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Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 399 del 29/06/2010


Sull'anniversario del disastro ferroviario di Viareggio

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui tutta l'Assemblea). Onorevoli colleghi, un anno fa, una gravissima esplosione seminava morte e distruzione intorno alla stazione ferroviaria della città di Viareggio.

Nel breve volgere di pochi istanti, le fiamme sprigionate dal deragliamento di un convoglio ferroviario carico di gas inghiottirono le case e le strade accanto ai binari, provocando la morte di 32 persone, tra le quali purtroppo si contarono diversi bambini e ragazzi. Alcune delle vittime - è terribile ricordarlo - perirono dopo settimane o mesi di indicibili sofferenze per le ustioni subite.

Come ho ricordato oggi in un messaggio inviato al sindaco di Viareggio, questa assurda tragedia poteva essere evitata. Al di là delle responsabilità penali, che è compito della magistratura accertare e far valere, è fuori di dubbio che una più solida cultura della sicurezza, basata su un'applicazione ferma e rigorosa delle norme vigenti, ed un governo del territorio che consideri anche i rischi potenziali per la salute e la sicurezza dei cittadini, divengono la condizione indispensabile perché una vicenda come questa non abbia mai più a ripetersi.

Nelle scorse settimane, nell'incontrare i familiari delle vittime dell'esplosione, ho manifestato loro la ferma volontà delle Istituzioni parlamentari di accompagnare e sostenere il loro doloroso, quotidiano cammino verso la riconquista della normalità.

Credo che l'approvazione definitiva in sede deliberante, con voto unanime di tutte le forze politiche, di un disegno di legge che mette a disposizione delle famiglie delle vittime e di tutti quanti hanno riportato gravi lesioni un fondo di 10 milioni di euro, avvenuta cinque giorni or sono da parte della Commissione lavori pubblici del Senato, costituisca il segno più tangibile della fattiva volontà del Parlamento di non lasciare soli quanti hanno subito nel corpo e nei legami familiari i terribili effetti di quella strage.

Invito allora tutti i colleghi ad osservare un minuto di silenzio e di raccoglimento, nel commosso ricordo delle 32 vittime della tragedia di Viareggio. (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio).

DE TONI (IdV). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DE TONI (IdV). Signor Presidente, illustri colleghi, ad un anno dalla strage di Viareggio, oggi ancora non conosciamo le vere responsabilità, ma ci interessa e ci appartiene, nella cultura del rispetto, da parte del nostro Gruppo esprimere la piena solidarietà, la piena condivisione per il dramma che ha colpito le famiglie dei 32 cittadini scomparsi.

Abbiamo cercato di fare il nostro dovere in 8a Commissione e credo che - proprio come è stato ricordato in sede deliberante - sia stato raggiunto l'obiettivo di fondo: andare incontro, sotto il profilo economico e nell'immediatezza, ai problemi che riguardavano detto dramma.

Resta però un interrogativo che intende avanzare il nostro Gruppo: fino a che punto il profitto sarà in grado di togliere speranza e sicurezza nella vita? Dico questo perché sono state compiute audizioni, incontri ed analisi sulle responsabilità. Credo che tale monito possa costituire prospettiva per il futuro nel momento in cui questo dramma e le sue vittime si saranno almeno potute ricordare come riflessione futura per garantire una maggiore sicurezza, un maggiore controllo e un maggiore rispetto per la vita umana. (Applausi dai Gruppi IdV e PD).

D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

D'ALIA (UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE). Signor Presidente, anche noi ci associamo alle parole che lei ha voluto formulare a distanza di un anno dalla tragedia di Viareggio. Ci associamo altresì al dolore della città e dei familiari delle 32 vittime. Condividiamo ed apprezziamo quanto il Senato e l'8a Commissione permanente hanno fatto come prima risposta, come primo gesto di vicinanza e di solidarietà delle istituzioni nei confronti di chi è stato colpito da questa tragedia.

