la Soprintendenza speciale per il Polo museale della Città di Roma non ha concesso l'autorizzazione allo svolgimento dell'ottava edizione delle "Notti animate di Castel Sant'Angelo" programmata per l'estate 2010;
rimane poco chiaro per quale reale motivo la nuova soprintendente Rossella Vodret, appena nominata, abbia cancellato, dopo sette anni di successo, una manifestazione che dà lavoro a 150 persone e 250 artisti, che promuove decine di piccole attività produttive, che ha attirato oltre 500.000 persone, che è conosciuta in tutto il mondo ed inserita nei palinsesti dei principali tour operator, che non ha mai creato problemi, che non ha avuto contributi pubblici e che, invece, ha versato ingenti somme all'erario;
alla domanda di conferma dell'iniziativa inoltrata dagli organizzatori la soprintendente Rossella Vodret non ha dato risposta;
il Codacons, l'Adoc, l'Adusbef, il Comitas, il CNA, il XVII Municipio di Roma e altre associazioni, informate del diniego, si sono mobilitate a sostegno dell'iniziativa, per testimoniare il reale ed effettivo interesse pubblico, o meglio del pubblico;
sono state migliaia le mail inviate al sito www.castelsantangelo.com in cui i cittadini si dicono stupefatti e indignati di questi dinieghi che frenano la voglia di intraprendere e privano la città dell'evento più seguito e apprezzato dell'estate;
le motivazioni addotte dalla soprintendente Rossella Vodret sono sostanzialmente due: occorre eseguire lavori di manutenzione e occorre mettere a gara con evidenza pubblica simili iniziative. In realtà i lavori di manutenzione eseguiti non hanno impedito al Castello di rimanere aperto normalmente; in realtà nessuna gara con evidenza pubblica è stata fatta;
gli organizzatori si sono rivolti al TAR per chiedere d'urgenza la sospensiva del diniego e per ottenere un attento riesame dell'istanza da parte della Soprintendenza;
il Presidente della seconda sezione del Tar del Lazio, in prima istanza, ha definito il diniego "non sufficientemente motivato" aggiungendo che la Soprintendenza non ha "sufficientemente considerato l'apporto economico conseguente allo svolgimento di un'iniziativa ormai collaudata e nota in campo turistico"; concludendo "pertanto con specifico riferimento all'oggettivo danno di estrema gravità che la ricorrente (l'organizzazione dell'evento) potrebbe subire, visto l'accumularsi di ritardi nel provvedere, appare opportuno accogliere l'istanza di misure cautelari urgenti nel senso dell'avvio di un riesame della richiesta che consenta una più ampia valutazione degli elementi che la caratterizzano";
con imprevedibile celerità, il collegio del TAR, cinque giorni dopo, ha ribaltato la coraggiosa decisione presidenziale, deliberando che "nel contemperamento degli interessi in gioco, appare prevalente quello pubblico perseguito dell'autorità (cioè la Soprintendenza) con l'adozione dell'atto di diniego impugnato (…) respinge la suindicata domanda" di ottenere la sospensiva del diniego e intimare alla Soprintendenza di riesaminare l'istanza per la organizzazione dell'evento;
la causa di merito comunque va avanti insieme ad un ricorso presso la Corte dei conti;
alla fine incredibilmente il Castello è stato comunque aperto la sera, dal 10 luglio al 5 settembre, in collaborazione con altri organizzatori senza la dovuta gara, usurpando i diritti dell'organizzazione ideatrice e promotrice della manifestazione fin dal 2003;
apertura che non è riuscita ha far registrare lo stesso successo dell'anno precedente, visto che ha raccolto 8.000 visitatori contro gli 80.000 della precedente edizione, oltre tutto rimasti delusi per la mancata accoglienza che solitamente era fatta attraverso spettacoli, mostre, concerti, ristorazione, animazione per bambini;
considerato che:
"Notti animate di Castel Sant'Angelo", manifestazione che ha fatto da pioniera all'animazione serale dei musei con eventi di attrazione per agevolarne la conoscenza e la frequentazione (senza alcun contributo pubblico), è stata, a giudizio dell'interrogante, assurdamente, costretta a "spegnere le luci" mentre, seguendone la scia, altri musei romani hanno attivato iniziative di animazione serale, quasi tutte sostenute da contributi pubblici;
