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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 431 del 30/09/2010


D'AMBROSIO LETTIERI (PdL). Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, signori del Governo, onorevoli colleghi, dopo il voto favorevole della Camera dei deputati oggi il Senato vota la fiducia al Governo, ritengo con un voto che confermerà quello della Camera. Siamo al day after e vedremo nelle prossime settimane, entrando nel vivo dell'attività parlamentare, quali dei tre scenari possibili si aprirà innanzi a questa XVI legislatura: scioglimento anticipato delle Camere e ricorso alla consultazione del corpo elettorale; apertura di un Governo tecnico; prosecuzione della legislatura per riprendere con slancio il programma. La scelta di quale strada imboccare, di quale destino noi vogliamo consegnare alla legislatura dipende da poche ed elementari valutazioni.

La prima: rispetto della volontà degli elettori. Due anni fa gli italiani - e per la terza volta, senatore Giaretta - partecipando al voto hanno consegnato a lei, signor Presidente del Consiglio, e alla coalizione di centrodestra il difficile compito di traghettare questo Paese sulla riva dell'innovazione, dello sviluppo, della competitività internazionale. La maggioranza degli elettori, pur non potendola eleggere direttamente al premierato, ha, di fatto, affidato a lei questa responsabilità, riconoscendole sia la leadership di un grande partito qual è il Popolo della Libertà, che esiste, esiste ancora ed è sostenuto da un solido consenso dentro e fuori le Aule del Parlamento, sia la capacità di guidare il Governo nelle scelte di modernizzazione della macchina amministrativa, sociale, legislativa ed economica del Paese.

La sfida di questa XVI legislatura - tutti la considerammo, da quel famoso 29 aprile 2008, come costituente - era scritta nello stesso programma elettorale che si impegnava ad attuare quelle riforme indispensabili per l'Italia, per non restare indietro, per non soccombere tra i dedali multiformi del mercato globale, per non soffocare nella selva polverosa della burocrazia, per risolvere la storia infinita delle due Italie e delle due velocità, nella consapevolezza che gli antichi e irrisolti problemi del Sud, che hanno impegnato le appassionate energie dei più autorevoli meridionalisti, da Giustino Fortunato in poi, sono problemi dell'intero Paese e riguardano i principi intangibili della questione sociale e dell'unità nazionale.

C'è poi la verifica dell'azione svolta dal Governo. Non facciamo l'errore di seguire la strada del tanto peggio, tanto meglio! Il puntuale rendiconto che ella, signor Presidente, ha fatto innanzi al Parlamento, con un atto apprezzabilissimo di riguardo, illustrando l'attività svolta, senza enfasi, con grande prudenza, ma anche con grande determinazione e decisione, conferma la capacità con cui il Governo ha avviato l'attuazione del programma elettorale, un patto con gli elettori, pur in un quadro politico segnato profondamente dall'irrompere di una crisi economico-finanziaria di portata epocale, affrontata con rigore e responsabilità - certo, anche con sacrificio - consentendo la messa in sicurezza dell'economia del Paese ed accrescendo la sua credibilità internazionale.

Vieppiù, i cinque punti di rilancio dell'attività del Governo, che lei ha dettagliato, confermano ancora una volta con realismo temi, priorità, tempi e risorse che rendono convinto il nostro consenso in quest'Aula, che vede il Gruppo del Popolo della Libertà coeso, unito, saldo, dinamico e leale nel dibattito interno promosso e sostenuto sempre dai nostri abili Capigruppo.

Il Governo pensa responsabilmente al fisco, con la possibile introduzione del quoziente familiare; pensa alla riforma federalista, in una chiave antisprechi ed antievasione; pensa a riformare la giustizia, che presenta un punto di criticità enorme, vale a dire quello di porre fine allo squilibrio evidente che esiste tra i tre principi costituzionalmente sanciti del diritto alla riservatezza e alla privacy del cittadino, della libertà di stampa e dell'obbligatorietà dell'azione penale. Il Governo ha a cuore le sorti del Mezzogiorno, sapendo che l'impegno dell'Esecutivo deve coniugarsi con la responsabilità degli amministratori locali, e questo è un punto fondamentale.

Infine, c'è la questione della tenuta della maggioranza. Dopo il voto di fiducia, la maggioranza si presenta rafforzata ed ancor più legittimata e matura per proseguire il lavoro, anche con un sereno, costruttivo e responsabile dibattito al suo interno.

C'è un progetto, c'è un Governo, c'è una maggioranza e c'è un leader, che non rinuncia ad ogni sforzo di sintesi per portare a compimento una legislatura di stampo riformatore. Ma, soprattutto, c'è un Paese che ci chiede di continuare con forza e con vigore un impegno per aprire prospettive di serenità e di progresso.

Alcide De Gasperi soleva ripetere: «Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alle prossime generazioni». Vada avanti, Presidente: noi le daremo la forza. Vada avanti con fiducia e determinazione, perché anche le nuove generazioni le diranno grazie.

Signora Presidente, chiedo di allegare agli atti della seduta odierna la restante parte del mio intervento. (Applausi dal Gruppo PdL e dai banchi del Governo).

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.

È iscritto a parlare il senatore Mazzatorta. Ne ha facoltà.