È in corso un'indagine della magistratura che, ovviamente, cammina su un binario - diciamo così - parallelo rispetto alla nostra valutazione. Ciò che manca perché la riflessione su Viareggio possa portare a compimento anche un'opera produttiva del Parlamento è capire quali sono state le ragioni che hanno prodotto questo tipo di evento, capire se le nostre stazioni - la stragrande maggioranza delle stazioni ferroviarie che attraversano il cuore delle città italiane - sono sicure, dal momento che vi transitano anche treni che trasportano materiale particolarmente pericoloso.

A conclusione di tutto questo, un ulteriore gesto di grande responsabilità del Parlamento potrebbe essere l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta che, al netto dell'attività svolta dalla magistratura, possa accertare se e quanto sono sicure le ferrovie italiane, che rappresentano un patrimonio per il Paese e ancora oggi attraversano e collegano tante municipalità con una logica, però, forse non più adatta ai nostri tempi.

Se un insegnamento possiamo trarre da tale vicenda per un ulteriore impegno, credo sia proprio questo e mi auguro che quanto ho auspicato possa avvenire. (Applausi dal Gruppo UDC-SVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE).

BODEGA (LNP). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BODEGA (LNP). Signor Presidente, onorevoli senatori, ricordiamo con dolore la tragedia di Viareggio, che ha colpito la sensibilità dei cittadini per le sue modalità, per quelle fiamme nella notte che richiamavano l'inferno, per lo strazio e le vite umane bruciate in un attimo, per una responsabilità oggettiva. Ancora si indaga, ma - come spesso accade nel nostro Paese - le vittime e i loro familiari non riescono ad essere né risarciti né riscattati. Si deve allora dare atto a questa maggioranza e a tutto il Parlamento che, di fronte all'emergenza, si sanno muovere con tempestività, efficacia e concretezza.

Si è intervenuti in modo significativo con ragionevole rapidità e proprio qui al Senato, come ha ricordato lei, signor Presidente, siamo già in una fase avanzata di quel processo che deve portare sollievo in tutti i sensi a chi è stato colpito. Non è certamente il caso - e me ne guardo bene - di assumere toni retorici e tanto meno trionfalistici. Mi pare, però, si possa ascrivere a questo Parlamento il merito di non trasformare il terremoto dell'Aquila in un'altra Irpinia e la tragedia di Viareggio in un dramma suggellato dai telegrammi di cordoglio della prima ora. (Applausi dal Gruppo LNP).

MARCUCCI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCUCCI (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi ricorre il primo anniversario del disastro ferroviario che ha sconvolto Viareggio, che ha causato la morte di 32 persone e centinaia di feriti.

Il 29 giugno del 2009, poco prima di mezzanotte, un treno merci transita dalla stazione di Viareggio: procede da nord verso sud, da La Spezia in direzione di Pisa, col suo convoglio di 14 vagoni cisterna carichi gas. La stazione è stata appena superata quando il treno raggiunge una linea ferrata costeggiata dai palazzi; in parallelo corre via Ponchielli. È in questo punto che il merci 50325 deraglia. Il primo carro cisterna trascina fuori dai binari altri quattro dei 14 vagoni che non sono proprietà delle Ferrovie dello Stato, ma appartengono a una società straniera, la Gatx con sede a Vienna. Solo uno si spezza, urtando contro un paletto di ferro piantato in prossimità dei binari: purtroppo basta a causare l'immane disastro. Le esplosioni e le fiamme investono i palazzi e la strada. Una palazzina, dove vivono 18 persone, si sbriciola. Una più piccola, monofamiliare, prende fuoco. A pochi minuti dalla mezzanotte, via Ponchielli non esiste più.

I segnali premonitori erano stati numerosi sulla rete ferroviaria; nessuno, tuttavia, decise di intervenire. Le responsabilità debbono, dunque, essere accertate. La giustizia sta facendo il suo corso e noi, con fiducia nella magistratura, aspettiamo.

