Discussione del disegno di legge:
(1167-B/bis) Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro (Rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 74 della Costituzione) (Approvato, con modificazioni, dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)
PRESIDENTE. Ricorda che nella seduta del 6 maggio 2010, su proposta delle Commissioni riunite 1a e 11a, l'Assemblea ha deliberato, ai sensi dell'articolo 136, comma 2, del Regolamento, di limitare la discussione agli articoli 20, 30, 31, 32 e 50 del testo approvato dalla Camera dei deputati. La Presidenza ha poi ritenuto di consentire la presentazione di un emendamento all'articolo 2, resosi necessario a seguito di modificazioni normative nel frattempo intercorse.
CASTRO, relatore. Il Governo e la maggioranza, con spirito di leale collaborazione istituzionale, hanno recepito le indicazioni fornite dal Presidente della Repubblica nel rinviare il testo del disegno di legge alle Camere, apportando al testo di legge ulteriori modifiche, coerentemente ispirate alla valorizzazione dell'autonomia delle parti sociali e contrattuali. Così, è stata data una più precisa definizione della nozione di equità nel delicato strumento dell'arbitrato; è stato individuato, in tema di intervento del Ministro del lavoro attraverso l'emissione di atti sostitutivi della contrattazione fallita, un meccanismo molto più rispettoso dei risultati, sia pure incompleti, del confronto tra le parti sociali; si è stabilito che la clausola compromissoria prevista nel contratto individuale di lavoro possa essere attivata solo dopo il periodo di prova o dopo un mese dall'assunzione, che comporti l'assistenza legale e sindacale del lavoratore, ma soprattutto che sia esclusa per le controversie relative alla risoluzione del contratto. Dopo aver deciso di limitare l'oggetto della discussione agli articoli dell'originale collegato in materia di lavoro relativi alla riforma del processo del lavoro, le Commissioni riunite del Senato hanno ritenuto di ulteriormente migliorare il testo. In ordine all'attivabilità dell'arbitrato, si è ritenuto che questa dovesse derivare non da una valutazione tattica del lavoratore al momento della controversia, ma dal patto generale preventivo tra le parti sancito con la sottoscrizione della clausola compromissoria. E' stato anche modificato l'articolo 31 sui termini per l'impugnazione del licenziamento, regolando in particolare la fattispecie relativa al caso dell'intimazione dello stesso in forma orale. In materia di collaborazioni coordinate e continuative, di cui all'articolo 49 del provvedimento, si è stabilito che le sanzioni previste in caso di assunzioni irregolari possano essere ridotte solo se il datore di lavoro offra una piena regolarizzazione del rapporto di lavoro e la sua trasformazione a tempo indeterminato e per mansioni equivalenti. La modifica proposta all'articolo 2 tiene conto, nell'ambito della prevista riorganizzazione degli enti vigilati dai Ministeri del lavoro e della salute, della recente incorporazione dell'ISPESL nell'INAIL e dello IAS nell'ISFOL. Invita quindi ad un dibattito sereno, in un momento in cui sembrano diffondersi episodi di contestazione violenta tanto più inquietanti perché disgiunti dal conflitto sociale nei luoghi di lavoro, che rimane relativamente basso, e ad esprimere un giudizio positivo sul provvedimento, che affronta, in un'ottica globale di certezza del diritto e di promozione della coesione sociale, le conseguenze determinate sul mondo del lavoro dalla crisi economica internazionale. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
SALTAMARTINI, relatore. Il rinvio del testo di legge alle Camere da parte del Presidente della Repubblica ha consentito di affrontare un argomento delicato come quello del risarcimento per le malattie contratte per esposizione all'amianto all'interno del naviglio militare. Rispetto alla soluzione individuata dalla Camera in risposta alle osservazioni del Capo dello Stato, le Commissioni riunite hanno preferito presentare una nuova formulazione che ascrive le patologie e i decessi in questione alla categoria delle vittime del dovere, già disciplinata dall'ordinamento attraverso una specifica procedura e la tipizzazione dei meccanismi di risarcimento. (Applausi dal Gruppo PdL).
