Seguito della discussione dei disegni di legge:
(1905) Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario
(591) GIAMBRONE ed altri. - Modifica dell'articolo 17, comma 96, della legge 15 maggio 1997, n. 127, in materia di disciplina dei professori a contratto
(874) POLI BORTONE. - Disposizioni a favore dei professori universitari incaricati
(970) COMPAGNA ed altri. - Disciplina dei docenti universitari fuori ruolo
(1387) VALDITARA ed altri. - Delega al Governo per la riforma della governance di ateneo ed il riordino del reclutamento dei professori universitari di prima e seconda fascia e dei ricercatori
(1579) GARAVAGLIA Mariapia ed altri. - Interventi per il rilancio e la riorganizzazione delle università
Approvazione, con modificazioni, del disegno di legge n. 1905
PRESIDENTE. Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 1905, nel testo proposto dalla Commissione. Passa all'esame degli articoli e degli emendamenti accantonati.
VALDITARA, relatore. Esprime parere contrario sull'emendamento 2.338 (testo 2).
PIZZA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Concorda con il relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno ne chiede la votazione ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, l'emendamento 2.338 (testo 2), sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ex articolo 81 della Costituzione, è improcedibile.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 2, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Sull'emendamento 5.318 vi è il parere contrario della Commissione bilancio.
RUTELLI (Misto-ApI). Propone una modifica dell'emendamento 5.318: invece di sopprimere il limite del 3 per cento della quota del fondo di finanziamento ordinario dell'università che sarà correlata a meccanismi di valutazione delle politiche di reclutamento degli atenei, propone di innalzare tale limite al 10 per cento (v. testo 2 nell'Allegato A).
AZZOLLINI (PdL). Così riformulato, l'emendamento non sembra porre problemi di copertura finanziaria. Esprime pertanto un parere di nulla osta ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.
VALDITARA, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 5.318 (testo 2).
PIZZA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Concorda con il relatore.
Il Senato approva l'emendamento 5.318 (testo 2). Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 5, nel testo emendato.
VALDITARA, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 8.900 e contrario sugli emendamenti 8.302, 8.303 e 8.304, sui quali la Commissione bilancio ha dato parere contrario.
PIZZA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Concorda con il relatore.
Il Senato approva l'emendamento 8.900.
RUTELLI (Misto-ApI). Trasforma l'emendamento 8.303 nell'ordine del giorno G8.303 (v. Allegato A), auspicandone l'accoglimento da parte del Governo.
VALDITARA, relatore. Esprime parere favorevole sull'ordine del giorno G8.303.
PIZZA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Accoglie l'ordine del giorno G8.303.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 8.302 e 8.304 sono improcedibili.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 8, nel testo emendato.
VALDITARA, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 9.302 (testo 3) e parere contrario sull'emendamento 9.0.300.
PIZZA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Concorda con il relatore.
Il Senato approva l'emendamento 9.302 (testo 3). Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 9, nel testo emendato.
GARAVAGLIA Mariapia (PD). Esprime rammarico per il fatto che, nonostante le aperture del relatore e del rappresentante del Governo, sia stato espresso parere contrario sull'emendamento 9.0.300, forse a seguito delle pressioni della Lega Nord. Si tratta di una proposta equanime, che prevede che i test di accesso di accesso alle facoltà a numero chiuso siano svolti nello stesso giorno per tutte le università pubbliche e private e che si rediga una graduatoria unica dalla quale le facoltà possano attingere fino a completamento dei posti. (Applausi del senatore Morando).
Il Senato respinge l'emendamento 9.0.300.
MARINO Ignazio (PD). Riformula l'emendamento 15.0.300 (testo 3) sulla base del parere espresso dalla Commissione bilancio (v. testo 4 nell'Allegato A).
VALDITARA, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 15.0.300 (testo 4).
PIZZA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Concorda con il relatore.
PERDUCA (PD). Chiede di sottoscrivere l'emendamento 15.0.300 (testo 4).
