CONTINI (FLI). Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, il Gruppo di Futuro e Libertà per l'Italia desidera onorare l'incursore capitano Alessandro Romani, ucciso in Afghanistan pochi giorni fa, e stringersi nel dolore della perdita di uno dei nostri militari insieme alla famiglia, ai commilitoni e a tutti i cittadini italiani. Un grazie sincero a tutti i militari italiani che in terre lontane ed in mezzo mondo operano ogni giorno con disciplina ed onore, rappresentando e sacrificandosi per il nostro Paese e per tutte le popolazioni che sono chiamati ad aiutare dando il loro contributo nelle difficili missioni internazionali.
Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, la perdita del capitano Romani, parà della Folgore in forza al 9o Reggimento d'assalto Col Moschin di Livorno, è un momento di grande sofferenza per tutto il Paese e deve essere ancora di più momento di riflessione anche per la politica, che in questi ultimi mesi trasmette all'estero segnali di grande incertezza.
Credo sia importante oggi trasferire il nostro affetto e la nostra vicinanza alle famiglie dei militari e degli uomini rimasti feriti e trasmettere ancor più ai nostri vertici militari e ai nostri uomini sul campo il profondo rispetto e 1'alta stima che tutti i connazionali nutrono per il grande lavoro di democratizzazione del territorio afgano e per la stabilità di quella zona strategicamente rilevante per gli equilibri della pace di tutta l'area.
L'Italia tutta è oggi consapevole che questi uomini incarnano i valori e gli ideali dei nostri Padri fondatori che, molto spesso, noi non ricordiamo. Sono gli ideali della Nazione, della Patria, della bandiera; sono quelli che consentono all'Italia di essere ancora oggi agli occhi della NATO un Paese affidabile al quale chiedere maggiori addestratori per le forze di polizia locali che si appresteranno nei prossimi mesi a riprendere autonomamente il controllo del territorio e di dimostrare come l'intervento della missione internazionale ISAF sia stato indispensabile per demolire la minaccia talebana e ridare all'Afghanistan un volto nuovo.
Credo sia altrettanto importante ricordare che dopo la Conferenza internazionale di pace, riunitasi il 20 luglio scorso, è stato annunciato da parte afgana un piano di riforme da attuare, come voi sapete, in 100 giorni, per dare un segnale immediato di cambiamento. In materia di sicurezza, la transizione consiste nel graduale trasferimento alle Afghan national security forces di un leading role e, contemporaneamente, nell'assunzione, da parte delle truppe ISAF, di un supporting role. Ciò fino al raggiungimento da parte delle ANSF di un'autonoma ed integrale capacità di difesa e controllo del proprio territorio.
In quest'ottica, l'approccio adottato alla Conferenza di Londra e poi ribadito nel corso della ministeriale NATO di Tallin dell'aprile 2010, assegna la priorità al training and mentoring senza prevedere una riduzione degli effettivi da parte di ISAF. In prospettiva saranno necessarie meno truppe e più addestratori. Ed è proprio per questo che il segretario generale Rasmussen, nel corso della sua recente visita, ha chiesto al nostro Premier e al Ministro della difesa di poter valutare l'invio di più addestratori, appunto.
Ora non desidero entrare nel merito della dinamica dell'incidente, poiché il Ministro della difesa avrà modo di farlo con gli organi competenti. Tuttavia dobbiamo fare in modo che i nostri militari dispongano di quanto di meglio la tecnologia e il nostro Paese sono in grado di offrire loro, compresi eventualmente sistemi d'arma di precisione da veicolare sui nostri mezzi aerei senza pilota (UAV), che tutti insieme in Commissione difesa abbiamo sempre sostenuto, per consentire la massima sicurezza ed appoggio al suolo alle nostre truppe e agli operatori delle forze speciali nelle loro delicate missioni, sempre nel rispetto del mandato e delle regole di ingaggio, che sappiamo essere imperniate sul principio della legittima difesa, limitando al massimo gli eventuali incidenti in cui potrebbero essere coinvolti anche civili innocenti. Quindi, di difesa si tratta e di salvaguardia di vite umane. Per questo i nostri militari si distinguono e si fanno onore nelle missioni internazionali.
La comunità internazionale chiede l'aiuto dei nostri uomini ed i nostri uomini vanno rispettati ed onorati. È deplorevole e vergognoso che sia consentito a gruppi di facinorosi di fischiare ed insultare, durante il minuto di raccoglimento prima dell'inizio delle partite di calcio, un soldato ucciso. È un episodio su cui un Paese come il nostro, che vanta un primato di civiltà e di democrazia, dovrebbe interrogarsi, senza che lo si possa lasciar correre impunito. Aggiungo poi le vergognose scritte diffamanti i nostri caduti nuovamente apparse giorni or sono sui muri di Napoli: denigrare la morte di un nostro militare e offenderlo personalmente è un gesto, non solamente incivile, ma che colpisce tutta la nostra società civile. Vergogna!
Grazie ancora ai militari italiani ed onori, onori al capitano Romani, ucciso in combattimento in terra d'Afghanistan. (Applausi dai Gruppi FLI, PdL e PD e dai banchi del Governo. Congratulazioni).
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pardi. Ne ha facoltà.