la Regione Lazio nel maggio 2010 ha adottato 12 decreti per il "piano sanità" e tali decreti prevedono acquisti centralizzati, riordino della rete ospedaliera, riconversione di posti letto e strutture, riduzione delle Asl;
come si apprende da organi di stampa, in base al decreto per il riordino della rete ospedaliera, a partire dal 2011 verranno chiusi 17 ospedali e saranno tagliati 3.068 posti letto, di cui 1.623 per la riabilitazione e la lunga degenza;
tali decreti non sono accessibili ai cittadini che, allarmati per la presunta riduzione del servizio sanitario previsto dalla Regione Lazio, si sono mobilitati per tutelare il loro diritto alla salute;
tra gli ospedali a rischio di chiusura vi sono quelli di Bracciano, Monterotondo, Subiaco, Rocca Priora, Acquapendente, Montefiascone, Ronciglione, Amatrice, Ceccano, Arpino, Ceprano, Anagni, Ferentino, Itri, Pontecorvo, Aquino, e Nuovo Regina Margherita di Roma;
i suddetti ospedali sono quelli che i tecnici della Regione hanno valutato "inappropriati";
tali tagli colpiscono in particolar modo la Tuscia che viene privata di tre ospedali, dove già l'ospedale Belcolle di Viterbo risulta carente di posti letto, in quanto questi sono al di sotto della media nazionale, ed è per tale motivo che l'ospedale Sant'Anna di Ronciglione si è con gli anni trasformato in una dipendenza di quello di Belcolle dove sono operativi un ottimo reparto di day surgery, un poliambulatorio che effettua, con comprovata efficienza, ecografie, gastroscopie e radiografie, un laboratorio analisi e, infine, un centro di ematologia che funziona a complemento ed integrazione dell'ospedale Belcolle di Viterbo,
si chiede di sapere:
se siano veritiere le notizie riportate dagli organi di stampa;
qualora tali notizie siano esatte, quali soluzioni saranno adottate per supplire alla riduzione del servizio sanitario nelle province laziali;
se siano stati presi in considerazione: l'aumento delle migrazioni sanitarie verso Grosseto, Terni, Siena che si determineranno a seguito della chiusura degli ospedali della Tuscia e l'aumento dei costi ad esse connesse;
se siano state effettuate, prima dell'emanazione dei decreti, le analisi sull'impatto della regolazione e se le decisioni siano state prese in maniera concertata con gli enti locali e provinciali;
se tali strumenti di analisi decisionale verranno resi pubblici;
se si intenda garantire maggiore trasparenza per il futuro rendendo accessibili e fruibili ai cittadini le decisioni prese in ambito sanitario.
(4-03751)