BRUNO (Misto-ApI). Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, ho ascoltato con molta attenzione il suo discorso. Non le nascondo che ne ho colto e apprezzato il respiro tattico.
Veda, Presidente, io non sono convinto che la politica, in particolare quella del passato, sia solo un peso per questo Paese. Non credo che sia un teatrino e neppure che chi si occupa di politica sia un teatrante. Penso invece che proprio la buona politica del passato abbia consegnato a noialtri un Paese che, con le inevitabili luci ed ombre, ancora può reggere il confronto con le Nazioni più avanzate, grazie anche ad un sentimento di appartenenza ad un comune destino oggi troppo spesso messo in discussione.
Penso, in altri termini, che lei, che è il Capo di Governo più longevo di tutta la storia italiana, in questi tanti anni in cui si è dedicato a tempo pieno alla politica attiva non è diventato un politicante. Eppure, ha appreso benissimo la parte del mestiere che si richiama alla tattica politica. Ha imparato benissimo, per esempio, a piegarsi quando si alza il vento contrario. Per questo si è presentato in Parlamento ad affrontare l'irreversibile crisi della maggioranza uscita dalle elezioni con un discorso che, pur di accontentare tutti e raccogliere ogni voto, appare difficilmente realizzabile.
Cito qualcosa sentito tra ieri e oggi: esalta il bipolarismo, ascrivendosi il merito di aver semplificato con il voto del 2008 lo scenario dei Gruppi parlamentari, ma non spiega come mai, persino con 100 parlamentari in più, la sua maggioranza va in crisi dopo solo due anni. A proposito, anche in questo caso un colpo geniale il richiamo a quella parte del PD più bipolarista; la penso diversamente dal collega Tonini: quel richiamo a Veltroni e a Calamandrei aveva un significato ben preciso. Gli stessi interventi dei colleghi Vizzini e Nania dimostrano che tutto ad un tratto oggi si vota per un altro motivo: si vota perché forse nel Paese può nascere un terzo polo. Non si vota perché il bipolarismo è in crisi, perché questa maggioranza è andata in crisi, perché il PDL ha avuto una scissione, perché è nato un altro partito (non so se nascerà un altro partito, ma intanto sono nati altri Gruppi parlamentari). Ma il problema è diventata la sovranità popolare e, quindi, il richiamo esclusivo e semplice al bipolarismo.
Vi sono altre questioni. Lei, per esempio, cita la questione demografica come elemento essenziale per affrontare il declino economico della nostra società, strizzando chiaramente l'occhio a determinati settori. Eppure, non si pone il problema che nessuno può pensare di risolvere la portata di tale questione semplicemente con l'agenda bioetica oppure con il quoziente familiare di cui ha parlato anche in quest'Aula. Presidente, lei sa bene che se nella ricca Parma il quoziente familiare si può sperimentare è solo per l'erogazione liberale delle imprese locali; già a Roma si può solo studiare, ma non sperimentare. Figuriamoci che cosa succederà al Sud, dove voglio vedere le imprese che, con l'erogazione liberale, possono sostenere un tale tipo di provvedimento!
Ed ancora: mentre il Paese affronta una gravissima crisi, mentre il basso livello di sviluppo impedisce persino di garantire i diritti acquisiti, con il debito pubblico più grande d'Europa, il più alto livello di disoccupazione giovanile, quello più basso dell'etica pubblica, lei viene in Parlamento a riproporci acriticamente le tesi del federalismo fiscale come soluzione a tutti i mali italiani. Uscito dai laboratori dei novelli alchimisti della Lega, ci descrive la stagione dell'oro: recupero dell'evasione, stimolo alla crescita, cancellazione degli sprechi, innalzamento della moralità pubblica. E tutto ciò avverrà senza gravare sui conti dello Stato, anzi diminuendo la pressione fiscale. Non solo, per tranquillizzare qualche altro voto parlamentare che potrebbe darle il voto precisa: senza toccare le autonomie speciali. Ovviamente lei non pensa sul serio che ci sia qualcuno disposto a crederci. A proposito di teatrino, Presidente, non può non conoscere un ottimo attore che fa già la parodia di un politico capace di dare «tutto a tutti».
Ed è proprio per occultare il tradimento del Sud da parte di questo Governo - basta guardare la sottrazione già richiamata dei tanti miliardi di euro dai fondi FAS - che è costretto a ritirare fuori la stessa lista dei sogni delle opere pubbliche per il Sud che ha già illustrato qualche decennio addietro. Dimenticavo che stavolta ci aggiunge i treni nuovi. Presidente, con tutto il rispetto, le posso segnalare che dal profondo Sud fino a 20 giorni addietro partivano due - e solo due - treni veloci ed uno di essi è stato soppresso per essere trasferito su una tratta bolzanese del profondo Nord? Potrebbe, in attesa che arrivino nel Mezzogiorno, gli straordinari nuovi convogli che ha promesso, interessarsi per fare almeno ripristinare il collegamento soppresso?
Purtroppo, Presidente, fino adesso solo slogan. Purtroppo si tratta di tenere insieme i cocci di una maggioranza sfasciata, ed è proprio questo il punto.
Signor Presidente del Consiglio, con questo bipolarismo che lei difende strenuamente sarà forse riuscito a gratificare la sua voglia di esercitare una leadership individuale, ma non è riuscito a mantenere la promessa di una grande rivoluzione liberale nel nostro Paese. Un bipolarismo nato anche per debellare il fenomeno della corruzione della prima Repubblica e che, invece, ha finito per lasciare prosperare sotto la sua ombra, nella logica del 51 per cento, accanto a cricche e cricchette, una troppo tollerata illegalità diffusa che finisce con l'alimentare un sentimento di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni.
Signor Presidente del Consiglio, è finita la speranza che lei aveva suscitato in molti italiani, e con quella speranza sta finendo una stagione politica. Oggi potrà anche ottenere la fiducia, ma nulla sarà più come prima.
Signor Presidente del Consiglio, facciamo che lei ha dato molto a questo Paese. Potrà convenire con me che da questo Paese molto ha ricevuto. Prenda atto che il disegno di un grande Paese democratico, moderno e liberale, con gli strumenti che ha messo in campo, non si potrà mai realizzare. Eserciti generosità: faciliti altri percorsi diversi e più proficui di quelli ai quali ci state abituando. (Applausi dai Gruppi Misto-ApI e PD).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Li Gotti. Ne ha facoltà.