MARINO Ignazio (PD). L'emendamento 15.0.300 (testo 4) introduce un criterio riconosciuto a livello internazionale, quello della valutazione tra pari, per l'assegnazione di tutti i fondi di ricerca in Italia. Si tratta di una proposta di estrema rilevanza. Finora i finanziamenti per la ricerca, che in Italia sono inferiori rispetto alla media dei Paesi OCSE, sono stati assegnati sulla base di criteri eccessivamente discrezionali; d'ora in avanti, invece, i progetti di ricerca saranno rigorosamente valutati da esperti del settore, almeno un terzo dei quali operante all'estero. (Applausi dal Gruppo PD).
TOMASSINI (PdL). Sottoscrive l'emendamento 15.0.300 (testo 4), che raggiunge un obiettivo perseguito da molto tempo e che si ispira agli stessi principi meritocratici su cui si basa la riforma in esame.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'emendamento 15.0.300 (testo 4). (Applausi dai Gruppi PD e PdL).
VALDITARA, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 17.301 (testo 2).
PIZZA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Concorda con il relatore.
Con votazioni nominali elettroniche, chieste dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'emendamento 17.301 (testo 2) e l'articolo 17, nel testo emendato.
VALDITARA, relatore. Esprime parere favorevole sull'emendamento 22.400 ed invita la senatrice Franco a ritirare l'emendamento 22.400/1.
PIZZA, sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Concorda con il relatore.
FRANCO Vittoria (PD). Pur apprezzando molto lo sforzo del relatore di giungere ad una soluzione condivisa, insiste per la votazione dell'emendamento 22.400/1, che prevede che i ricercatori assunti sulla base della legge Moratti, la n. 230 del 2005, siano ammessi a partecipare all'abilitazione e quindi alla chiamata diretta.
Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato respinge l'emendamento 22.400/1.
Il Senato approva l'emendamento 22.400. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva l'articolo 22, nel testo emendato.
PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.
PARDI (IdV). Il Gruppo Italia dei Valori esprimerà un voto convintamente contrario sul provvedimento in esame, che rischia di produrre dei danni seri al mondo dell'università. In primo luogo, esso conferma la gravissima carenza di risorse in cui versa il settore, che determinerà una contrazione del reclutamento e un sostanziale blocco del turnover; non appaiono del resto credibili gli impegni del Governo a reperire maggiori finanziamenti in futuro. Il provvedimento è complessivamente improntato ad una filosofia aziendalistica, volta peraltro più alla promozione dell'immagine che non ad un reale incremento della produttività; ciò è confermato dal rovesciamento gerarchico dei ruoli tra senato accademico e consiglio di amministrazione, a vantaggio di quest'ultimo, e dal sostanziale disinteresse nei confronti della ricerca, palesato dalla mancanza di attenzione nei confronti delle persone che la praticano. Si determinerà una competizione tra la vecchia e la nuova generazione di ricercatori, mentre i dottori di ricerca sembrano essere condannati ad un precariato infinito, con l'orizzonte sempre più diffuso del lavoro gratuito; l'intenzione è quella di produrre una generazione di nuovi ricercatori conformista ed obbediente, che risulterà priva della creatività necessaria per svolgere attività di ricerca. L'autonomia dell'università, infine, viene seriamente messa in discussione da un provvedimento con un'evidente impronta centralistica, mentre i criteri di valutazione degli atenei appaiono incerti e discutibili. (Applausi dal Gruppo IdV e dei senatori Stradiotto e Zanda).
RUTELLI (Misto-ApI). Alleanza per l'Italia voterà a favore del disegno di legge di riforma manifestando apprezzamento per l'impianto innovatore, ulteriormente rafforzato dopo il passaggio parlamentare in Commissione e Aula, nonché per la discontinuità rispetto alle precedenti riforme, ispirate da logiche di appartenenza politica che ne hanno determinato il fallimento nonostante i finanziamenti ad esse all'epoca assegnati. Rilevante è l'accoglimento di emendamenti presentati dall'ApI in tema di internazionalizzazione degli atenei, mobilità interregionale dei professori, estensione agli assegnisti delle tutele per maternità e malattie. Significativo è stato altresì l'accoglimento da parte del Governo di alcuni ordini del giorno, in particolare quello che chiede di riassegnare al comparto università tutte le risorse tagliate dalla manovra economica, che rappresenta il vero limite della riforma. Soltanto con adeguati investimenti assumerà effettività il patto per l'università auspicato dallo stesso Ministro e la riforma rappresenterà l'occasione per ridare slancio al futuro del Paese. (Applausi dai Gruppi Misto-ApI e PdL e dei senatori Fosson e Peterlini).
