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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 431 del 30/09/2010


BALDASSARRI (FLI). Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi, proprio per evitare alla Presidenza di scampanellare troppo, in questo mio intervento mi limiterò ad esprimere due consensi ed un contributo di chiarezza.

I due consensi sono presto detti. Il primo è sui cinque capitoli programmatici che lei, presidente Berlusconi, ha enunciato come agenda di Governo. Il secondo consenso è, invece, sull'assoluta necessità di mantenere salda la linea del rigore finanziario in termini di controllo del deficit pubblico e, possibilmente, di ripiegamento - il più rapidamente possibile - del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo.

Su questo secondo consenso, però, vale a dire quello sulla gamba del rigore finanziario della politica economica, mi permetta, signor Presidente, di fare una precisazione. Non c'è possibilità di sviluppo e di crescita senza il rigore finanziario. Ma attenzione: con il solo rigore finanziario c'è il rischio di avvitarsi perché può produrre, nell'immediato, un freno alla crescita e, nel medio termine, un deterioramento strutturale delle stesse linee di politica economica. L'esempio lo abbiamo avuto poche settimane fa, con l'ultima manovra di luglio, manovra assolutamente necessaria per dare un segnale di fermezza ai mercati finanziari in un momento di turbolenza. Tuttavia, nei fatti, il risultato derivante dal taglio di 25 miliardi del deficit pubblico, cioè il saldo di bilancio (e questo non secondo un'opinione personale del sottoscritto, ma secondo uno studio pubblico del Servizio studi del bilancio), è stato ottenuto con un aumento di 26 miliardi della spesa corrente, una riduzione di 3 miliardi degli investimenti pubblici e un aumento di 48 miliardi delle entrate. Nell'immediato, quindi, la necessità di tagliare il deficit determina - come le stesso Governo ha ammesso - un freno sulla crescita economica e un deterioramento ulteriore nella struttura del bilancio pubblico, con un aumento di spesa corrente (lo ripeto) una riduzione degli investimenti e poi, a copertura, un aumento delle imposte.

Quanto poi al contributo di chiarezza, signor Presidente, non è certo in questa occasione che lo debbo dare. Mi basta ricordare qui oggi il contributo che ogni volta abbiamo dato in quest'Aula sulla necessità di aggiungere alla gamba del rigore finanziario la gamba della crescita, dello sviluppo e del riequilibrio territoriale. Lo abbiamo fatto lo scorso anno, nel corso dell'esame della legge finanziaria, con una proposta di manovra aggiuntiva (non alternativa): aggiuntiva perché rafforzava l'obiettivo di riduzione del deficit, ma sosteneva la crescita economica. Di fronte a quella manovra, che non sto qui ad illustrare perché è agli atti, il Governo ci chiese di trasformare la nostra proposta in un ordine del giorno, che sarebbe stato fatto proprio dall'Esecutivo, e noi - circa 30 colleghi senatori della maggioranza - accettammo subito. Ora, un ordine del giorno consiste di fatti, non di parole: il Governo in quest'Aula a dicembre ha indicato le linee di politica economica che intendeva attuare. Abbiamo riproposto quella manovra a giugno, durante l'ultima manovra, ma ovviamente finora non abbiamo trovato spazio politico per realizzarla.

I suoi cinque punti, signor Presidente, in realtà, articolano i temi di quelle proposte. Quindi mi rimetto a quelle proposte, anche perché abbiamo una scadenza fisiologica a breve termine: deve giungere all'esame delle Aule del Parlamento (credo tra oggi e domani) il Documento di programmazione economico-finanziaria, cioè il nuovo documento quadro, e soprattutto in ottobre arriverà la legge finanziaria. Allora lavoreremo per riempire di contenuti i cinque titoli che lei ha enunciato, sui quali esprimiamo consenso, ma con l'intento di concretizzarli nel senso che abbiamo già più volte indicato e che andrà realizzato sin dalla prossima legge finanziaria.

Non si può fare tutto subito, ne siamo consapevoli, ma certamente questa prossima scadenza, a nostro parere, dovrà contenere almeno il primo passo lungo un percorso certo, chiaro e definito.

Questo è il nostro contributo e per questo esprimeremo la fiducia al Governo. Non è una condizione, ma una constatazione: è una fiducia che si esprime sui contenuti, dei quali lei ha espresso i titoli, ma che dovremmo costruire concretamente insieme con i provvedimenti. (Applausi dai Gruppi FLI e PdL. Congratulazioni).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Tonini. Ne ha facoltà.