Sulla soppressione delle postazioni locali del Numero verde antitratta
PINOTTI (PD). Signora Presidente, vorrei sottolineare un problema che è di livello nazionale, ma che si sta facendo sentire in modo particolare a Genova, richiamando un fatto che è stato già portato all'attenzione del Senato dalla collega Poretti. È stata decisa, peraltro a dieci giorni dal rinnovo della convenzione, la soppressione delle 14 postazioni locali del numero verde Antitratta nazionale, mentre resta operativa semplicemente una postazione centrale.
Se il Numero verde antitratta fosse stato esclusivamente finalizzato alle informazioni, ovviamente una centralizzazione non avrebbe comportato alcun problema: ma non è questo il lavoro che veniva svolto da quel numero, che era gestito da associazioni di volontariato e dal privato sociale in modo diverso nelle varie parti d'Italia, ma era il punto centrale di una rete. Se una donna voleva uscire dalla prostituzione e aveva bisogno di aiuto poteva rivolgersi a questo numero verde, che era l'incrocio tra l'azione delle forze dell'ordine, le segnalazioni che potevano provenire dai cittadini o dal mondo del volontariato e, appunto, il punto di riferimento per le donne che avevano bisogno di aiuto e che, selezionando quel numero, riuscivano immediatamente ad individuarlo.
Per fare un esempio, soltanto nella provincia di Genova dal 2000 sono state aiutate 1.330 donne. Pertanto, sopprimere questo servizio, quando si parla tanto di sostegno alle donne vittime della tratta e di lotta alla prostituzione, è un errore gravissimo.
Io presenterò domani mattina un'interrogazione su questo argomento, però volevo segnalare la gravità e l'urgenza di intervenire. Servirebbero 600.000 euro per andare avanti con il servizio fino a dicembre. Non è una cifra impossibile: spero quindi che possa essere trovata.