TREU (PD). Avanza la questione pregiudiziale QP1. Il testo in esame è allo stesso tempo eterogeneo (quindi fonte di confusione e di ulteriore contenzioso, anziché di razionalizzazione) ed omissivo. Ad esempio, nonostante la vastità dei temi toccati non si affrontano argomenti, coerenti per materia ma soprattutto ineludibili in un contesto di crisi, attinenti alla semplificazione del processo del lavoro oppure alle politiche ed ai servizi per l'impiego, sui quali il Gruppo PD ha avanzato numerose proposte specifiche. Con riferimento al delicato nodo dell'arbitrato, sebbene nelle ultime modifiche siano stati recepiti i richiami del Presidente della Repubblica ad un maggior garantismo nei riguardi del lavoratore, sarebbe stato preferibile, come proposto dal Gruppo PD, allineare il sistema italiano a quello degli ordinamenti civili, nei quali l'arbitrato è regolato dai contratti collettivi. Inoltre, in una materia in cui sono in gioco i diritti fondamentali, dovrebbe poter intervenire solo la legge, mentre un ruolo dirimente continua ad essere affidato in ultima istanza al decreto del Ministro. Criticabile è poi il riconoscimento a sindacati territoriali della potestà di decidere in deroga alla contrattazione collettiva. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e del senatore Astore).
ICHINO (PD). Con la questione pregiudiziale QP1 intende sottolineare l'inopportunità di procedere all'approvazione di un testo che, oltre a comprendere una congerie di norme eterogenee che reitera una prassi legislativa che produce solo leggi incomprensibili ed inapplicabili, contraddice ogni intento di semplificazione sul tema più delicato, quello dell'arbitrato, adottando quaranta tra commi e sottocommi, destinati a collocarsi caoticamente alcuni nel codice di procedura civile altri fuori di esso. Molto più efficacemente, la questione andrebbe risolta affidando la regolazione dell'arbitrato alla contrattazione collettiva. Peraltro, l'estensione dell'arbitrato, nelle modalità previste dal testo in esame, alle controversie relative ai rapporti di impiego pubblico rischia di produrre effetti negativi sui conti pubblici, come sottolineato dalla Commissione bilancio, e di inficiare il buon andamento, la trasparenza e l'imparzialità dell'azione amministrativa, come evidenziato dal Presidente della Repubblica. (Applausi dai Gruppi PD e IdV).
PARDI (IdV). I fatti estremistici di cui ha parlato il relatore Castro sono certamente criticabili, ma sono anche statisticamente irrilevanti, soprattutto se si considera che la crescente precarietà del mondo del lavoro sta creando le condizioni oggettive per l'insorgenza di fenomeni più diffusi, che vengono scongiurati dalla maturità democratica del dibattito sociale, ma che comunque il legislatore dovrebbe contrastare attraverso una legislazione più attenta ai diritti e alle condizioni dei lavoratori. Il disegno di legge modifica invece la normativa sull'arbitrato in modo costituzionalmente discutibile, non garantendo l'effettiva volontarietà della scelta del lavoratore e non tenendo in considerazione la sua peculiare condizione di debolezza nei confronti del datore di lavoro. L'estensione al pubblico impiego della possibilità di ricorrere all'arbitrato comporta inoltre dei rischi di disordine finanziario difficilmente fronteggiabili, mentre desta perplessità l'emendamento del relatore Saltamartini in materia di lavoro sul naviglio di Stato, che esonera dalla responsabilità gli alti gradi militari e non sembra pertanto coerente con i richiami contenuti nel messaggio del Capo dello Stato. Per tali motivi la questione pregiudiziale QP3 invita il Senato a non procedere all'esame del disegno di legge. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).
SBARBATI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Il disegno di legge, tornato dopo un iter tormentato e complesso all'esame delle Camere, a seguito dell'opportuno rinvio del Presidente della Repubblica, ha tradito le ambizioni riformatrici della maggioranza, proponendo una normativa estemporanea e disorganica, che lascia irrisolte le questioni della flessibilità, della lotta al lavoro nero, della coesione sociale e dello stimolo all'innovazione nel mercato del lavoro. La normativa in materia di arbitrato, scritta in modo farraginoso e incomprensibile, viola il diritto di accesso alla giurisdizione per la difesa dei propri diritti, in quanto la scelta di sottoscrivere la clausola compromissoria rimane inevitabilmente condizionata dalla condizione di debolezza propria del lavoratore. Voterà pertanto a favore della questione pregiudiziale, contestando il disegno di legge che ha risposto in maniera solo formale e parziale alle giuste istanze proposte dal Capo dello Stato. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut: UV-MAIE-IS-MRE).
