VIZZINI (PdL). Con la fondazione nel 2008 del Popolo della Libertà il presidente Berlusconi intendeva contribuire alla realizzazione di un compiuto sistema bipolare: l'onorevole Veltroni mostrava di condividere il progetto, ponendo chiari limiti alle alleanze elettorali. Oggi bisogna prendere atto, con dolore, della frattura intervenuta nel PdL e della mutata articolazione della maggioranza. Per proseguire sulla strada della realizzazione del programma occorre essere leali: la logica dell'ago della bilancia (che implica la prevaricazione delle forze politiche minoritarie su quelle che vantano una rappresentanza elettorale maggiore) non può prevalere sulla logica del patto elettorale e certamente renderebbe impossibile la collaborazione. Un mutamento surrettizio del sistema politico è intollerabile: la formazione di un terzo polo implica il ritorno al vecchio sistema, con il quale le forze politiche prendevano dagli elettori una delega in bianco e poi facevano e disfacevano le alleanze a loro piacimento. Ora a livello locale vige un sistema che prevede l'elezione diretta di sindaci e presidenti di Province e Regioni e se qualcuno vuole invece tornare indietro a livello centrale e eliminare il bipolarismo e la democrazia dell'alternanza, occorrerà necessariamente interpellare il corpo elettorale. (Applausi dal Gruppo PdL e dai banchi del Governo. Congratulazioni).