il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, all'apertura dell'estate romana 2010 ha dichiarato "valorizzare i musei attraverso lo spettacolo dal vivo è un'idea semplice, efficace e vincente (...) le linee strategiche di rilancio dell'economia romana non possono prescindere dall'offerta turistica e da iniziative del genere". L'Assessore alle politiche culturali del Comune di Roma, Umberto Croppi, ha aggiunto "gli spazi museali della capitale si trasformano nei luoghi di performance, di eventi, di melodie, di immagini" così i turisti "saranno felicemente sorpresi da una riuscita commistione di generi artistici (...) dando vita ad atmosfere irripetibili". Il Sovraintendente ai beni culturali di Roma, Umberto Broccoli, ha concluso "chi lavora nei beni culturali si deve impegnare per rendere vivi i luoghi della cultura spesso considerati morti (...) gli spettacoli serali nei Musei propongono una alternativa (...) e non mi dispiace proprio l'idea di una apertura serale (…) animare i musei con altro significa rivitalizzare l'istituzione e fare in modo che il Museo divenga mezzo ulteriore di spettacolo (...) e trovare con la cultura la chiave per superare quello strano nulla che sta divorando tutto";
l'annullamento della manifestazione "Notti animate di Castel Sant'Angelo" appare in controtendenza e offende maldestramente la deliberata politica governativa volta a sollecitare la valorizzazione del patrimonio culturale coinvolgendo aziende private (che non chiedano sovvenzioni, che apportino idee e capacità organizzative, che "tolgano la polvere" dalle strutture notoriamente sotto utilizzate o mal utilizzate), con eventi collaterali di animazione e intrattenimento (chiamato con un neologismo "edutainment", educare divertendo), semplificandone l'accessibilità e valorizzandone l'attrattività;
considerato inoltre che:
da ultimo domenica 19 settembre 2010 la soprintendente Rossella Vodret ha organizzato la "Notte a Palazzo Barberini", che ha consentito al pubblico di scoprire le nuove sale della Galleria nazionale d'arte antica ma anche di visitare la galleria Corsini dall'altra parte del Tevere;
la soprintendente ha offerto buffet, musica e luci ai visitatori con grande sfarzo e, come se non bastasse, ha reso possibile l'accesso, con una visita guidata, alla villa Farnesina Chigi, attigua alla galleria Corsini, e all'Orto botanico, immenso giardino che sale fino al Gianicolo in una sequenza di rarità vegetali;
l'accesso ai siti è stato gratuito e senza prenotazione, gratuito anche il buffet e il servizio di navetta che ha collegato palazzo Barberini con il nucleo dei siti trasteverini, gratuiti gli spettacoli musicali e le illuminazioni speciali per creare un'atmosfera particolarmente suggestiva;
ciò denota un comportamento alquanto contraddittorio della Soprintendente visto che l'iniziativa di palazzo Barberini è stata una copia delle "Notti animate di Castel Sant'Angelo" cancellate, con la differenza che queste ultime hanno portato denaro all'erario, non sono costate ai cittadini e hanno avuto un grande successo;
a giudizio dell'interrogante un'iniziativa così allargata, incongrua e poco attinente alla specifica apertura delle nuove sale della Galleria nazionale d'arte antica, potrebbe apparire un'esibizione autoreferenziale della Soprintendente e uno spreco di risorse meglio destinabili per altre esigenze più stringenti,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quali siano le reali motivazioni che hanno portato alla cancellazione dell'iniziativa "Notti animate di Castel Sant'Angelo" quando nell'Italia che "stringe la cinghia" e che taglia il lavoro è incongruo non incentivare un'attività che funziona, ha successo e produce ricchezza;
chi risarcirà l'erario per i mancati introiti e per le spese che ha dovuto invece sostenere la Soprintendenza per coprire le perdite conseguenti alla fallimentare organizzazione relativa all'apertura serale di Castel Sant'Angelo dal 10 luglio al 5 settembre 2010;
chi risarcirà il danno d'immagine procurato all'amministrazione;
chi risarcirà i lavoratori e gli artisti da una parte, i cittadini e i turisti dall'altra, tutti privati di un evento tanto apprezzato, ormai entrato nelle consuetudini di intere famiglie;
se siano state bandite regolari gare per gli affidamenti relativi alle prestazioni effettuate per l'iniziativa "Notte a Palazzo Barberini";
se il Ministro per i beni e le attività culturali non ritenga che la soprintendente Rossella Vodret abbia gestito l'intera vicenda in modo ambiguo a discapito di quegli stessi interessi che invece avrebbe dovuto perseguire e, nell'eventualità, quali iniziative intenda assumere a riguardo.
(4-03759)