PETERLINI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). L'accento posto dalla riforma sulla valorizzazione del merito nel reclutamento del personale, sulla valutazione dei risultati degli atenei, nonché sulla necessità di rinnovamento della governance, mostra la volontà di colmare i ritardi che caratterizzano l'università italiana rispetto a quella di altri Paesi europei e di sanare i guasti delle precedenti riforme che, in particolare, hanno assegnato autonomia all'università senza accompagnarla con adeguati meccanismi di verifica. Rimane il dato negativo dei tagli operati al Fondo per il finanziamento ordinario, deprecati dalla stessa ministro Gelmini, che ha riconosciuto l'importanza per il Paese di investire sui giovani e sulla ricerca. Ringrazia il Governo per l'attenzione mostrata agli atenei multilingue, con l'accoglimento di alcune proposte tese al rafforzamento dell'indirizzo internazionale e plurilingue di tali università. In particolare, sono state accolte proposte in materia di accertamento delle conoscenze linguistiche dei docenti, oltre che della loro qualificazione scientifica, di inclusione tra le materie di base nelle classi di laurea delle lingue appartenenti alle minoranze linguistiche presenti in Italia, sul mantenimento in vigore delle norme della legge Bassanini sul reclutamento dall'estero dei docenti, nonché sulla composizione delle commissioni per il reclutamento al fine di garantirvi, laddove previsto dagli statuti, la presenza di docenti esteri. Per tali motivi dichiara il voto favorevole dei senatori del Gruppo rappresentanti le minoranze linguistiche. (Applausi dal Gruppo PdL e del senatore Fosson. Congratulazioni).
SBARBATI (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). A nome delle altri componenti del Gruppo (UDC, MAIE, IS e MRE) dichiara, pur riconoscendo gli elementi di innovazione presenti nel testo, il voto contrario in quanto la riforma non è adeguatamente sostenuta dal punto di vista finanziario. Inoltre, anche se il disegno di legge rappresenta un cambiamento di rotta laddove segnala il passaggio da un'università di massa ad una basata sul merito e su una nuova governance, non porta fino in fondo il progetto riformatore in quanto non vi è stato il sufficiente coraggio di procedere all'abolizione del valore legale del titolo di studio. Questo è infatti l'anello mancante che avrebbe garantito effettivamente un'università di eccellenza, competitiva sul piano del merito e della ricerca, e soprattutto in grado di trasfondere nella società i risultati dell'intelletto. Sconcertante e contraddittoria rispetto alla volontà di procedere alla riforma delle professioni liberali appare al riguardo la posizione assunta dal Gruppo del PD sul valore legale del titolo di studio. (Applausi dalle senatrici Mariapia Garavaglia, Magistrelli e Poli Bortone).
PITTONI (LNP). La Lega ha fornito un importante contributo al disegno di legge di riforma dell'università provvedendo in primo luogo a garantire una equa distribuzione delle risorse, legata alla qualità degli atenei, attraverso il fondo meritocratico per le università virtuose. Inoltre, l'introduzione del costo standard unitario per studente in corso, cui è collegata l'attribuzione di una percentuale del Fondo. In tal modo si intendono rivalutare le università padane, che nell'attuale sistema risultano scandalosamente sottofinanziate, come emerge dai dati raccolti dall'Associazione per la qualità delle università italiane statali. E' stato inoltre approvato un emendamento teso a incrementare il fondo premiale destinato alle università non statali. Esse infatti svolgono un'essenziale funzione in territori dove lo Stato è assente e, in particolare al Nord, sono fortemente radicate sul territorio fornendo un valido contributo di elaborazione scientifica e di progetti culturali. Significativa è altresì la disposizione tesa a rideterminare su base regionale il numero dei posti disponibili nei corsi di laurea in medicina e chirurgia al fine di riequilibrare l'offerta formativa in relazione al bacino territoriale di riferimento, consentendo in tal modo ad un numero adeguato ai posti di ragazzi delle Regioni del Nord di iscriversi ai corsi. Per tali motivi la Lega Nord voterà a favore. (Applausi dal Gruppo LNP. Congratulazioni).
