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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 416 del 29/07/2010


DE TONI - Al Ministro dell'economia e delle finanze - Premesso che:

ad oltre un anno dal termine fissato dall'Unione europea, anche l'Italia, peraltro ultima tra i Paesi europei, è finalmente in grado di emettere il passaporto biometrico con impronte digitali;

come evidenziato ripetutamente e in molteplici circostanze dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, da TAR Lazio, Consiglio di Stato e Corte dei conti, il ritardo è chiaramente e specificamente addebitabile all'inadeguatezza gestionale e tecnica mostrata dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, società di totale proprietà del Ministero dell'economia e delle finanze, a giudizio dell'interrogante inopinatamente delegata alla gestione di appalti di interesse nazionale in cui ha mostrato finora assoluta incompetenza e provocato danni milionari all'erario;

fin dal 1998 l'Autorità garante della concorrenza e del mercato segnalò, ai sensi dell'art. 21 della legge 10 ottobre 1990 n. 287, il proprio orientamento concernente l'attività dell'Istituto Poligrafico, parere pubblicato sul bollettino n. 8/1998. Dopo aver esaminato prezzi, forniture e ruolo della cosiddetta Commissione tariffe, composta da rappresentanti dell'Istituto Poligrafico e del Ministero, l'Autorità auspicava "l'eliminazione delle esclusive (a favore dell'Istituto Poligrafico) che non siano giustificate da esigenze di interesse generale. In ogni caso dovrebbe venir meno qualsiasi ruolo dell'Istituto Poligrafico nella scelta delle imprese alle quali viene affidata l'esecuzione delle forniture pubbliche";

il risultato di tale scenario è l'attuale impossibilità di assicurare ai cittadini italiani il rilascio del passaporto biometrico in tempi ragionevoli;

come evidenziato anche recentemente da altre interrogazioni parlamentari e dalla stampa nazionale, la travagliata vicenda della gara per l'affidamento a terzi, da parte dell'Istituto Poligrafico, dei servizi e delle strutture necessarie all'emissione del passaporto, si è connotata per la condanna a carico dell'Istituto da parte di TAR Lazio e Consiglio di Stato a rifondere la società ricorrente del danno subito, dopo che l'amministratore delegato pro tempore dell'Istituto, incurante degli esiti negativi delle prove tecniche di gara, ha, ad opinione dell'interrogante, arbitrariamente ritenuto di affidare l'appalto alla società Fujitsu-Siemens, nonostante il capitolato prevedesse che i "requisiti tecnici minimi" (non posseduti dalla predetta società, a quanto consta all'interrogante) "sono da intendersi obbligatori a pena di esclusione dalla gara";

tale improvvida decisione, oltre a determinare danni alle casse dello Stato, attualmente provoca pesanti conseguenze ai cittadini, costretti a settimane di attesa per ottenere l'emissione del nuovo passaporto biometrico;

la situazione presso le Questure è talmente caotica e compromessa che, a causa della inefficienza e inaffidabilità delle macchine fornite dalla società affidataria dell'appalto, la Direzione centrale per gli affari generali della Polizia di Stato ha recentemente ritenuto opportuno non accettare dal Poligrafico le nuove macchine, preferendo utilizzare esclusivamente le apparecchiature già in dotazione, perfettamente agibili e affidabili,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che attualmente la quasi totalità delle Questure è incapace di emettere i nuovi passaporti, se non dopo tempi anche superiori ai 40/50 giorni;

se sia a conoscenza di tale inefficiente gestione, specie dopo la severa sentenza del TAR Lazio del 5 maggio 2010, che faceva presagire quanto ora di fatto accade, del resto evidenziato anche da numerosi quotidiani;

se abbia mai ricevuto segnalazioni in merito, anche a seguito dei frequenti interventi dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, da parte dei consiglieri del Consiglio di amministrazione indicati dal Ministero e dagli organismi di autotutela dell'Istituto Poligrafico, soprattutto sul fatto che fosse del tutto inutile l'acquisto di nuove macchine, peraltro sconosciute, a fronte di macchine disponibili ed efficienti;

se non si ritenga di intervenire urgentemente, per rimuovere i forti disagi patiti dai cittadini;

se non si ritenga, a fronte del ripetersi di tali fenomeni, di affidare le gare di appalto dei progetti d'interesse del sistema-Paese ad organismi qualificati come la Consip con l'eventuale supporto tecnico del Centro nazionale per informatica nella pubblica amministrazione;

se il Ministro non ritenga opportuno procedere all'accertamento delle eventuali responsabilità a carico dell'attuale management dell'Istituto Poligrafico, già peraltro evidenziate dalla giustizia amministrativa e dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.

(4-03558)