È un dolore grande per tutta la città, e una responsabilità enorme per tutte le istituzioni. Quest'Aula ha onorato il proprio ruolo, proprio pochi giorni fa, grazie all'impegno straordinario del presidente Schifani e con la collaborazione di tutti i colleghi, nessuno escluso, approvando una legge straordinaria che prevede un risarcimento di 10 milioni di euro per i familiari delle vittime. Un ringraziamento particolare va al relatore, il senatore Baldini, e alla senatrice Granaiola

La Regione Toscana, attraverso il commissario Martini, a cui è subentrato il nuovo presidente Enrico Rossi, ha già speso 15 dei 19 milioni di euro disponibili per la ricostruzione. Ma ad un anno da quel disastro dobbiamo assumere l'impegno politico e morale di rendere il trasporto delle merci pericolose più sicuro. Perché, vedete, pochi mesi dopo la tragedia di Viareggio lo stesso treno merci ha preso fuoco a Giuncarico, nei pressi di Grosseto, trasportando nuovamente GPL, e questo è un pericolo che ancora esiste sulla nostra rete. Dobbiamo fare una verifica a tutto campo, non solo per i cittadini di Viareggio, ma per tutto il Paese.

Interpretando il sentimento di tutto il Senato, voglio esprimere a nome del Gruppo del Partito Democratico il mio cordoglio ai familiari delle vittime ed alla città di Viareggio per questo triste, drammatico primo anniversario della strage, con l'impegno di tutti perché episodi come questo non accadano più. (Applausi dal Gruppo PD).

MUGNAI (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MUGNAI (PdL). Signor Presidente, il Gruppo del Popolo della Libertà si associa commosso alle espressioni di cordoglio che hanno contraddistinto il momento celebrativo di questa tragedia nell'Aula del Senato.

Il ricordo della vampa di fuoco che incendiò l'aria, vaporizzando tutto ciò che trovava al suo passaggio in un abbraccio mortale che travolse sia i nostri connazionali, sia quanti in questo Paese erano venuti alla ricerca di miglior sorte, è ormai indelebilmente impresso nella memoria collettiva di ciascuno di noi. Ed è toccante e significativo che proprio oggi l'unica sopravvissuta di una famiglia che da anni viveva nel nostro Paese abbia ricevuto la cittadinanza italiana grazie a un decreto del Presidente della Repubblica, che ha voluto dedicare parole particolarmente commosse a questo tragico evento.

È giusto sicuramente rispettare la volontà espressa dai familiari delle vittime di stringersi oggi intorno solo al primo cittadino di Viareggio, quasi a chiedere alla politica ed alle istituzioni di fare un passo indietro. Però, al di là di ogni strumentalizzazione, è giusto e doveroso ricordare che, forse, in questa vicenda tragica più che in altre, la politica e le istituzioni, il Parlamento in particolare, hanno saputo mostrarsi all'altezza della situazione. L'opera di ricostruzione è già significativamente avanzata. Il Parlamento ha adottato provvedimenti che vanno nella direzione di assicurare l'unica possibile forma di risarcimento - ahimè! - nei confronti delle vittime, e sono stati presi significativi provvedimenti per il potenziamento della sicurezza. Infatti, se noi vogliamo onorare fino in fondo la memoria di quelle vittime, dobbiamo far sì che quella cultura della sicurezza alla quale ella, signor Presidente, stava facendo riferimento sia sempre costantemente oggetto di particolare tutela e presidio da parte di ciascuno di noi. (Applausi dal Gruppo PdL).

PISTORIO (Misto-MPA-AS). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PISTORIO (Misto-MPA-AS). Signor Presidente, chiedo di allegare al Resoconto della seduta odierna il testo scritto del mio intervento.

PRESIDENTE. La Presidenza l'autorizza in tal senso.