Presidenza della vice presidente BONINO
ZANDA (PD). L'università è un tema decisivo per la sorte delle nuove generazioni, per il futuro dell'Italia, per il posizionamento del Paese nella divisione internazionale del lavoro. Nonostante la particolarità del momento politico che registra la decomposizione del Governo Berlusconi, l'opposizione avrebbe voluto condividere, in nome dell'interesse generale, norme sulla riorganizzazione degli atenei. Raccogliendo l'invito del Capo dello Stato, il PD ha lavorato in Commissione con spirito costruttivo, ma il risultato è stato debole e inadeguato. Tutti i grandi Paesi stanno affrontando la crisi economica con investimenti nella ricerca: soltanto il Governo italiano definanzia l'università. Anche se il ministro Gelmini si è battuta per mantenere stanziamenti in capo agli atenei, l'opposizione non può votare sulla base di mere intenzioni. Se il Governo non avesse dilapidato risorse nel salvataggio di Alitalia e nella vicenda dello scudo fiscale e se non avesse abolito l'ICI sugli immobili di lusso, oggi sarebbero disponibili i finanziamenti per riformare l'università. Nell'intervento del Ministro è mancato qualsiasi cenno strategico al rapporto tra ricerca e società, alla formazione delle future classi dirigenti, all'economia della conoscenza, alla sfida della competizione globale che si giocherà non sui bassi salari ma sui differenziali di sapere. Un disegno di legge privo di risorse, che colpisce il diritto allo studio e le aspirazioni alla mobilità e pone su un binario morto i ricercatori non può essere considerato una riforma. L'opposizione ha chiesto inutilmente il rispetto del principio di autonomia, l'attuazione immediata dei meccanismi di valutazione della ricerca e della didattica, la valorizzazione del merito. L'accoglimento del pur importante emendamento del sentore Marino, che introduce criteri internazionali per l'assegnazione trasparente di fondi pubblici per la ricerca, non può modificare il giudizio complessivo: il Gruppo voterà contro il provvedimento. (Applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).
QUAGLIARIELLO (PdL). Il disegno di legge affronta con coraggio la crisi dell'università iniziata alla fine degli anni '60 ed aggravata dalle fallite riforme del centrosinistra. La priorità è superare un modello basato sulla separatezza, la cooptazione e l'autoreferenzialità e delineare un paradigma che concili tradizione e modernizzazione, aprendo l'università al confronto con la società e con le logiche di mercato. Fin dal suo insediamento il Governo ha assunto l'impegno di razionalizzare i finanziamenti, al fine di responsabilizzare gli atenei ed eliminare gli sprechi. Risanamento dell'amministrazione e mutamento dei criteri di gestione sono stati considerati condizioni necessarie per procedere all'erogazione di nuovi fondi. Scardinando la logica dell'egualitarismo, il disegno di legge dà spazio al merito e alla capacità; crea un sistema basato su incentivi e disincentivi, attraverso una valutazione ex post di atenei e docenti; interviene sul reclutamento puntando alla verifica ed alla valorizzazione delle capacità; governa il conflitto intergenerazionale nella docenza; prevede la differenziazione degli atenei e stimola la competizione virtuosa tra istituti, senza compromettere la collaborazione attraverso federazioni. Il Parlamento sta varando una buona riforma: la maggioranza e il Governo si sono impegnati a reperire le risorse necessarie per farla funzionare. (Applausi dal Gruppo PdL e della senatrice Boldi. Molte congratulazioni).
PRESIDENTE. Avverte che il relatore ha presentato la proposta di coordinamento C1 (v. Allegato A).
Il Senato approva la proposta di coordinamento C1. Con votazione nominale elettronica, chiesta dalla senatrice INCOSTANTE (PD), il Senato approva il disegno di legge n. 1905 nel testo emendato. (Applausi dal Gruppo PdL).
Risultano pertanto assorbiti i disegni di legge nn. 591, 874, 970, 1387 e 1579. La Presidenza si intende autorizzata ad effettuare gli ulteriori coordinamenti che si rendessero necessari.