LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi, mentre la gravissima crisi che ha devastato le economie più sane, falcidiando milioni di posti di lavoro, non è ancora risolta, invece di trovare soluzioni più idonee a problemi reali quali il debito pubblico che continua a lievitare, la disoccupazione, soprattutto giovanile, che cresce, il potere di acquisto che diminuisce, la povertà che aumenta, i tagli dei fondi alla ricerca, i gravissimi problemi della scuola, dove i genitori sono costretti a portare persino la carta igienica per cercare di sopperire ai pesanti tagli effettuati con la mannaia, le tariffe e i pedaggi che rincarano continuamente, voi, signori del Governo, avete mandato in scena per tutta l'estate uno dei più avvilenti e indecorosi teatrini della politica, mettendo al centro dell'attenzione, con un'abile regia, un appartamento di 60 metri quadri a Montecarlo (Applausi dal Gruppo IdV) forse per cercare di distogliere l'attenzione dalle questioni più serie e gravi degli italiani.
Signor Presidente del Consiglio,mi consenta di rappresentare quali sono i reali problemi degli italiani. A luglio il tasso di disoccupazione è stato dell'8,9 per cento, in aumento dello 0,5 per cento rispetto al luglio 2009. In un anno sono andati perduti 172.000 posti di lavoro e tale falcidia ha colpito soprattutto i giovani: uno su quattro, infatti, cioè il 26,8 per cento, è disoccupato.
I veri ammortizzatori sociali sono le famiglie, ossia gli anziani che hanno risparmiato qualcosa durante la loro vita lavorativa e devono mantenere figli e nipoti, i giovani, quell'esercito di precari che arrivano a 35-40 anni con contratti a tempo determinato di 700-800 euro al mese rinnovati di trimestre in trimestre, senza possibilità di formarsi una famiglia o di richiedere un mutuo per acquistare una casa e senza speranza di farsi una pensione per la vecchiaia.
Signor presidente Berlusconi, lei ha parlato di quoziente familiare. Alla buonora! Ma questo è un Paese che invecchia, e senza un fecondo ricambio generazionale, se non investe sui giovani, sulle famiglie, sulla ricerca e sull'innovazione, non potrà avere alcun futuro. Infatti, il tasso di natalità, che nel 2000 era di 9,13, nel 2009 è sceso ad 8,18, con una diminuzione dell'11,6 per cento, tra i più bassi d'Europa, perché in tempi di crisi molti hanno deciso che non potevano permettersi un figlio. Tale tasso peraltro è calato da quando è cominciata la grave recessione, scendendo dal 2007 al 2009 del 6,60 per cento.
E mentre, signor Presidente del Consiglio, da ben 149 giorni, per i vostri litigi interni, non riuscite neppure a nominare un Ministro dello sviluppo economico, oppure a rinnovare i vertici della CONSOB, la cui poltrona di presidente è vacante da 90 giorni, dopo la disastrosa gestione Cardia, che avete premiato con la presidenza delle Ferrovie, le anomalie di mercato sono rappresentate anche da un sistema bancario costoso ed inefficiente, vera e propria idrovora che applica costi di gestione dei conti correnti tra i più elevati del mondo, prevede tassi sui mutui con interessi più elevati di 0,59 punti percentuali rispetto alla media europea e ha stabilito un rincaro sui prestiti personali e sul credito al consumo con una forbice maggiore del 2,16 per cento.
Signor Presidente del Consiglio, lei ha parlato del debito pubblico come di un macigno ereditato, ma questo a luglio ha toccato nuovi record raggiungendo la soglia di 1.838 miliardi di euro, il livello assoluto più alto di sempre, con un gravame di 30.633 euro sulle spalle di ognuno dei 60 milioni di residenti e di 83.000 euro sulle spalle di ogni famiglia. Il debito pubblico, vera mina vagante, è destinato a crescere in assenza di politiche economiche volte alla sua riduzione: secondo alcune stime, aumenterà di altri 158 miliardi, attestandosi poco sotto i 2 miliardi di euro, con un gravame pari a 33.080 euro a testa.
Signor Presidente del Consiglio, mi consenta di darle alcuni dati, perché non è vero che il debito cresce ad invarianza di Governo. Secondo uno studio, il debito pubblico nel giugno 1996 ammontava a una somma pari a 1.170 miliardi di euro. Ad aprile 2001, dopo 58 mesi di un Governo di centrosinistra, è cresciuto ed è arrivato a 1.329 miliardi di euro(con un aumento medio di 2,746 miliardi al mese). Nel maggio 2001 è aumentato. Nel marzo del 2006 è arrivato a 1.560 miliardi di euro (aumento medio di 3,824 miliardi al mese). A maggio 2008, quando voi avete iniziato a governare, avete trovato un debito pubblico di 1.649, 471 miliardi di euro. Ebbene, signor Presidente, a luglio di quest'anno il debito pubblico è arrivatoa 1.838 miliardi di euro, da 1.649: quindi, è cresciuto di 189 miliardi, con una crescita di 7,2 miliardi al mese. Signor Presidente del Consiglio, questi sono i dati, e da queste cifre non si può svicolare.
Venendo alla pressione fiscale, avevate promesso agli italiani che l'avreste diminuita. Vi diamo anche atto che c'è stata una crisi economica internazionale e che non è stata responsabilità magari solo dell'Italia, perché è venuta dall'estero. Ebbene, secondo i dati dell'ISTAT, signor Presidente, la pressione fiscale è aumentata dal 42,9 al 43,2 per cento.
In conclusione, signor Presidente, vorrei sottolineare che le riforme non possono essere solo tagli alla sanità, alla scuola, ai servizi sociali, agli asili, agli anziani. Non ci possono essere solo aumenti delle tariffe elettriche e del gas, dei pedaggi, dei servizi bancari ed assicurativi, denunciati proprio ieri qui in Senato dal presidente dell'Antitrust Catricalà, secondo il quale le tariffe assicurative in Italia dalla liberalizzazione tariffaria sono aumentate del 150 per cento, mentre in altri Paesi sono diminuite.
Signor Presidente del Consiglio, leggo una lettera sulle infrastrutture che mi è arrivata, nella quale il presidente Matteoli afferma che sulla Salerno-Reggio Calabria si stanno facendo passi in avanti. Di questo passo, però, non vorremmo arrivare al 2030, perché non vorrei, con tutto il rispetto, che lo slogan che voi avete coniato, «il Governo del fare», si trasformi in un altro slogan: «un Governo che fa esclusivamente i propri affari». (Applausi dal Gruppo IdV. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ciarrapico. Ne ha facoltà.