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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 416 del 29/07/2010


GIAMBRONE - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:

è giunta all'interrogante notizia che l'azienda ISEDA (Impresa servizi ecologici disinquinamento ambienti) Srl, appaltatrice di servizi di raccolta rifiuti in diversi comuni della Sicilia, con sede legale ad Aragona (Agrigento), che ha in appalto i servizi d'igiene urbana nei Comuni facenti parte dell'Ambito territoriale ottimale Ge.s.a. Ag. 2, abbia nei confronti dei lavoratori dipendenti un comportamento intimidatorio, che arriva fino al licenziamento sulla base, a quanto consta, di motivazioni arbitrariamente costruite, perché sia da monito agli altri lavoratori;

i lavoratori dipendenti della suddetta azienda rimangono per mesi senza stipendio: nel dicembre 2008, per esempio, dovevano ancora ricevere le retribuzioni relative alle mensilità di ottobre e novembre, mentre nel maggio 2009 non erano ancora state pagate quelle di marzo e aprile. In più, i trattamenti economici maturati per aver prestato attività lavorativa nei giorni festivi risultano riconosciuti soltanto figurativamente in busta paga;

tale situazione determina, per i lavoratori in questione, difficoltà nell'accesso ai mutui o, qualora li abbiano in corso, nel pagamento delle rate, e non solo: c'è chi non riesce neppure ad acquistare il carburante necessario per recarsi al lavoro ma, risulta all'interrogante, il sollevare questo problema con l'azienda ottiene come esito l'invito a licenziarsi;

a quanto sopra si aggiungono le precarie condizioni igieniche in cui risulta che lavorino i dipendenti dell'azienda in questione;

per ottenere uno stipendio regolare, e non una retribuzione mensile ogni tre mesi, nel maggio 2009 i lavoratori hanno aderito ad uno sciopero di due giorni programmato dalle organizzazioni sindacali, ma la quasi totalità ha poi protratto di altri due giorni lo sciopero, cercando di ottenere l'assicurazione che entro il 12 maggio avrebbero almeno ricevuto la mensilità di marzo. Uno di questi dipendenti, a un mese di distanza, si è ritrovato licenziato;

alcune gravi mancanze, considerate dall'azienda in questione tali da sfociare nella sanzione del licenziamento, sarebbero costruite su fatti non veritieri e persino con la complicità del sindacato: si va dall'assenza ingiustificata per un giorno di ferie chiesto per visita cardiologica, all'accusa di spacciarsi per rappresentante sindacale, quando in busta paga figurano i permessi retribuiti per tale attività, fino all'incitamento ai colleghi a proseguire lo sciopero,

si chiede di sapere se e come si intenda intervenire per verificare la situazione descritta in premessa e per evitare che le difficoltà economiche e la precarietà esistenziale, già determinate dalla crisi economica e più pesanti nelle regioni meridionali e insulari, diventino per alcune aziende, che magari vivono di appalti pubblici, uno strumento da rivolgere contro i lavoratori dipendenti per non rispettarne i diritti.

(4-03560)