MAZZATORTA (LNP). L'innegabile eterogeneità del provvedimento dovrebbe stimolare una semplificazione delle procedure parlamentari e non indurre a contestare il contenuto del disegno di legge, che propone una riforma condivisibile e ampia, intervenendo positivamente su materie importanti, quali il regime di impugnazione dei licenziamenti, gli ammortizzatori sociali, la flessibilità dell'orario di lavoro, il lavoro irregolare. Il testo accoglie infatti i rilievi sollevati dal Capo dello Stato, trovando un punto di equilibrio avanzato, che consentirà di prevenire l'insorgere delle controversie lavorative e di semplificarne la soluzione, a tutto vantaggio dei lavoratori e dei datori di lavoro. Le argomentazioni del senatore Ichino, secondo cui l'estensione dell'arbitrato al pubblico impiego comporterebbe necessariamente delle malversazioni, non sono condivisibili, mentre vanno evidenziate positivamente le riforme in materia di certificazione dei contratti di lavoro e l'introduzione del principio della maggiore rappresentatività a livello territoriale nella composizione delle commissioni di conciliazione. Va infine criticato il comportamento dei senatori del Partito Democratico, che in occasione delle recenti audizioni delle rappresentanze sindacali, tenutesi in Commissione lavoro, hanno contestato la presenza dei rappresentanti del SIN.PA. (Sindacato Padano), uscendo addirittura dall'Aula. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL. Vivaci commenti dal Gruppo PD).
GIULIANO (PdL). Il disegno di legge torna in Aula dopo un percorso lungo e complesso, nel corso del quale si è giovato anche del contributo dell'opposizione. L'eterogeneità del suo contenuto è giustificata dall'insorgenza di eventi che hanno reso necessario intervenire su materie divenute urgenti. Alle serie osservazioni del Presidente della Repubblica, che ha comunque riconosciuto l'importanza di prevedere meccanismi volti a deflazionare le controversie lavorative, sono state offerte risposte precise e puntuali. E' stato previsto, per esempio, che la clausola compromissoria non possa essere pattuita e sottoscritta prima della conclusione del periodo di prova ovvero prima che siano trascorsi 30 giorni dall'assunzione ed è stato escluso che essa possa riguardare controversie relative alla risoluzione del rapporto di lavoro. Vanno inoltre respinte le perplessità del senatore Ichino a proposito dell'estensione dell'arbitrato al pubblico impiego, che riflettono una sfiducia precostituita nei confronti della professionalità e dell'equilibrio degli arbitri. Per quanto riguarda infine l'emendamento presentato dal relatore Saltamartini in materia di lavoro sui navigli di Stato, esso va ritenuto conforme ai rilievi espressi in materia dal Presidente della Repubblica. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).
Con votazione, seguita da controprova chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge la questione pregiudiziale avanzata, con diverse motivazioni, dai senatori Treu ed altri (QPI), Ichino ed altri (QP2) e Pardi e altri (QP3).
PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.
ROILO (PD). Il contenuto eterogeneo e disorganico del disegno di legge, il suo iter travagliato e il suo criticabile contenuto testimoniano ancora una volta che il Governo, incapace di contrastare la crisi economica attraverso misure tese a sostenere la crescita e lo sviluppo, affronta in modo errato e classista le emergenze economiche ed occupazionali, mettendo in discussione i diritti dei lavoratori. La norma sulla certificazione dei contratti di lavoro, che limita fortemente il ruolo del giudice nei contenziosi aventi ad oggetto i licenziamenti individuali, costituisce infatti un aggiramento delle fondamentali garanzie contenute nell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L'articolo 30 mette invece in discussione il diritto costituzionale di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti ed è pertanto grave la soppressione della norma proposta alla Camera dall'onorevole Damiano, che mirava a rendere effettivamente volontario il ricorso all'arbitrato. Chiede pertanto alla maggioranza di ritirare un disegno di legge anacronistico e dannoso, caotico e lesivo dei diritti dei lavoratori. (Applausi dal Gruppo PD. Congratulazioni).
Presidenza della vice presidente MAURO
PRESIDENTE. Per consentire che si accerti la natura di un problema di ordine tecnico, ritiene opportuno sospendere brevemente i lavori. Rinvia pertanto il seguito della discussione del disegno di legge in titolo ad altra seduta.
La seduta, sospesa alle ore 11,50, è ripresa alle ore 12.