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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 416 del 29/07/2010


POLI BORTONE (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Signor Presidente, signor Ministro, a poche ore dall'ennesima tragedia che ha colpito il contingente italiano, esprimo il cordoglio più sentito, naturalmente non solo a mio nome, ma di tutto il Gruppo parlamentare che rappresento.

Non possiamo che ribadire e ricordare l'importanza della presenza di questi uomini, impegnati in missioni così delicate, per restituire pace e libertà a quei luoghi di guerre e di violenze. Siamo sempre assaliti dall'angoscia e da un dolore molto profondo nell'apprendere queste notizie. I due militari deceduti Gigli e De Cillis sono stati comunque vittime probabilmente di un vile attentato, come ci ha detto il Ministro, nel corso di un'opera di sminamento: forse una trappola.

Giusto la prossima settimana, prima di chiudere i lavori per la pausa estiva, ci dedicheremo all'esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge sulla proroga delle missioni internazionali e, nonostante in quest'ultimo anno siano stati diversi gli episodi in cui sono deceduti militari, anche italiani, noi vogliamo credere ancora in queste missioni. Ma soprattutto crediamo nell'alta professionalità e nel grande impegno che questi uomini e donne mettono ogni giorno per garantire la pace.

Siamo tutti consapevoli della crescente pericolosità della situazione nell'area dell'Afghanistan e del vicino Pakistan, ma la nostra presenza, che non è mai stata quella di controllare il Paese o di dettarne il futuro, bensì di combattere un nemico comune, Al Qaeda e i suoi alleati, resta ancora purtroppo necessaria.

Per raggiungere questo obiettivo occorre una strategia globale, alla quale l'Italia non può sottrarsi, una strategia che sia in grado di rafforzare le capacità militari, di governance ed economiche di Afghanistan e Pakistan. Raggiunto questo obiettivo, ci auguriamo che quelle popolazioni possano finalmente vivere libere.

Riuscire a dare stabilità all'Afghanistan deve essere per il nostro Paese una priorità, per due motivi. In primo luogo, per restituire pace a popolazioni martoriate da dittature violente e crudeli, e poi per la necessità di partecipare ad un processo che fronteggi il terrorismo internazionale, perché questa sfida si trasformi e concretizzi nella difesa tanto dei nostri cittadini impiegati nel Paese come delle nostre democrazie, tutte le democrazie.

Questi obiettivi non possono che essere raggiunti attraverso il coinvolgimento e l'impegno di tutti. È un'impresa importante, e per questo rendiamo omaggio questa sera a coloro che hanno perso la vita o sono rimasti feriti per l'Afghanistan e per la nostra stessa sicurezza. Rendiamo loro omaggio per il coraggio ed il sostegno che danno a questa importante impresa.

Restiamo fedeli al nostro impegno di aiutare gli afgani a costruire un futuro migliore, un futuro nel quale ci si augura però che non vi siano più morti o guerre, ed è con questo auspicio, forse ancora un auspicio utopico, che esprimiamo i sentimenti di cordoglio alle Forze armate e ci stringiamo con affetto e dolore profondo e sincero alle famiglie di questi giovani eroi. (Applausi).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Torri. Ne ha facoltà.