LI GOTTI (IdV). Signor Presidente del Consiglio, probabilmente c'è un discorso in materia di giustizia e di sicurezza che sarebbe stato da noi accolto, valutato positivamente e umanamente compreso. Al di là del merito, è un fatto oggettivo che lei, presidente Berlusconi, ritenga di essere perseguitato dalla giustizia e dalla magistratura. Non entro nel merito. È un fatto oggettivo. In altri termini, psicologicamente soffre le parole "giustizia" e "legalità" perché in questi anni ha ritenuto che si sia sedimentata una aggressione giudiziaria nei suoi confronti. Se lei avesse detto in quest'Aula: mi stanno a cuore gli interessi del mio Paese, ma mi stanno così a cuore che per le mie condizioni psicologiche sedimentate della giustizia non parlo, perché non sono in grado di essere sereno quando parlo di giustizia; se lei avesse detto: la giustizia nel nostro Paese deve essere riformata, ma è bene che lo facciano i miei collaboratori, perché non mi impegno in prima persona, ebbene, questo discorso lo avremmo valutato elevato, alto ed umanamente comprensibile.
Così come è umanamente comprensibile non pretendere da lei ciò che lei non può dare: lei non può riformare la giustizia e noi umanamente non possiamo chiederglielo. Non lo può fare perché lei non crede nella giustizia. La giustizia, per come la vive, lei la subisce, e in quello che lei considera il gioco di squadra dello Stato, psicologicamente lei è in un'altra squadra, è nell'altra metà del campo, in quella metà campo antagonista alla giustizia e alla legalità. Si tratta di una sua condizione psicologica che indubbiamente condiziona le sue scelte.
Non dipende - a mio avviso - da altre ragioni il fatto che lei sia venuto a dirci in quest'Aula che i problemi della giustizia verranno risolti con ulteriori aumenti delle risorse. Ma lei si è accorto di ciò che ha detto? Soltanto nell'ultimo anno le risorse della giustizia sono state tagliate di 600 milioni di euro. Ha affermato poi che darete ulteriori risorse, attingendo al Fondo unico giustizia. Si informi: il Fondo unico giustizia ha già distribuito i fondi e l'attribuzione alla giustizia, straordinaria per quest'anno perché l'erario ha rinunciato alla sua quota (ciò è avvenuto pochi giorni fa), è di 79 milioni di euro. Il pozzo di San Patrizio, nel quale sono confluiti oltre 2 miliardi di euro, per la giustizia ha fruttato 79 milioni di euro. Abbiamo dunque tagli per 600 milioni di euro e risorse straordinarie per 79 milioni di euro.
Come si affronta il problema della scopertura del personale e della magistratura, che in alcuni tribunali del Sud, e anche del Nord, arriva fino al 30 per cento? Qual è la strategia del Governo per risolvere questo gravissimo problema? Lei ci pensa - ci sono stati servizi televisivi, ma è una realtà che riguarda diverse parti d'Italia - che il procuratore della Repubblica di Gela, una delle zone più inquinate d'Italia, sotto tutti i punti di vista, è rimasto senza sostituti ed è solo?
Come si può pensare di risolvere il problema della giustizia solo considerando che ogni anno vanno in pensione 800 dipendenti dell'amministrazione della giustizia e non vengono sostituiti? L'attuale scopertura è di 7.000 unità. Come si può pensare di riformare se non esistono i soldi (oppure non vengono destinati a tale scopo) per pagare gli straordinari e per fare le udienze?
Un anno e mezzo fa, voluta e votata da tutti, abbiamo istituito la banca dati del DNA. Ebbene non può entrare in funzione perché secondo la relazione del 15 settembre 2010, trasmessa, come prevede la legge istitutiva, al Parlamento, non si possono istituire i laboratori per l'estrazione dei profili genetici del DNA in quanto non c'è la copertura finanziaria, pari a (questi sono i conteggi, pensate, pensate) 7,8 milioni di euro. Questo Parlamento ha votato una legge dotandosi di uno strumento importante di lotta alla criminalità e non ci sono i soldi per aprire i laboratori! Le risorse necessarie - lo ripeto - ammontano, come dice il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, nella figura del dottor Franco Ionta, nella reazione al Parlamento, a 7,8 milioni di euro.
Sono questi i problemi che fanno mancare una visione strategica della riforma di cui necessita la giustizia.
Le manchevolezze del Governo: si fanno le leggi e poi il Governo non va avanti. Ma si chiede il motivo per cui dopo un anno e tre mesi ancora non è stato adottato il decreto per la tracciabilità dei flussi finanziari per la ricostruzione dell'Abruzzo e per l'Expo di Milano 2015? Perché il Governo assume l'impegno di fare i decreti sulla tracciabilità dei flussi per controllare il fenomeno della gestione corretta degli appalti e dopo 13 mesi ancora non è riuscito a fare quello che doveva fare dopo uno?
Sulla sicurezza le rispondo con parole non mie, pronunciate qualche giorno fa: «Tutti devono sapere che nella lotta alla criminalità si riescono a tagliare traguardi importanti solo dopo anni di indagine, di lavoro e di sacrificio e la politica non contribuisce a risolvere i problemi. Attribuire i risultati al Governo e ai politici alleati costituisce un'ingiuria per la polizia». Sono i sindacati di polizia che lo dicono.
E ancora: «Un Governo che vive di apparenza, parole, che getta fumo negli occhi, che non riesce a stabilire quali siano le vere priorità per un intero Paese (...) Se qualcuno ha pensato, con la sicurezza e la legalità, di voler fare il gioco delle tre carte si sbaglia: noi i bari siamo abituati a scoprirli ed a smascherare il loro gioco falso. E lo faremo anche questa volta». Questi sono i sindacati di polizia. (Applausi dal Gruppo IdV).
GIOVANARDI, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Quali dei 28?
PRESIDENTE. È iscritta a parlare la senatrice Bianchi. Ne ha facoltà.