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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 431 del 30/09/2010


IZZO - Ai Ministri per i beni e le attività culturali e per la pubblica amministrazione e l'innovazione - Premesso che:

numerosi Comuni della provincia di Benevento sono sottoposti a vincolo paesaggistico ed in molti casi rientrano nella perimetrazione del Parco regionale del Taburno-Camposauro, con la conseguente necessità, per i cittadini interessati alla realizzazione di opere edilizie, di acquisire preventivamente il necessario nulla osta paesaggistico, oltre al parere dell'ente Parco ed in alcuni casi anche dell'Autorità di gacino Garigliano-Volturno;

il rilascio del parere paesaggistico per i Comuni interessati rientra nelle competenze della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Caserta;

spesso vengono segnalati, da parte di Sindaci e di cittadini interessati, soprattutto per il comprensorio del Taburno-Camposauro, l'annullamento di quasi tutte le pratiche presentate nonché ritardi, anche gravi, nell'esame delle richieste di rilascio di nulla osta paesaggistico, oltre ad un eccessivo rigorismo formale e sostanziale,

si chiede di conoscere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di esposti e denunce nei confronti della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Caserta, concernenti ritardi nell'esame delle richieste di parere per i Comuni del comprensorio del Taburno-Camposauro, ed in particolare, se risulti che la Soprintendenza di Caserta spesso formuli richieste di integrazione di documenti (spesso irrilevanti ai fini della verifica di compatibilità ambientale, o già in possesso dell'ufficio) nell'immediatezza della scadenza del quarantacinquesimo giorno dalla ricezione della richiesta di parere (in diversi casi tale richiesta sarebbe reiterata più volte per ulteriori integrazioni, con l'adozione, a conclusione del relativo procedimento, di parere sfavorevole, con motivazioni generiche e vaghe);

se non ravvisino, in caso di riscontro positivo ed all'esito di eventuale verifica ispettiva, nell'attività istruttoria dei funzionari tecnici della Soprintendenza di Caserta, un rilevante aggravamento (prossimo all'ostruzionismo) del procedimento amministrativo con notevoli ripercussioni negative sui diritti dei cittadini, oltre che dell'intera economia del territorio interessato, nella maggior parte già compromessa per problematiche strutturali connesse alla tipologia delle aree interessate, a prevalente vocazione agricola, oltre che a carenza di infrastrutture e di iniziative industriali;

se siano a conoscenza del fatto che tali comportamenti comportano l'impossibilità di accesso ai finanziamenti pubblici per i quali è richiesto il preventivo permesso di costruire (quali il piano di sviluppo rurale) in quanto l'intervallo intercorrente dalla data di pubblicazione del bando alla data della chiusura spesso è di pochi giorni e invece per acquisire il necessario permesso di costruire occorrono anni;

se per quanto di competenza intendano intervenire, nei modi e con i mezzi che riterranno più opportuni, al fine di consentire alla competente Soprintendenza di adottare i provvedimenti autorizzatori o i dinieghi di nulla osta nei tempi più ristretti possibili, e di privilegiare, nel merito, la tutela effettiva e concreta dell'assetto del territorio sotto il profilo paesaggistico ed ambientale scevra da logiche di posizione intransigenti e radicali, che rischiano di ingessare ulteriormente il territorio e di incentivare, paradossalmente, l'abusivismo, oltre a pregiudicare legittime aspettative per iniziative produttive che possono accedere ai finanziamenti pubblici, con gravi danni al tessuto economico e produttivo.

(4-03765)