuazione all'articolo 5 della Costituzione (che andrebbe letto tutto, là dove dice che nei servizi statali deve essere attuato «il più ampio decentramento amministrativo»), prevedendo ad esempio che la CONSOB, che è la Commissione di vigilanza sulla Borsa di Milano, abbia sede a Milano e non a Roma, come invece accade assurdamente oggi, veniamo letteralmente aggrediti dai falsi federalisti, che scendono in campo a difesa dei loro privilegi e che resistono con ogni mezzo alla spinta verso la riforma delle nostre istituzioni(Commenti del senatore Morando).

Il centralismo statale è il vero responsabile del profondo divario tra Nord e Sud, e se vogliamo che questa distanza si riduca, continuiamo nella direzione intrapresa da questo Governo da due anni a questa parte con la riforma federalista.

Il federalismo fiscale, la semplificazione della burocrazia e delle leggi, la sicurezza dei cittadini, il contrasto all'immigrazione irregolare e il governo rigoroso di quella regolare, la lotta alla criminalità comune, organizzata e alla criminalità di stampo mafioso, sono da sempre i nostri obiettivi e da maggio 2008 sono divenuti gli obiettivi programmatici del Governo da lei presieduto, signor Presidente del Consiglio. E l'azione del Governo nei settori che ho indicato ha prodotto risultati straordinari, mai conseguiti in passato.

Per noi tutti, parlamentari militanti della Lega Nord, quegli impegni assunti con i cittadini in campagna elettorale sono la nostra bussola, a cui ci atteniamo e a cui facciamo quotidianamente riferimento. Non accetteremo mai di rinunciare a questi obiettivi. Non siamo appassionati all'ingegneria dei seggi, né ci interessa la politica autoreferenziale o, peggio, il gossip politico. Ci interessa realizzare semplicemente ciò che abbiamo promesso ai tanti elettori che ci hanno votato e hanno votato per lei, signor Presidente del Consiglio. Vigileremo affinché questo patto, con i nostri e i suoi elettori, venga mantenuto. Non ci interessa navigare a vista. La politica, signor Presidente del Consiglio, deve riprendere il suo ruolo di guida lungimirante, e dobbiamo tutti ridare alla politica quella dignità della funzione, oggi purtroppo mortificata dai comportamenti non coerenti e trasparenti di pochi.

Oggi lei, signor Presidente del Consiglio, con il suo discorso e con il suo richiamo alla coerenza, ha ridato dignità al Parlamento, mortificato da campagne mediatiche che lo dipingevano come una sorta di suk arabo. E, se ciò non fosse avvenuto, avremmo assistito ad un ulteriore disorientamento dei cittadini, ad un ulteriore aumento della disaffezione nei confronti dei partiti e delle istituzioni.

Serve un Governo non di legislatura, ma che possa realizzare il programma durante tutta la legislatura. Serve unaleadership politica forte, capace di dare risposta ai problemi. Serve coerenza, e non serve la frammentazione politica della maggioranza che sostiene il Governo. I cittadini non ne possono più della frammentazione politica, e la lotta alla frammentazione politica dovrebbe essere condotta da tutti noi.

Signor Presidente del Consiglio, se continuerà - come ha fatto in questi due anni - nella sua opera di cambiamento di questo Paese, opera difficile - come ha riconosciuto lei questa mattina - ma necessaria, saremo al suo fianco, facendo la nostra parte con la pazienza che abbiamo dimostrato sino ad oggi, ma anche con la determinazione e l'affidabilità che abbiamo sempre dimostrato. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL e dai banchi del Governo. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Bubbico. Ne ha facoltà.